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 Eco
Eccomi qui...a chiedermi se davvero ha senso domandare un nome e una data di nascita. Sono dettagli di un'ampiezza ridotta se confrontati con tutto il resto...Tra l'altro come si può dire di se stessi senza il timore di non essere obiettivi? "Io son chi sono" avrebbe fatto dire Goldoni ad un suo personaggio molto pieno di sè...però se preso nel senso meno presuntuoso potrebbe essere vero...
Pubblicazioni:
  Mio malgrado nessuna...

 

Su, voltati
"Di nascosto, melodia
che ci risuoni in mente ignota
ed ossessiva,
t'ho guardato attendere i miei passi.

In silenzio, paura di
scoprire chi segue la nostra corsa,
poco il capo,
solo in accenno,
t'ho rivolto.

Sorridendo, come infinite
parallele a nessun incrocio,
t'ho amato.
Sconosciuto."

Alle spalle la stanza

 La mia città ha
un suono di notte:

quartetti di cani e
d'archi le poche veloci rombanti auto

ovattati da doppi vetri
e lontananze alte.

E poi solo le luci.

Dici che brillo

Mi hai detto di brillare,
la tua serenità mi
reclama.

Nel chiaro dei tuoi occhi,
così tanto vicini,
alla tua dolce insicurezza
dipingi il mio adorarti
e rocca sei,
appoggio del mio dolore. 

"22/08/00"

Bianco grigiore di nebbia intorno,
sensazione inesplicabile.
Ma senza la pretesa che lo sia
perché troppo grande, alta e meravigliosa.
Solo perché basta una nota
solo perché ogni passo è un ricordo,
ogni momento un valore.
Ma schiacciante.
Un tempo che corre nella testa
dove si rincorrono istanti
"Fresche le mie parole" essenza di
desiderio semplice,
ho paura di dormire con la porta
aperta,
"odi et amo, quare id faciam, fortasse requiris,
nescio, sed fieri sentio et escrucior"
frasi a memoria,
esaltazione di un'ora, persona importante,
"in my thought I have seen, rings of smoke
trought the trees" terrazza sul mare,
nebbia tra le montagne, fumo che sale, tramonti di valore,
canzoni ballate, albe giocando,
i corvi, sogni.
"E in questa immensità s'annega il pensier mio" quadri d'esposizione,
aerei, stanze, voglio toccare la tela, "le nostre vite saranno vuote,
la nostra perdita più grande" risate volte al viso per tagliare, parole
gettate al vento, persone inseguite per anni e raggiunte solo con la mente,
vorrei che tu mi amassi, vorrei che tu mi amassi, albe giocando, ceneriere
colme, accendini e smalti, api, ho paura delle api, pavimenti cercati, baci
rubati al non dover essere, e nullo. Nottate, allertate, insonnia, locali,
alcol, spiagge silenziose e silenti, tagli, ferite, capelli spazzolati, desideri,
parola, pazzia, ho paura di impazzire, non voglio rivivere il vissuto, "Mmm Mmm Mmm Mmm"
canzoni ballate, allacciate, voci morbide e sensuali, momenti rubati che non merito,
foto ripetute, pedane, l'assassino, cime di alberi. Docce fredde. Ho fatto molte docce
fredde. Profumi, strade percorse a mezz'aria, momenti scavando, persone partite sparite,
bugie, finti legami, finzioni di esserci. Vivere una vita, sognare un sogno, grammatica
latina, incubi. Io. Io mi facevo male e penso di non meritare altro, io mi facevo male e
so di non meritare altro. Non c'è altro. Può bastare.


"Bianco e Blu"

... eppure forte mi
chiede la tela,
m'implora piangente
il tuo volto
"Maldestra!, nella speranza
è quell'essenza che non vedi.
Cieca! è impressa nell'anima
l'immagine. Forza, dipingi!"
Imperativo molesto il tuo.

Ma nel cuore t'ho visto per una notte intera e t'ho sognato mentre perdevo un treno a domandarmi "Sei forse certa di pensarmi?" Ho dubitato di averti nella mente e già il solo dubbio è te. E nel tuo secondo volto, quello sullo sfondo nero, quello senza tratti per chi non ti ha mai visto, ti ho sentito domandarmi "Sei forse certa di essere un pensiero? Uno dei miei?" E t'ho risposto col silenzioso battere di un cuore che sperando attende. Ho riposto mani a muoversi e suonare, ma anche tra le note l'ho sentita "Cieca! Cieca! E' nell'anima il suo nome... Forza... dipingi..."

