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Ernesta Rita Galeoni
Vince, a meno di 10 anni, concorsi per la novellistica e per la poesia indetti da settimanali a tiratura nazionale.

1980 Partecipa a Seminari sulle tecniche del movimento corporeo e della Commedia dell'Arte.

1990 Realizza una serie di documentari su "I LAGHI DEL LAZIO" scrivendone il testo e affrontandone la regia. Tali documentari sono inoltre stati inviati a nostri connazionali che per ragioni di lavoro si trovano all'estero. Vince un premio come miglior documentarista per il Lago di Bolsena.

1991 Per la trasmissione APEIRON da lei ideata, intervista vari personaggi di spicco del mondo della cultura e dello spettacolo quali Daniel Oren, Rajna Kabajwanska, Ennio Morricone, Mauro Bolognini, Leros Pittoni, Piera Degli Esposti e tanti altri.

1992 Sulla Terza Rete Nazionale conduce per oltre un anno i "Programmi dell'Accesso Regionale".

1992 Intervista per la RAI Radiotelevisione Italiana importanti personalità politiche.

1993 -1994 Partecipa al Corso teorico pratico sulla comunicazione non verbale "Il linguaggio del Corpo" presso la "Associazione Italiana Psicologia Applicata"

1994 -1995 Partecipa al Corso teorico pratico sullo "PSICODRAMMA" presso L'ASIPA (Associazione Italiana Psicologia Applicata)

1995 Si diploma in ARTE DRAMMAUTOGENICA (corso triennale presso L'ASIPA nel mese di giugno 1995).

E' Counselor in Psicologia Applicata iscritta al CNEL

2000 Assume la direzione artistica del Teatro degli Archi - Roma.
Il TG2, RAISAT, e la carta stampata le hanno dedicato diversi servizi ed articoli, ed è stata intervista su tematiche riguardanti sia l'arte che la psiche

E' Iscritta DOOR ed ha realizzato e scritto oltre 200 spettacoli teatrali, Performance Poetiche ed Improvvisazioni Sceniche
Il Teatro degli Archi (Associazione MUSENCANTE) ospita compagnie teatrali, contribuisce alla divulgazione della poetica, promuove dibattiti, seminari, convegni, cineforum tematici, circoli letterari e quant'altro promuova la cultura e l'arte.

Sito web: www.chatart.it

 

And So this is Sunday



Mi racconto assomigliandomi di Me

Attratta dal mio tempo dei Beatles

..Si presentava l’istante dei respiri Implosi..

Corpo immaturo il mio che preannunciava altre Ipertermie



poi

..La Donna..

Tra lenzuola bianche e aliti slegati alla voglia di Concludermi

Mentre Tu

Colmavi e delimitavi l’eccitata mia Pretesa



.eravamo.

Mischiati e Immorali

Casti nella preghiera d’Esserci

Nei fianchi dell’Amplesso

Allacciati da sudori e Umori

.esistevamo.



..and also today it’s Sunday..

...ed anche oggi e domenica...

Un altro giorno da Comporre

Nel quando Io

Sacra e Disonesta

Interpreto me Stessa

Esibendo la mia farsa da scaltra Commediante

mimando

Ad un pubblico cosciente la mia estesa Esibizione



was the time of the beatles

..era il tempo dei beatles..

.Era il Tempo.

.era.




Quando un BOIA si fa Uomo


Stretti gli occhi pronti ad applaudire la pubblica Decapitazione
Nel tempo in cui una finestra si Schiudeva
All’ammirazione del sangue Consacrato
L’ultima Cena
Sfamante l’ansia di potenza era Lì
Calda
Sul piatto dell’Addio
Amen
Ai figli prima consacrati e poi Maledetti
ma
Ego te Absolvo
..Ed il lerciume si dimenticava con Facilità..
...La fame era un ipnotico Controfirmato...

ora
Nuovi assassini regolarmente Retribuiti
Allevano il braccio della morte e l’approccio Letale

...ATTACCHI L’ORCHESTRA...
La missione di condanna sta per Debuttare

...PRIMA SIRINGA...
Liquido si impossessa delle mie Vene
Occhi si aprono allo shock Monitorizzato..
È la democrazia. E’ la democrazia.

...SECONDA SIRINGA...
sonno torpore inattività
paralisi

...TERZA SIRINGA...
Addio Civiltà
Il diaframma è Paralizzato
Sono un Assassino
E per imparare a vivere hanno detto che devo Morire

...Dalla vita non ho imparato Niente...
Dalla Morte
..Sentenziata dal giudizio d’una corte d’umane Coscienze..
..La certezza che dal boia al Presidente..
.È cambiato soltanto il Ricettario.
Vado.



