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Fulvio Fapanni
Mi chiamo Fulvio Fapanni sono nato a Palazzolo s/O Brescia il 15 - 09 - 2003 e scrivo poesie dal 1971.
Ho pubblicato solo un libro a mie spese nel 1999 dal titolo "Bagliori nell'ombra e Canti nella luce"
Il mio titolo di Studio è la licenza media inferiore. Lavoro come operaio in una fabbrica di guarnizioni
industriali dal 1990. dal 1980 al 1989 ho fatto il lattaio e prima qualche anno in carpenterie meccaniche
nella zona e nel Monferrato.
Ho scritto un opera teatrale reinterpretando il Pinocchio di Collodi in chiave esoterica, il lavoro dopo
due anni di prove continue venne rappresentato pubblicamente nel 1985 a Palazzolo s/O dal gruppo teatrale IL MAZZO".
Altro poema scritto è il "Deserto di Taar" breve romanzo in prosa e poesia sempre negli anni 80.
Nel 1982 creo il Gruppo Letterario Meteora che metterà nero su bianco ogni tre mesi la produzione di ciascun
apprendista poeta del nascente gruppo. Proprio come una meteora, l'opuscolo dura lo spazio di un anno,
lasciando un posto vuoto e una scia nostalgica fra gli amici e gli amici degli amici.
Dopo alcuni anni, alcuni sopravvissuti del primo periodo e alcuni nuovi poeti e scrittori decidono di
ricomporre il gruppo. Infatti nel Marzo 1991 si svolge il primo incontro del Gruppo Letterario Meteora
e di seguito esce il primo numero del "Volantino di Poesia e Letteratura".
Questa pubblicazione vuole essere un'agenda costantemente aperta su cui gli aderenti al gruppo,
annotano poesie, racconti, progetti e pensieri; è inoltre un costante omaggio al lettore, dono
dell'intimità creativa tra il poeta - il narratore e gli amici.
Nel Dicembre 1991 il Gruppo Letterario entra a far parte del Centro Artistico e Culturale Palazzolese,
affiancando la poesia alle arti figurative.
Negli anni successivi vengono avviati degli incontri pubblici e delle feste dedicate alle stagioni
in cui si presentano testi poetici accompagnati da brani musicali.
Il Gruppo si trova settimanalmente nella Nuova Sede in Piazza Castello n° 4, all'interno delle mura
del Castello di Palazzolo s/O, ai piedi della Torre del Popolo, ogni Venerdì alle ore 21,00 e da
questi incontri sono nati dei progetti comuni come la "scrittura sincronica" che vede i partecipanti
scrivere a tema nello stesso momento e spesso il materiale che viene raccolto, viene poi pubblicato
sulla nostra rivista annuale "Meteora - qualcosa in poesia" ormai giunta al 27mo numero.
Sempre durante gli incontri si va formando un insieme di idee e principi che vengono poi inseriti
nel regolamento, una somma di regole di base per meglio illustrare che tipo di Gruppo siamo, nel
caso qualcuno voglia iscriversi, ed anche per tutelare la libertà e il rispetto reciproco, visto
che Meteora non ha dei Capi o dei Leader ma si basa su una democratica e paritaria convivenza.
Non siamo amanti delle regole, le abbiamo limitate allo stretto necessario, poiché crediamo nella
libertà di espressione. Infatti il nostro Regolamento è soggetto a continue modifiche, fatta
eccezione ad alcuni punti base.
Noi crediamo nella fratellanza tra gli esseri umani e pensiamo che la poesia sia il linguaggio del
futuro, quando l'uomo esprimerà direttamente e in modo chiaro il proprio pensiero e le proprie emozioni,
senza il filtro delle maschere sociali che in genere indossiamo.
Come una lontana "Terra Promessa" forse nessuno di noi vedrà quel mondo, ma anche essere dei pionieri
da la gioia e l'entusiasmo di continuare a lavorare per questo.
Mi sono dilungato sul Gruppo Letterario Meteora poiché la mia attività artistica e letteraria, è
completamente connessa con questo gruppo. Infatti mi sono occupato della veste grafica dal 1997 ad
oggi, e della scelta degli argomenti di ispirazione per gli opuscoli periodici.
Con il Gruppo Letterario Meteora ho pubblicato 26 poesie sui rispettivi opuscoli e 8 sui due libri
collettivi "Meteora 1994" e "Meteora 2000 - I cinque elementi"
Ultimamente produco piccoli libretti di poesie tascabili fatti in maniera povera la computer e poi
fotocopiati e distribuiti in piccole tirature agli amici e agli interessati.

