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Marco Pellacani
Sono il pazzo che ride sui tetti guardando la luna. Poeta dal 1992, chiamato il poetavagabondo
Pubblicazioni:
  Le più belle poesie - Poesie sullla Nascita - Fra le righe. Ed i miei colori di Firenze. Tracciando Silenzi - Echi di Poesia Ed. il Poetavagabondo dello stesso autore. Le sue opere si possono richiedere al poeta stesso. Il poeta collabora con la poetessa Adriana Novello la quale interpreta in chiave di lettura le sue poesie in nodo stupendo.

CD Musicale :Poesia & Musica al sito http://www.mauropavani.it/poesiaemusica/

 

COSA C'E'

Lo so che sei più povero di me, uomo,
tu sei nato in un posto lontano dal
mio,
la tua pelle è più scura della mia.
Io,
che ci posso fare?
Cosa c’è se sei più povero di me?
il ricco sono io,
ma te l’ho tenuto nascosto.
Tu con i tuoi occhi bagnati e semplici
Hai scoperto il mio segreto,
questa è la verità.
Sono il giovane ricco,
non ho saputo lasciare le
mie ricchezze,
ho proseguito il mio cammino,
sulla tua strada,
e tu sei vicino a me, poveretto mio,
ma io distratto e troppo libero
non mi sono prendo cura di te,
ti sfrutto,
ti derubo di quello che hai,
delle tue ricchezze,
delle speranze…
Cosa c’è?
Tu sei mio fratello, lo credo…
Mi basterebbe volerlo.

______

Lettera ad un amico handicappato di Marco Pellacani

Caro amico,
per te è la solita domanda che forse ogni amico in confidenza osa chiederti: come stai? Tu sarai ormai annoiato, vorresti dire a tutti che il tuo stato di salute è sempre lo stesso, non cambia.
Capisco come ti sarà difficile rispondermi, mi sembra di sentire già le tue parole: "Nulla cambia... sono sempre legato alla mia carrozzina, immobile come sempre!"
Sai, perché te lo chiedo? Ti voglio tanto bene...
Credo nella tua persona. Ti posso paragonare a quel seme che piantato cresce fiducioso sapendo che un giorno porterà un buon frutto, prima però deve marcire, sfondare il terreno e... venire fuori nella sua beltà.
Quel seme ora è una pianta che ristora i passanti nel mio giardino nelle calde giornate estive, io lo sono già, ma ancora giovane tu non conosci quante sofferenze ho passato!
E’ da molto che non ci vediamo, per questo ti penso... cresciuto. I tuoi rami senz’altro avrebbero, caro amico, la forza di abbracciare tutto il mondo, ma pur possedendone il desiderio non riesci...
Ti scontri con la tua diversità, quella che forse tu hai costruito... non abbattendola, ma aumentandola nei tuoi troppi problemi motori. Questa e’ la tua amarezza, ma pensa che è stata anche la mia! Te lo confesso!
Caro non considerarmi estraneo a te, sappi che anch’io ho conosciuto il vento che muoveva le mie foglie, Le stampelle, che tuttora uso, a volte appesantivano i miei passi, proprio come la tua carrozzella nel terreno lascia il solco violento della forza che solo tu possiedi.
Caro amico,
Il tempo trascorso dall’ultima volta che ci siamo visti è talmente tanto che non mi ricordo più la tua età precisa.
Ricordo che quant’eri innamorato di una ragazza, mi avevi scritto che il tuo cuore per lei batteva forte. Il vento era freddo fra i tuoi rami, forte e violento al suo rifiuto.
Il tuo cuore è ancora spezzato? ...quante volte mi è successo... Forza!
Te lo scrivo per ristorarti, darti sollievo, ma noi... siamo quelli che il mondo considera disabili. Questa è una tassa da pagare, la più crudele. E’ proprio in questo rifiuto che si tocca il fondo, sembra di marcire, ma poi... proprio come quel seme si riaffiora portando copiosi frutti, sarà il tempo a curarne le ferite... aspetta di maturare!
Pensa che quell’amore che tu hai donato: puro e limpido... anche se rifiutato! Quella ragazza era degna del tuo amore? Te lo sei mai chiesto?
Pensi che hai sbagliato ad amare?
Ti dico proprio di no, dai sempre il massimo nel gioco dei sentimenti, solo così nell’amore donato rivelerai la tua uguaglianza d’uomo.
Certo, quando amiamo siamo uguali... non temere. E’ proprio il timore, invece, che troppo spesso trancia le nostre forze, speranze. Ci sono passato prima di te fra le mille passioni e domande sui tanti perché, ma non avere fretta, il vento cesserà.
Ho conosciuto anch’io l’indifferenza della gente in quelle ragazze che spesso mi dicevano: "Sei bello, ma sai..." molte volte la frase non era neppure terminata che il mio cuore si trovava nel vento della desolazione e tristezza più forte su una città della gente deserta e piena di sabbia.
Verrà il tempo che il tuo albero sarà più alto e forte, allora solo, conoscerà la primavera...
Sarai più grande.
Valuterai che la bellezza e l’efficienza non costituiscono la forza essenziale della vita, come il mondo contemporaneo ci fa credere, proprio come tu vorresti essere oggi, ma sono solo i tuoi desideri che prendono forma imprigionandoti. E’ proprio lì il segreto, liberati da loro... vedrai che occorre avere la salute ma occorre amare innanzi tutto.
Guarda quanti delitti commettono oggi le persone chiamate normali, tu sei diverso, ma proprio per questo più prezioso, unico. Nessuno non ha mai scritto che tutti debbono essere uguali.
Prova a riflettere... accetta la tua condizione, con serenità e gioia. Vedrai fra qualche anno sarà la diversità degli altri a venirti incontro, quella che tu ora non vedi. A te, apriranno il loro cuore... tu li ascolterai Racconterai a tutti di com’è stato difficile anche per te sopravvivere, ma lo hai fatto nonostante tutto.
Abbi fede e speranza. Queste virtù porteranno alti i tuoi rami, graffieranno l’azzurro del cielo e le foglie daranno, se pur gracili, ristoro e tu capirai che hai solo amato, di un amore donato, e tutti quei perché capirai Il Signore sarà la tua consolazione.
Il sole risplenderà, allora, tu non sarai più diverso, vedrai la tua identità, cercherai l’amore vero ed egli ti risponderà perché ti avrà riconosciuto in tutta la tua verità.
La scelta del cuore sarà il tuo motivo di vita, proprio come la nostra amicizia.
A presto, amico.
Scrivimi!


