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| Rino Scarpa |
Scarpa Rino nato a Milano, studente in medicina presso il "San Paolo" di Milano. Ritengo che la poesia abbia avuto un ruolo fondamentale nel cambiamento del modo di relazionarmi con gli altri negli ultimi anni. Scrivere mi porta ad esprimere pensieri che in una "normale" conversazione probabilmente non riuscirei a trasmettere.
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Distratto osservo. Vento tra le ossa, consuma attimi infiniti. Foglie che parlano al vento chiedendo dolcezza. Molte cadono, altre verso l'infinito. Senza tregua. Vie illuminate, vie gioiose vie lugubri e casuali. Vento infinito.
Selvaggio gareggio nelle trame solenni del bosco circostante. Mormorii di voci lontane, rami spezzati dal mio passo. Colgo una perla rossa, un ondeggiare di foglie, un sibilo un vento caldo. Umido il terreno, ruvido l'albero dove mi perdo, solo e felice.
Sagoma spugnosa nella polvere d'oro intorno al mio corpo. Ombre laterali di familiare armonia, alternate al tepore umido di acqua salata.
Nella stanza di un faro, finestre rettangolari e ricurve dividono la stessa atmosfera. Tramonto spaccato dal nero. Scacchiera. Mare calmo, scogliera finta. Dolce suono di una nave nel passaggio.
Gocce senza meta oltre i solchi. Brivido nell'immagine sfocata. Controllo gesti, riporto sogni. Immobile veleggio in attimi spazzati dal vento.

Offro zucchero nel cammino, una scia infuocata esplode nell'impatto orrido. Gusto granelli bruciati. Seduto divido polvere mentre soffia il vento. Ho perso il senso.
Una lacrima rossa. Un solco invisibile, nera morte dello spirito di occhi che ancora ruotano. Solitario tramonto buio.
CAMMINO Il sogno di un tramonto senza pioggia è infranto da nuvole all’orizzonte prima bianche , candide li sullo sfondo, che lasciano sfogo alla vostra immaginazione. Poi di colpo prendon forma sembrano disegnate dalla mano di un bambino, ma sono più cupe: ed è qui che all’improvviso cade la prima goccia.
LA VOCE DEL VENTO Un desiderio selvaggio di protezione. Poter avere un’ombra colorata un’immagine riflessa che abbia la stessa luce negli occhi, sentire il calore della sua anima il fluire del suo sangue, riuscire a fondersi con i suoi pensieri senza trovare ostacoli. Ascoltare la voce del vento assorbendo le stesse emozioni, per poi liberarle in un gesto d’Amore.
NELL’ OMBRA Non voglio vivere nell’ombra come una mela nascosta dalle foglie del suo albero. Voglio essere una di quelle foglie. La più bella. La più forte. Quella più vicina a Dio. Quando calerà l’autunno, e non sarò più nutrito, voglio cadere, cadere ed essere cullato dal vento e dalla voce di Dio.

NOI Abbandonare il giorno e la notte, rifugiarsi nella mente alterata di chi non riflette l’immagine del mondo, di chi vive sopravvivendo, senza barriere né scudi, creando un pensiero, un’espressione vera che ci renda unici.
VISIONE ESTERNA Emozione fredda e solare, mancanza di protezione laterale, vuoto incolmabile in una sfera fragile e lontana dal senso naturale della vita. Visione estranea del mondo che dopo un sogno mi riporta alla realtà.
SOLO Attraversi le strade del mio cuore non curante del dolore provocato dal peso della tua indifferenza.
CAVALCA LA MIA ANIMA Guidami in questo cammino, mostrami la strada mentre rincorri un sogno. Cattura la mia vita e rinchiudila dentro te. Cavalca la mia anima in questo prato di mille colori, e alla fine lascia che io ti mostri cosa vuol dire vivere.
NOTTE GELIDA Eccitazione improvvisa che mi avvolge la mente, ti avvicini , ti sfioro, sei così calda in questa notte gelida. Le nostre guance si sfiorano, le nostre labbra si sfiorano, i nostri pensieri si fondono: è Amore.