Nei seguenti “paesi” si adotta L’iniezione Letale: Stati Uniti d'America, Oklahoma, Texas, Repubblica Popolare Cinese, Filippine, Guatemala, Taiwan.




...E sei già qui...



Ciao...

Sì.



...e sei già qui...

A completare lo scorrevole liquido della Necessità



ti guardo

E MI

...guardo...



mi spoglio

E MI

...Carezzo...



...Assaggi e petit sucreries

annunciate al megafono del desiderio...




MANI

capezzoli come bacche di bosco selvatiche per

..seni dolenti al vitale generoso tocco..

E

...bocche...



Opachi Lucidi Spazi

che si spianano sulla tua schiena

MENTRE

come una falena che si dimena

approdo in avanti per ottenerti

avviandomi

nel riempimento compiuto



...che svuoterà il ventre completando la boulevard dell'amplesso...



Prego: vieni

non urlerò nel tuo formarsi



Sudore mi riempie gli Occhi



Come assenzio lontano dal calice del piacere offerto



...Sacra Rappresentazione Femminile...

Di Stimolata Eccitazione



Mentre

dormendo

Io

Ti invento................





BUONA NOTTE... Shhhhh.




La finzione di un amplesso quanto può essere credibile? Le donne sì fingono meglio.. non devono dimostrare nessuna virilità loro ma solo allargare le gambe. Alcune lo fanno come se ti stessero regalando una salvezza abitata da abissi.. altre invece -forse le più sconfitte- esercitano questo spostamento senza neanche la consapevolezza che dovrebbe essere un viaggio verso un piacere sacrale.. e quella loro apertura -dalla quale tutti nasciamo- amata e a volte abusata forse proprio perché amante e madre.. ecco che diventa un valico in discesa che nessun uomo vorrebbe oltrepassare. Ma lei ti inghiotte come una madre crudele. Come Medea.

Ma almeno l’illusione di credere d’essere desiderato o di convincersi di essere in grado di saper dare piacere anche senza amore perchè il piacere non sempre lo pretende.. è forse un timbro da apporre sulla carta d’identità che attesta che sei maschio.. quello sì che serve. “Dai entra.. fammi venire” ti dicono quelle cosce e quella fenditura pretesa e protesa.. così bulimica e anoressica e vorace e menefreghista e egoista.. che solo noi uomini crediamo di poter possedere. Ed ecco allora che l’unica verità la si rintraccia nella fretta di finirla al più presto e noi lì.. ad assecondare senza un apparente reale motivo la loro farsa che poi diventa anche la nostra. Ma se il primo atto lo puoi iniziare senza troppa fatica.. l’ultimo no. Ed allora quel varco che hai bisogno di immaginare e di guardare e di sentirlo intriso di umori riservati a te.. ti si consegna invece arido.. come prosciugato da una esibizione alla quale già sai che nessuno assisterà mai.

Eppure l’ultimo atto spetta a noi uomini e la finale di ogni opera è sempre l’occasione più difficile da comporre. E’ a questo punto d’attacco che le scarne scopate diventano anche loro una grande ma disarticolata rappresentazione nella quale i due attori dovrebbero compartecipare.. ma troppe volte gli interpreti sono in dissintonia ed unici spettatori di loro stessi.

Non ti coglionare da solo me stesso. Quante volte non hai voluto incontrare il futuro per non voler essere il tuo dominatore? Quante volte hai depositato un cerotto dove la pelle era sana.. per non voler guardare la vera ferita? Tu sai che le lesioni sono vendicatrici quando sanno di poterti inghiottire.. come vampiri bisognosi di se stessi che poi si autosbranano sciacquandosi la coscienza prima che arrivi il sole che giorno non sarà mai.

Oh mio me stesso.. saltare i ponti e cominciare a nuotare è un grande sorpasso durante il quale qualcuno ci rimette sempre la pelle.. ma quei residui spesso sono la parte migliore di noi se li sai assemblare senza pensare che esistano i colpevoli e gli innocenti. A volte si fende l'aria per un full di picche.. altre perché il full d’assi reclama la propria superiorità. Uomini e donne somigliano al poker.. si può bleffare al tavolo dei perdenti o dei vincitori estremi. Ma non si può supporre di amare a nessun tavolo perché allora sì che ci si veste da accattoni.. e i pezzenti di sesso si somigliano tutti. Amano od odiano troppo le proprie origini. C’è chi ama e odia Dio.. chi ama e odia la propria nascita e chi morirà senza aver mai vissuto.