Pubblicazioni:
  "Bagliori nell'ombra e canti nella luce" 1999
Opuscoli tascabili miei e con Primina Foresti.
Tutte le pubblicazioni periodiche del Gruppo Letterario Meteora
"Erihanna l'ultima redenzione" pubblicato da Animus et Anima

 

08 Marzo 2008

Libera dentro magiche chimere


Libera dentro magiche chimere
inebriata, sola, e delicata incedi,
non accade spesso
che il miracolo ti colga
dopo aver sconfitto il tempo.

Puoi innalzarti oltre l’ardente sole
e perderti mia cara, perderti,
sapendo di trovare sempre la strada
perché sei figlia della prima stella.

Ti vedo anche senza luce
se solo potessi mostrare il fuoco
oltre la cenere delle apparenze
e farti mia solo per un istante
sarei il dio del cielo e della terra.

La sinfonia continua
e le parole escono dall’ anima
senza alcun pensiero
e corro, corro ovunque ci sia spazio
pianeta o stella o gelido asteroide.
Io corro, corro ora, come te
sono il figlio della prima stella
e niente potrà togliermi questo
niente, nessun dolore o acuta gioia.

La gioia di nascere e lo sgomento di morire
sono due parentesi inevitabili
ma posso elevarmi oltre questa messinscena,
è un piccolo atto di volontà
tanto banale e mai considerato
tanto banale ma così potente
da trasformare ogni mortale in immortale.

Maria guardava dentro i miei occhi
quando ero ancora acerbo
e i suoi occhi erano oltre i miei,
sono rimasti in me per sempre
e li porterò ovunque nel creato
perché l universo intero ha bisogno di Maria.

Non toccate l’invisibilità del cielo
essa veglia sul nostro sonno
e sulla demenza dei nostri sensi
passando tra le intorpidite percezioni.

Ascolto gli angeli
che giocano a nascondino,
e li scovo nelle lievi ombre
della sera
e sono esili vibrazioni
che fanno tremare ogni mio nervo.

Intensi battiti del cuore
scandiscono queste vibrazioni
delicate e potenti
da cambiare il destino di ogni cosa.

Mia madre, la prima stella
entrò un giorno negli occhi della mia madre terrena
portandole una forza senza fine,
un amore sconfinato
tanto grande
da non poter essere narrato.

Escono le lacrime se penso
che la mia vita è un’ombra
del riflesso di ciò che sono
e che mia madre
dorme nel cuore
dei suoi pensieri
anche se al risveglio catturerà il cielo.

Non mi hai mai lasciato solo
strappandomi
da ogni luogo di perdizione
ricordandomi
la regale natura della mia essenza
dopo aver posto il mio respiro
su di un suolo inadatto
ma necessario.

Portami un raggio di quel calore primordiale
cara madre stella
e salva questo tuo riflesso terreno
salvalo dalle paure e dalle ombre del mondo
salvalo perché io non ne sono capace
non è in mio potere un altro destino.

Le parole in questo tempo
sono meno della polvere,
il mondo si sta solidificando
e questo lo fermerà per sempre
ma l’anima di ogni cosa
ha nuove dimore pronte
e il respiro
avrà altre onde di energia,
l’alba del mondo
non sarà l’alba sul mondo
ma nella valle d’oro
dove ogni cosa nascosta vede la luce
e ogni luce rivela l’ombra.

Portami a casa madre stella
freme la pelle, freme ogni mio pensiero,
non sono mai stato così lontano
dal centro della galassia.

Fosse visibile il torpore
vedremmo molti corpi vagare sconnessi
perché gli occhi ingannano
prima ancora delle parole
pronunciate senza attenzione.

