intro

chi sono

le mie poesie

le tue poesie

audio poesie

concorsi

opinioni

link

Maria Luisa Pesce
Maria Luisa Pesce


Maria Luisa Pesce è astrologa, tarologa con metodo Jodoroswky, floriterapeuta, esperta di oniromanzia.
Appassionata fin da giovanissima di Mitologia, Simbolismo, Filosofia Ermetica e Psicologia Analitica, studia molte forme di discipline spirituali, sia occidentali che orientali.
Scrive poesie e racconti brevi con i quali realizza libri d'artista, in collaborazione con vari amici.
Progetta e mette in scena performances.

1999: Il sogno del corpo, raccolta di poesie e racconti brevi, autoprodotta in collaborazione con Gerardo de Filippis e presentata con una performance presso lo Zen di Salerno. In copertina un disegno del Maestro Antonio Pesce.
2002: Clarita, racconto breve, libro d'artista realizzato su plexiglass trasparente, in collaborazione con l'artista Girolamo Santulli e con il grafico Gerardo De Filippis, presentato durante la performance Glossolalia, la lingua di Babele nella manifestazione Salerno Porte Aperte. Nel libro illustrazioni del Maestro Antonio Pesce.
2004: L'intreccio, performance a due voci, in occasione del restauro di Palazzo San Massimo di Salerno, in collaborazione con il poeta Francesco Sicilia, l'artista Makinef e il grafico Gerardo De Filippis.
2005: La fenice, racconto breve pubblicato nella collana "Navigando nelle parole", per le edizioni Il filo di Viterbo.
2006: Storia della Bellezza, performance poetica nell'ambito della manifestazione “Fiera della creatività”, presso il comune di Salerno.
2007:Il complesso della sirena, silloge poetica, per la collana editoriale Animus et Anima.
Copertina e illustrazione del Maestro Antonio Pesce.
2009:Matangi, performance teatrale presso il castello di Palazzolo sull'Oglio, per la regia di Gian Bianchetti.








 

Dall'Arcano della magia

PROLOGO (canto di Malkuth)
Il potere dei Sensi

In questo caldo soffocante di agosto innaturale per questi tempi,
per questa vita,
il mio corpo ricettacolo di malessere e sudore e
traballante per i fumi della trance che sperimento ogni giorno
seduta qui a scrivere penso
che in questo clima senza senso debba certamente dimorare un dio.

La Dea sinuosa del Serpente lentamente ascende o discende ma comunque scompare
alla vista del mondo
scaduto il mandato del melograno, con legge inflessibile ella muta
e come falce di luna o luna essa stessa
si sottrae alla vista degli uomini sempre più.

Intanto il dio luminoso avanza, Lugh o Thor o chi per esso,
il dio della maturità che arde la terra per poi bruciarla in un amplesso di gioia
come adesso accade
fiamme e fuoco devastante per i monti silvani
dove non corre più Pan,
intento a curarsi le ferite.

Chi è questo nume arrabbiato che riversa lingue di fuoco sulla terra,
incestuosa ai suoi occhi?
Persefone forse tarda a ritornare sui suoi passi,
sul limite della soglia, essa stessa un limite,
e Ade oscuro riversa allora crateri di fuoco sul mondo
dal cuore dell’inferno,
dal bruciante cuore della terra?
Perché, in verità,
chi più di lui è vicino al suo cuore?

Il caldo insinuante fa breccia nelle mie difese e turbina intorno alla mia aura
incrinandola,
tutto è troppo forte e troppo brillante e troppo vivo
per la mia sopportazione
il dio Leone ci ha dato alle fiamme
forse la dea Vergine ci salverà
portandoci un po’ di freddo iperuranio.

Oscillanti fra Yin e Yang senza soluzione di continuità
forse è il mondo che ci chiede
la giusta mediazione.

(Il testo completo sarà pubblicato nella nuova uscita editoriale cartacea della collana "Animus et Anima", prevista nei prossimi mesi)

 

Nessuna parte di questo sito può essere riprodotta in alcuna forma senza l'autorizzazione dell'autore. - Developed by :: maknef.communication ::