Dovrei?
Quel pensiero asciutto e chiaro.
Dovrei?
Ma quale scelta sembra data?
E le domande, senza risposte da
cercare, temendo le risposte,
cosa sono?

Rivedo la tela bianca, descrive nebbia densa senza colori, ho già la febbre alta.

Ti vedo reclinato il capo
agli occhi chiusi,
in un potente trascorrerti
di luoghi e luci,
in un ritmico suono.
Aperto è chiuso.

Velato da una luce sporca
di finestrini luminosi,
il mio occhio al movimento
ha perso ormai attenzione,
e ciò che fuori
volando passa
nell'anima mi lascia
persa di un impotente
chiedermi chi vive.

Ad un ancor più lontano
esistere
ti porta oggi questo
vento,
si chiama treno,
si sente umano.

Fumante la nebbia
s'è alzata
attorno a questo
rinchiuso di vita,
coperta al sonno
tuo più lieve,
agitato nel chiederti
urtato nel volgerti
gelato d'assenza,
s'è avvolta
d'intorno e di dentro.

E ora soltanto,
senza che tu possa vedermi,
vedere, indugiare
baciarti le palpebre
della mente
a suggerirti un sogno
che canti di me...

Sedendoti accanto,
ignota perfetta,
ti sento un sospiro cantare
di desideri
perduti e bloccati nel tempo
di un chiedersi "t'amo?"

Scrittoio assolato delle mie
tempere bianche e blu
renderò stamani
il cielo
di questo scomparto immobile
che corre portato dai pensieri
alle rotaie alle mie dita
veloci sul pennello
e i colori nelle sulle mani
per toccare la tela come
fosse il tuo volto.

Sconosciuto.
Sei della mia anima affine,
ma sconosciuto.

Ma fermo
ti agiti
mi guardi
mi interroghi
ti fisso gli splendidi
occhi cangianti,
vi leggo domande,
ancora domande.
Mi chiedi
ma non posso parlarti
ci sono ma male
ci sono ma male
se vuoi sapere del
volo certo d'un aereo,
a me, a me che nulla so
se non i moti
incostanti di questi
eterni treni.

T'accasci, e sola, nel cuore, m'aggiro, pian piano, è terrore di toccarti un dolore.

Ed ora tra queste mie temper(i)e
ho deciso i tuoi toni tempesta.

S'attarderanno le mie mani a
dipingerti le ciglia
toccando ogni scala
dal nero al biondo intenso,

e permetterò alle mie dita
d'indugiare a sistemarti
il volto, con pennellate agili
accennate, brusche nel segnarti i tratti, morbide sulle labbra senza sorriso e addormentate, veloci come le dita tra i capelli che di nascosto t'ho passato, e sulle
spalle le polveri di tanto viaggiare, sul cuore i chilometri di luoghi, negli occhi la luce di cieli che non ho mai visto, le dita tese, sottili, le vene accennate con amore
costante - mi fermo minuti improvvisi a fissarmi le mani e la tua immagine prima che spariscano - le gambe accavallate le braccia incrociate, tutto il tuo corpo escluso dal mondo in un tuo trattenuto te stesso.

T'ho dipinto con le parole
dove i colori non potevano arrivare,
ed ormai sei ritratto dalle
mie tempere bianche e blu,
ci sono pur non essendoci
e toccherai il mio respiro nel tuo
e il mio cuore nel tuo
non potendo avvertire null'altro che la tua
vita per sentire me che non esisto.

Ormai sei ritratto dalle
mie tempere bianche e blu,
e presto chiuderò i tubetti,
poserò i colori e ancora
resterai nel mio scrittoio,
sparirà la tua bocca
alla mia bocca,
e svanirà il tuo vagone.

Ritratto Delle Mie Tempere,
mi sto alzando da questa
sedia,
t'ho chiuso alle mie spalle per ora,
aspetto solo di incontrarti ancora
su d'un altro treno,
lo stesso forse.
Tornando a casa.

 

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