COME SEDURRE L'UOMO DEL DESTINO
Quando decisi di sedurre l'uomo del destino, non ero pratica di seduzioni. Lui era il fratello di una mia compagna di scuola e fino a quel fatidico giorno in cui decisi " lo voglio...e' mio!"la mia esperienza seduttiva si limitava a qualche invitante sorriso e un po' di battute all'indirizzo di ragazzotti esperti quanto me. Certo un po' pochino... Ero inesperta, ma determinata. La guerra e' guerra! Di lui, del concupito, parlavano tutti come di un mezzo genio, un tipo serio, per niente alla mano, estremamente riservato e con nugoli di ragazze che gli stavano dietro, tutte piu' grandi, piu' belle, piu' interessanti e probabilmente piu' intelligenti di me. La cosa, anzicche' scoraggiarmi, aggiungeva fascino all'impresa. Le vere difficolta' contro cui combattere erano il mio cuore che impazziva al solo vederlo e lo stomaco che si contorceva come un serpente in amore. Ma avevo la convinzione che una volta partita all'attacco il cuore si sarebbe calmato e dello stomaco non avrei tenuto conto. Potenza dell'amore. Avevo letto da qualche parte che, se il desiderio di una donna si scatena nella testa, quello di un uomo si scatena con la vista; quindi, doveva "vedermi". Non male come piano considerato che avevo meno di diciotto anni. Quella fu la prima ed unica seduzione della mia vita, non credo che avrei potuto reggerne un'altra. Comporto' un tale dispendio di energie, complotti con la migliore amica e sfacciataggine che ancora oggi mi domando come sono potuta arrivata a tanto. Il piano era che mi vedesse e che la mia vista gli scatenasse un incontenibile desiderio. L'attacco dunque, andava sferrato al mare e col bickini piu'indecente che riuscissi a rimediare. La cosa non fu delle piu' facili. Il costume lo rimedia in costiera, ad Amalfi, ed era veramente da sballo; rischiai l'arresto e dovetti sopportare gli sguardi scandalizzati e disapprovanti di tutte le madri di famiglia. Per due settimane, appena arrivata in spiaggia andai sfacciatamente a sedermi sotto il suo ombrellone, "molto vicino" senza curarmi di chi ci fosse. Generalmente appena arrivavo aveva un sussulto e si tirava un po' indietro, ma questo mi pareva buon segno.Continuavo a chiacchierare per ore sorridendogli e toccandolo "casualmente", tirandolo in acqua. Meglio di una professionista!Lui aveva l'aria frastornata, e credo non avesse la minima idea di dove volessi andare a parare; non era poi cosi' geniale!...ma io mi sentivo sulla strada giusta... ...non doveva capirci piu' niente... Capitolo' una sera d'agosto al tramonto, quando in spiaggia eravamo rimasti solo noi due, complice un venterello leggero e Venere appena spuntata.
8 MARZO RICORDANDO MIA MADRE
Raccontami di ieri, a mia figlia io lo raccontero'... Raccontami di come il testimone passo' da strega madre a strega figlia. Raccontami.
Raccontami la forza dietro la follia il coraggio di chi ha solo se'stesso Raccontami gli inverni al buio senza capire e il bisogno di riavere indietro la vita
Raccontami, io lo raccontero'... Non ho dimenticato che attraverso la nebbia attraverso gli inganni e le paure eri con me, eri li' madre, dove dovevi essere.
NAPOLI
Napoli e' come un abbraccio; e' come una donna in amore: calda, primitiva, voluttuosa, ardente. Convinta che tutti hanno il diritto ad un pezzo di felicita' e percio' spudorata e provocante, lasciva e sregolata. Napoli che nasconde segreti vergognosi e vergognose miserie; che e' convinta che le regole debbano essere al servizio delle persone, e non le persone al servizio delle regole. Arrogante e fiera, sempre a testa alta. C'e' la Napoli dei quartieri Spagnoli col coprifuoco alle sette di sera, povera disoccupata e oppressa dalla malvita, e la Napoli di Mergellina, ricca, raffinata e un pochino snob. C'e' la Napoli di S. Gregorio Armeno, colorata, creativa e ridente; Natale diventa magia tra quei vicoli. C'e' la Napoli segreta, sotto un quarto di luna, che vibra e sogna, che si lascia conoscere e penetrare solo se hai voglia d'amore: Napoli sotto le stelle. Napoli ti bacia con baci umidi e insinuanti e poi ti entra dentro e ti possiede, sfinendoti... e non la dimentichi piu'.