Maria mi ha insegnato
a navigare in questa valle strana
e un sospiro di torpore
può elevarmi tra gli dei del giorno e della notte.

Osservo le cose apparire e scomparire
sotto il ghigno trattenuto
che mette in tavola
le carte del mazzo
di un gioco
che nessuno ha evocato,
un gioco senza anima
dove i progetti in un futuro che non esiste
scandiscono lo scorrere degli attimi
lasciando le mani vuote
lasciando quella parte di noi che per comodità
chiamiamo anima
senza un motivo per sovvertire
la legge che ha messo il tempo
sopra la terra che copre
le nostre radici creative.

Ascolto gli angeli
dettarmi ogni frase
senza parole,
li sento sotto la pelle
dentro la potenza delle occasioni
che non ho afferrato
e a loro devo
la grazia di molte scelte
apparentemente bislacche
ma sostanzialmente
efficaci al dì la dell’inesistente
barriera del tempo.

A piangere è solo la mia anima
la mente no, lei si accontenta
dell’effetto suggestivo di un buon film
o della catena accattivante di una geniale serie di telefilm,
ma niente riempie l’anima
come una raffica di vento
che sottolinea
un’esperienza dimenticata
o gli occhi tristi di mia madre
mai uscita indenne da antiche ferite.

Esisto nel mondo delle regole
solo affievolite dall’indolenza
non dalla saggezza, non dalla comprensione,
perfino la poesia si è allineata
soffocata dal le pressioni delle tendenze
e dallo stile in epoche dove serviva ed esisteva la poesia.
Ora cadono gli alibi
il mondo si è materializzato al punto
che non serve la poesia
ed essa si riprende la libertà creativa
che sempre l’ha resa viva ed eterna.

Nei cori dei collezionisti di parole
la poesia si concede a pochi,
non urla, non si espone, ma semina nell’ombra
perché sa che il suo tempo arriverà
e gli argini dei fiumi dell’ignoranza saranno infranti.

Quest’anima è stanca,
stanca del protagonismo,
del bisogno di mettere su di un palco
sempre e solo per debolezza
la pelle secca e grottesca
di quel tesoro che ogni musa
ispiratrice elargisce a piene mani
al canale intimo che la sa accogliere.

Dimenticate la poesia, essa vi scoverà
quando le paure, l’ignoranza, e la vanità
vi avranno lasciati per sempre
e solo un guizzo di luce creativo
inonderà ogni secondo della vostra vita.

Lasciatela stare, e non indicatela là dove non è mai stata
viveva molto prima di noi tutti e bussava al sordo esistere
delle pietre, delle piante e dell’acqua.

Lasciatela tornare e bussare ancora
tornerà a sorprendervi
cambiando la vostra anima per sempre.


***

06 Aprile 2008

Polvere sulla strada


Non accostarti a me
ora che la notte bussa
cercando sotto la pelle dei pensieri.

Non mi toccare
con le tue necessità,
vengo da un luogo
che non è mai esistito
e ardo le fiamme del cielo
da ere infinite.

Piangi il fiele dell’assenza
e dei volti che istante dopo istante
si sono resi nebbia nella nebbia
fino a scomparire.

I giorni muoiono
l’uno nell’altro
in una corsa senza fine
e le speranze perdono forza
ma sono sempre lì
come vedette impavide
sul confine tra ciò che sembra
e ciò che è.

Sento la poesia inebriare il mio sangue
litigando spesso
con quella tendenza
di rifinire, pulire
rendere essenziale ogni frase.

Si torna al grezzo gemito
dove il cielo detta
cantando, urlando o farfugliando
e non deve nulla allo stile
niente alle intenzioni,
si scrive perché dall’intimo
la necessità ha da dire
il resto è polvere sulla strada.


***

Sms anno 2008

4 gennaio 2008

Fulvio Fapanni: Segue l intimo respiro con ali d angelo ed una mente nuova. La vita è una pioggia di luce che scende dal cielo. Noi siamo i raggi che dissolvono ogni ombra.