© Marco Pellacani - 2002


Musa

Oh splendida musa
lasciami respirare,
da te presto rapito,
di poesia in versi.

Oh mia musa,
amica e compagna
della mia nostalgia.
Presto ti conosco
allo scandire del giorno
sempre ritorni.

Oh musa,
ti saluto,
amica di sempre,
tra le righe dei miei pensieri,
di una poesia!


Amo

Amo per esistere,
in un cuore vagabondo.
Amo,
con tutto me stesso,
credimi.

Amo per essere amato,
altrimenti
potrei morire, presto!

Amo tutti,
anche se spesso doloroso
mi spoglio,
come un albero
in autunno.

Amo,
sempre più
e rido felice, pazzo!


Cambio pelle

Oggi
non posso nascondermi,
i miei sentimenti
sono lieti.

Oggi
voglio sorridere
al cielo.

Cambio
pelle
e mi tuffo nel sole
più bello,
quello di chi vola,
quello della mia primavera!

1 Marzo 2001



Essenza

Siamo quell'essenza che l'infinito assapora

guardando l'azzurro cielo del presto mattino.

Siamo la gioia in un fiore,

che i petali riapre

dopo il lungo inverno.

Siamo tutto e solo quello che...siamo,

al di là della nostra ombra,

quando il giorno ancor presto per noi finisce.


Fantasia e sogno

Fra una nuvola ed il Mare
lo spazio cerco,
per Esistere.
Quasi ubriaco
in questo sogno... danzo,
nel blu vago.
Nuova aria respiro,
di emozioni densa,
ad oltremare!
Cala il sole,
un altro dì finisce
con il suo sogno


Siamo figli

Siamo figli dalle abbondanti parole,

delle facili illusioni,

dagli amici virtuali,

vicini e lontani come i pensieri. Siamo senza meta.

Dal nulla veniamo e dal nulla raccogliamo,

vicini ad una Provvidenza gentile e generosa.

Siamo figli,

presi a schiaffi dal tempo che incredulo

trascorre fra i nostri passi,

appesi ad un filo ormai vecchio e fragile,

fra i nostri pensieri, gioie e dolori,

dai desideri incastrati.

Siamo noi che lottiamo,

contro ogni corrente sino a sperare in un domani

che deve ancora venire.