Ti ricordi?
Lisbona e' bellissima. Enormi piazze assolate, suggestivi boulevareds, cattedrali medioevali, e un' architettura in stile "manuelino". E poi l'oceano... "dobbiamo assolutamente fare il bagno nell'oceano" avevamo detto... "dobbiamo nuotare tra quelle onde alte come colonne, libere come delfini!...." Invece siamo rimaste avvoltolate nei cardigan, infilati sopra i costumi. Il vento violento, teso, ci gelava la pelle e ci schiaffeggiava il viso. "Dai buttati!...." "No prima tu!" Non c'era nessuno in acqua, troppo vento.
E poi le serate, dopo cena sulla terrazza dell'albergo. "Ti ricordi?" "Ti ricordi quando a 12 anni volevi farti suora?" "Ti ricordi di quella volta che ti cacciarono dalla classe e il preside ti fece bere una cioccolata calda mentre ti faceva la ramanzina?..." "Ti ricordi di quando portasti a scuola le poesie di Neruda cercando di convincere la prof a metterle nel programma?" "Ti ricordi le gare di twist fino a cadere esausti?... a qualcuno, una volta, venne una colica renale il giorno dopo..." "Ti ricordi quando mori' mio padre?..."
E poi il suo divorzio e la mia lunga crisi matrimoniale.
"Ti ricordi?..."
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MATTINATA D'ESTATE
aggrovigliati vicoli, dedalo di viuzze; la citta' vecchia sale verso l'alto, si arrampica... E nell'aria stagnante, inebriante mi arriva odore di caffe'. Eccitante mi investe e mi stordisce, come le mani di un uomo lungo i fianchi. Gradini larghi e bianchi, fiori rossi sul muro. Sale, mossa dal vento la mia voglia d'amore, che illanguidisce i sensi e colma il ventre.
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Versi
Versi per ferire Versi per sedurre Versi per raccontare Versi per offendere Versi per combattere Versi per implorare Versi per capire Versi per aggredire Versi per mordere Versi per innamorare Versi per distruggere Versi per carezzare ...................................
I miei versi per vivere
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CANTO DI TE
Canto di te... son sempre tali e tanti gli opposti sentimenti che scateni, che e' come se, in un'unica ventata la mia vita scorresse per intero.
Canto di te... e vedo, roteante vertiginosa giostra senza tempo, tutto riflesso in te che non conosco, il tocco ignoro e non incontrero'.
Canto di te...
e nella mia ossessione nella certezza, che non ha ragioni so che, per altri sentieri ed altri mari, nei tuoi pensieri stai cantando me.
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Tempo nel tempo
Tempo compresso e allargato accende lampi nel vento. La volonta' si rifiuta nel concitato andare poi cede e apre crepe in territori ignoti solo di rado invasi.
Mani rapaci ghermiscono. Violento, improvviso, benefico il fiume erompe, allaga terre riarse da sempre in attesa di quella morte antica colorata di buio risplendente.
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E lo chiamano amore ...
Stolide voci di stolidi discorsi, àncore brune di chi non sa volare, cesti ricolmi di conchiglie in frantumi
E lo chiamano amore...
Agonizzante amore; nutrito d'aria e vergognosa ansia egocentrica affamato, morente, raggelante.
E lo chiamano umano...
Giudici folli di folli verita', incatenati a ragnatele d'ombre; graffiano mura di solitudini antiche.
E la chiamano vita...
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