Francesca Lucarini: É vero..in questi giorni c'è poca luce...tornerà..non dispero :-) grazie..un abbraccio

Charly Calabria: Che la luce sia con te

Margi Battistella: Con ali lente e leggere gli angeli ci sussurrano l'amore, e, come madri amorevoli e pazienti, ci osservano sofferenti in questo nostro agire...

Mariuccia Sciutto: Ho altra opinione su genere umano perciò non condivido "immagine poetica".

14 Gennaio 2008

Fulvio Fapanni: Per evolvere è necessario che gli stati d animo cedano il posto agli stati di coscienza. Ogni cosa è amore.

Margi Battistella: L’amore e la sofferenza in nome di Dio sono sterili prove se fini a se stessi. Essi generano la Consapevolezza se operati nell’animo dei propri simili… (sto leggendo, neanche farlo apposta: “Il grande libro degli Angeli Custodi” di Pierre Jovanovic. Questo è il mio commento.)

Primina Foresti: Baratto di esistenze parallele...unite ma divise.

Mario Gravano: Ok con la coscienza. Sono a Capo Verde (Africa) con la scuola. Impressionante povertà in alcune zone. Mario

26 – Gennaio 2008

Marcello Delussu: C'è un enorme scacchiera sotto i nostri piedi e quasi non riesco a sottrarmi dalle regole del gioco, ma la mossa è vicina quantomai imprevista, perché forse toccherò il asuono, ma mi solleverò con la sabbia tra le mani tornando al gioco dell'essere libero...

01 Febbraio 2008

Fulvio Fapanni: L'uomo in un respiro diventa angelo quando superato il suo tempo, come coscienza, inizia ad amare ogni forma di vita dal di dentro dimenticando il proprio ego.

Lara Beretta: il sorriso di un angelo è il sorriso dell'anima di un umano.

Primina Foresti: Lievitazione di un pensiero superiore ad ogni tempo.

14 Febbraio 2008

Fulvio Fapanni: E cosi hanno dedicato questo giorno agli innamorati, possano i restanti 364 esser dedicati a coloro che amano la vita e ogni cosa la contenga, quelli che amano con passione senza possesso. Poichè in verità esiste un solo amore e non ha mai reclamato proprietà.
Mario Gravano: sono d’accordo.

Margi Battistella: Con l'immenso Amore ricambio*

21 Febbraio 2008

Fulvio Fapanni: Gioca accanto all’ombra del giorno e della notte, respirando l’essenza nell’anima.

02 Marzo 2008

Fulvio Fapanni: Le parole in questo tempo
Sono meno della polvere,
il mondo si sta solidificando
e questo lo fermerà per sempre
ma l’anima di ogni cosa
ha nuove dimore pronte
e il respiro
avrà altre onde di energia

Marcello Delussu:Il resto dell'amore che cerchiamo è nel cuore di non ne riceve mai.

11 Marzo 2008

Fulvio Fapanni: Vola ancora questa notte, gli angeli sono poco lontani e le maschere del mondo sono ormai logore. Vola piccola aquila l orizzonte è il tuo regno.

Daniele Gregorini: La vita è tempo perso per tenere a bada la spinta verso altri lidi.

16 Marzo 2008

Fulvio Fapanni: Ancora giorno, velo sottile di sogni ed intenti, si prova a navigare nel presente. Il tempo brucia se viene contemplato, ride se ti sposti troppo in là oltre il tuo passo, tace se viene ignorato. l'immortalità si realizza solo nel presente.

Primina Foresti: Ancora sera...ancora notte...riposo...risveglio di altri sogni e sempre in cammino…


21 Marzo 2008

Fulvio Fapanni: Notte di Pasqua, notte in cui gli angeli rendono alla gloria il Redentore e ognuno di noi nasce a vita nuova. Una Pasqua a te di rinnovamento interiore.

Margi Battistella: Quando nella vita appare un sogno, ecco la voce del cosmico disegnol Divino. Ed è Pasqua.

Maria Luisa Pesce: Una Pasqua di rinnovamento interiore per te e per tutti noi. Come il grano che nel buio muore per portare molto frutto. Auguri.












 

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