OASI Un isolamento parziale diventa padrone del mio corpo, tu lì formare un cerchio perfetto. L’osservatore attraverso i miei occhi ti parla mentre il treno della vita sta’ per ripartire.
VUOTA La sofferenza è presente. Sono felice quando nella mia mente ti divido in particelle che si dissolvono nel nulla. Quando mastico ed assorbo il tuo sapore amaro, per poi sputarlo lì dove merita. Sei come uno specchio al centro di una stanza buia.
BUIO Faro che scolpisce il mio cammino. Luce che si inarca scolpendo ora in salita. Buio. Luce lontana.
REALTA’ Fermezza altalenante del sogno di voi mortali, perso in una dimensione sconosciuta, dove l’altalenarsi delle parole si scontra con la vita reale.
ALTRO Sei in una condizione originale e inaccessibile, costruendo la tua casa nel giardino più verde, dissolvendo sensi glaciali e riportando astuta malizia.
SOGNO Perché tutto questo ? Non vi sono concrete ragioni è solo la cruda realtà ingiusta che ride indifferente. Corri , corri pure tanto non puoi nasconderti. E’ la realtà di un sogno che si fa luce nella chiara oscurità.
GRAZIE Mi hai ascoltato, si lo hai fatto. Ignora i dubbi della gente, focalizza la tua attenzione sulla riconoscenza che ti devo. Concedimi di credere, di sperare, di definirti immenso. Concedimi di credere !
IL CALORE DEL MIO CUORE Forgia pure la tua spada col calore del mio cuore, mille pensieri invaderanno la tua mente allo scoppio della battaglia, cadrai redenta sotto i colpi del nemico, cosciente della debolezza del tuo spirito.
LE CENERI DEI MIEI PENSIERI Una colonna di fumo si leva dalle ceneri dei miei pensieri, tristi, grigi, liberi come una barca in balia delle onde, veri come ciò che ci circonda e completa. Assapora il gusto di questi sogni, fondili con i principi esistenti nella perfetta armonia della vita.
CADUTA Corridoio conico a simboleggiare I passi dell’esistenza: inizialmente aperto, chiuso alla fine. Un restringimento inevitabile, una compressione spinta dalle responsabilità della vita che ci indirizzano verso un unico punto: la morte !
L’OMBRA DELLA NOTTE Tristezza adorabile che crea un suono ritmato nell’ombra della notte. Pioggia cadente nei fiumi arginati da palazzi inanimati. Fuoco interiore, unito alla sensazione di tepore che sprigiona.
SCELTA L’ombra non è luce, ne buio: li fonde ! dividendoli per scelta.
SCOPO Fruscio vecchio galoppante, nel binoculare spazio mentale. Logorio frustrante, zoppo, nel millepiedi vitale. Parabola mistica dell’utopia umana.
STUPORE VITREO Cerchi geometricamente perfetto che riportato inchioda. Ogni sua sbavatura, blocca l’attimo: stupore. Di nuovo il cerchio.
ARDIRE Convinzione ritmica destinata a svanire, bagliore forse perso per giudizi estranei. Capire se il fuoco arde è ardua cosa, similitudine voluta nell’esaltare gli attimi deboli di convinzione. Guardare oltre le cime innevate di pregiudizi, mi condurrebbe verso la perfezione: umana utopia.
PAZZIA Linee bianche puntini neri, un turbine orario crea un vuoto centrale. Sfumatura centrifuga di visioni costanti. Sogni perenni nel vortice antiorario. Montagne di neve si sciolgono al freddo. distesa di ghiaccio.
CONFUSIONE Fusione armonica Di sensazioni magiche Spruzzate di nero, dall’angolo remoto della giostra maestra. Turbine di emozioni Inafferrabili, celate nel desiderio irreale che si espande, trafiggendo il cuore.