...E’ che a volte la reale dimensione si nasconde nel giudizio.. in fondo a chi interessa più una scopata od un uomo in lutto...?

I grani del rosario sono usurati per chi ancora si chiede troppi perché.

Avanti vai. Armati di decisione perchè ora devi affrontarti. Attenzione pero’.. non sei mai stato in grado di accettare qualcosa che abbia un senso reale.. anche qui i marciapiedi sono affamati di Viados e blasonati.. di venditori ambulanti di ghiaccio tritato e colorato pronto a dissetare.. dal sapore di tamarindo e orzata.. di menta e anguria.. spremute di limoni e amarena pronti per dissetare i rabbiosi ed i perdenti.

Eccola la Eterna città che mai si lamenta ma lascia lamentare. La senti? Ti invia un messaggio: inventa un altro ballo uomo.. un altro ballo uomo.. un altro! Qui.. ora.. adesso. Stringiti a lei. Le gabbie sociali non potranno mai assistere all’orgasmo individuale né idealizzare un movimento perché i recinti limitano mentre la creazione dilata.

Qui.. nani e trampolieri albergano nel palazzo delle decisioni. Massoni e assassini vanno a cena assieme mentre qualcuno -non troppo lontano- li assolve.

Amen. E che Dio non li benedica.


(stralci da "Racconto vestito di nudo")





Estratto di Donna


Astratto Contratto Estratto

Scivola solcando il contatto

Beve

Acqua di donna muschiata

Intatta disfatta confusa ridente

Ecco

sento di voglia mia voglia di pelle di ansia

vagito neonato

matura indomata

Sono il senso inoltrato

Ed apro distratta le gambe mentre la mano… …

Respira inspira il mio molto fecondo

Asmatica Roma coi polmoni d’acciaio

decapita di tapis roulant i nostri sensi altri

domando

lo schiacciante clamore

di un assenso periferico

Dissento

Mi estraneo e ti accolgo nel centro

palafitte catene di gabbia laccata

azzardo e perdo vincendo

giocando coraggio di vita sulla mia vita

Rubo e regalo a me stessa

Una voglia perenne ed indenne

Scolpisco sublimo riscatto


Sei uomo e mi incontri mio dolce pesce pagliaccio

Circondi il me circo di ventre clownesco

amaro clamore sensuale di vita profumo

Mai Io

Perché sono io

di carbone di miele catrame di pappa colore reale

Ridendo nella tua gola mi succhi di aria salmastra

Mi aspiri di droga materna di donna golosa

tiranna sublime totale di voglia distratta

Mai Sempre

Ogni Volta

Ti prego non posso. Posseggo.

Non so fare altro nell’intimo utero


...Andiamo




...Non So Amare...


NON SO AMARE

..ti sento..

NON SO AMARE

..ti accolgo..

NON SO AMARE

..mi bevi..

NON SO AMARE

..respiro il tuo odore..

NO SO AMARE

..sono la tua libertà e ti imprigiono..

NON SO AMARE

..sei la mia prigione e mi liberi..

NON SO AMARE

..ti regalo i miei umori..

NON SO AMARE

..ti cerco e mi allontano..

NON SO AMARE

..mi rincorri..

NON SO AMARE

..dormi e baci il latte antico dei miei seni..

NON SO AMARE

..togli le tue mani dai miei fianchi che mi scaldi..

NON SO AMARE

..e mi spoglio..

NON SO AMARE

..non chiedermi di restare preferisco inseguire il mistero del silenzio..

NON SO AMARE

..e ti spoglio..

NON SO AMARE

..e sono te..

NON SO AMARE

..ti poggi sul mio piacere..

NON SO AMARE

..la tua burrasca mi inonda con la sua forza..

NON SO AMARE

..mi percorri..

NON SO AMARE

..si genera la metamorfosi..

NON SO AMARE

..contrazioni cardiache..

NON SO AMARE

..scivoli nelle mie profondità..

NON SO AMARE

..siamo..

NON SO AMARE

..mi trasmetti te..

NON SO AMARE

..più giù..

NON SO AMARE

..mi trattieni..

NON SO AMARE

..ti contengo..

NON SO AMARE

..sono qualcosa che sa di te..

NON SO AMARE

..sudiamo..

NON SO AMARE

..inventiamo la libertà..

NON SO AMARE

..trovi la strada per raggiungermi..

NON SO AMARE

..la mia voce ti colpisce..

NON SO AMARE

..diveniamo scultura..

NON SO AMARE

...Amico mio.. Mio grande tu.. mio bell’altro...

NON SO AMARE
Per questo ti dico addio












 

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