© Marco Pellacani - 2001

Piccole cose

Piccoli sorrisi
importanti come i quattro stracci
che formano il vestito
di mille colori
per farne un arcobaleno
dopo la più forte tempesta.
Un raggio di sole, eccolo,
dona la speranza
come una voce amica
dopo la solitudine
d’un compleanno
passato da solo
vicino al tuo oggi
pensando ad un nuovo domani.



La mia supplica

Angelo
ascolta la mia
preghiera
fa che non siano
inutili le mie
parole di misero
uomo,
sino a domani almeno,
poi si vedrà.
Grazie.



Io oso

Oso sognare
Un mondo più bello,
voglio la giustizia
quella vera,
cammino nelle tenebre
e so di non perdermi,
di non inciampare
in un cammino in salita,
ma ho bisogno
di te,
della tua mano amica
per non confondermi
fra le tribolazioni
della vita,
troppo bella,
troppo dura.
Per questo oso
sperare,
gridando
e pregando,
mio Santissimo
senza vergogna
alcuna,
so che tu mi ascolterai
e sempre potrò ritornare a Te



Vicino a Te
tocco il cielo con le dita,
ma amo stare basso
e camminare con il capo chino,
quasi gobbo
per non rischiare di sollevarmi
troppo,
per non cadere in volo
come quel gabbiano che volava prima felice,
ora invece è ferito
e rischia la morte
schiantandosi sulle acque
che prima lo rispecchiavano forte
e libero mentre nel cielo azzurro
sfrecciava.
Tu sei L’immenso, il Creatore
Io piccolo uomo,
gabbiano ferito
che ora guarda il sole
solo da lontano
in tutta la sua beltà.

Domenica mattina

Piove acqua a catinelle,
vorrei tanto Spirito Santo,
essere bagnato da Te,
come quest’ acqua che scivola
sulla terra ancor arida e
calda e la mia anima rispecchia.
Desidero un’abbraccio di Padre,
mani che si posano sul mio capo chino,
in questa domenica mattina.

© Marco Pellacani - 2005

ROSA


1.

Sei una rosa da non cogliere,
i tuoi petali volerebbero
presto felici al vento.
Come potrei privare gli altri
del tuo profumo?
Mi basterà il tuo ricordo,
quello di averti avuto accanto.

2.

Il tuo profumo mi inebria
insieme ai mie lontani pensieri,
non riesco a staccarmi da te,

tu ora non sei qui con me,
rosa d’inverno.


Prima che…

Prima che passi questo giorno,
raccoglierò
attimi di gioia?
Vorrei danzare
con l’inverno,
e raccontare quanta è bella la
primavera.


Prima che passi questo giorno
Potrò danzare con l’autunno?
Forse saprà
quanto è bello il
profumo delle rose?
o il sole caldo dell’estate?

Prima che passi questo giorno…




Realtà fanciulla

L’elefante vola?
lo vorrei sapere.
Tutti mi dicono
che è impossibile.

Rinchiuso nello scrigno
della mia fantasia
voglio credere alle favole,
a quello che mi rende felice,
chissà mai se un giorno…
l’elefante volerà.


Fine e profezia

E’ finita la festa,
in quella vuota discoteca.

I suonatori sono andati via
hanno preso la felicità,
hanno messo a tacere il chiasso.

E’ finita la festa,
si spengono le luci
di falsi bagliori.

E’ finita la festa,
solo il silenzio tutti salverà.


Libertà e speranza

Guarderò l’arcobaleno,
tuffandomi nei suoi densi colori,
ricorderò la libertà
che molti non possiedono.

Guarderò l’arcobaleno
raccoglierò le speranze
nel mondo disperse.

Alla mia donna

Oh Donna,
tu che mia figlia
in grembo portasti

Bella donna!
Meravigliosa!
Sei.... come il sole
che riscalda,
legna che brucia nel camino,
l'inverno.
Sei...
come musica che rompe il silenzio!
Sei...
quella voce che rassicura,
chiama,
chiede dove sono!
Sei...
quella parte che mancava in me,
ora,
non più
perchè sei
con me!


Autostop

Sono io che ti aspetto
al ciglio della lunga strada.
Ho il fascino della ragazza sconosciuta,
tanto bella che vuole viaggiare con
te, davvero.
Sono io che saprò ascoltare le tue storie
mentre tu mi porterai lontano,
io sarò sempre più vicina
a te.
Sono io quella che
aspettavi da tempo,
quella capace di rompere la tua routine
e di farti sognare
fra le mie parole sconosciute,
senza passato,
troppo belle e libere
fra le mani di una sconosciuta
che non saprà dimenticarti.





 

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