FILO NERO Solo sulla terra nella pianura affollata, verso una collina visitata sulla cima deserta di una montagna. L’eco infantile non ritorna creando l’accenno del sorriso atteso, nuvole alle spalle cariche di quella voce persa che cade come pioggia, ma non si sente, è muta. È assorbita dalla terra ? Si certo, ma si dissolve subito è priva d’anima. Solo un attimo di vita un sottile filo nero, che crea l’illusione della vita.
SCAMBIO Mercante d’anime morte, che baratti il tuo sapere con la volontà dei tuoi clienti, rivive in te l’ombra di una strada solare persa ma pur sempre viva nelle menti annebbiate di chi crede ancora. Alle spalle il buio che avanza privo di stile mentre tu uccidi il vento. Demarcazione netta nell’equilibrio totale, su di una bilancia non tangente all’orizzonte.
RISVEGLIO Bicchiere di cristallo in equilibrio precario, sul confine della pazzia. Entrate. Uscite. Il sussulto della voce fuori campo rievoca le anime sole, soli siamo noi, loro inglobano l’immortalità che li rende fulcro di ogni pensiero. Noi. Loro. Perché ?
VITA Vita falsa, moneta antica di un più antico vizio: vivere!
VERITA’ Non rispecchia: perché? Malinconico. Non trovo risposte. Tutto è allegro: perché? Tutto è perfetto: perché? Sono io fuori posto? Sono rinchiuso i spazi troppo piccoli, enormi per altri. Capisco ora…. Mondo a parte, visione esterna per avere lo stesso spirito di gioco.
POI Concedimi movimento nel sesto senso inutile che avanza. Motore rustico del sonno popolare, scansati! Il tuo sorriso svanirà, le onde gioiose nate dall’incrocio delle tue labbra strapperanno dalle caverne acqua per me santa.
SOFFIO Nasci essenziale, sussulto sfumato solare. Coltivi tristezza, l’amarezza cogli in attimi gelidi, lontani. Del tuo mondo imperfetto calpesto il nascere. Maneggi il sapere, costante lotta antica nel destino nitido.
TUTTO Oggetto in bilico, osservi il vuoto da numerose prospettive. Inutile possibilità stroncata Da un soffio di vita.
SOGNO Angelo che stringe il cuore, gocce di sangue nel sonno profondo del mondo, fusione limpida del corpo fragile sul caldo viso rinfrescato dalla pioggia. Gocce splendide invadono la geometrica creazione, assaporo ogni tratto del soffice manto solare. Totale armonie di forme disegnate da una penna ispirata da Dio. Energia sfumata, che si irradia dalla tua innocenza unita al desiderio concreto di donna. Trappola umana di sensualità rinchiusa nel disegno divino. Dolcezza forgiata a distanza nel tonfo della notte che nasconde ogni respiro. Frizzante attesa angelica nel trovare visioni comuni, fuse in un unico sogno sinonimo di vita, eterna purezza infernale di tentazioni incontrollate nel vedere il tuo viso assorbire la luce celeste irradiata dal cantico degli angeli, lento sguardo che tramonta quando invadi i miei occhi; schiacciato dalla naturalezza di un sorriso superiore. Esplosione di leggerezza interna, distrutto dal pensiero. Una spina morbida nella mano che vorrebbe accarezzarti, nuovamente quel sorriso negli occhi raggiunto dalle labbra che parlano al tuo viso, tenerezza innata bellezza vitale, delicata che accarezza la superficie dei mie pensieri, vitrei nel sentirti lontana. Disegno il vuoto, che colma ciò che ignoro, planando nei confini del tuo essere, marcati e diversi nell’insieme.
VASTO Morbido cullare del sospiro immortale. Rinnova il soffio gracile il respiro. Pallido confronto dell’indirizzo flebile, nel dipingere la sua vita.
SCIA La notte è meta del giorno passato. Ricordo unito al dì prossimo. Si promette. Il buio invita. Il sole convince, risposta al vero, come svegliarsi catapultato nel vuoto. |
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