







|
| Giorgio Alessandro Bonnin |
| Mi chiamo Giorgio Alessandro Bonnin, ma in rete sono conosciuto come Merlino .Vivo e lavoro in una cittadina in provincia di Torino, e da qualche tempo ho riscoperto una mia vecchia passione di gioventù: LA POESIA. |
Pubblicazioni: |
|
Ho pubblicato tre volumi di poesie: due, DOLCI INQUIETUDINI e MOMENTI DI POESIA in collaborazione con la poetessa siciliana MARY BERTINO, e uno, OCEANO INFINITO con un’autrice italo-ungherese che vive in provincia di Roma, MAGDALENA BISSIONI |
|
|
|
In questa pagina vi propongo alcune delle mie liriche…
CARLETTO
Trasparenze di incanti sognati, silenzi infiniti celati nel complice buio. La luna s'arrende alle nuvole, e l'aria profuma di neve. La paura non fiorisce tra le lapidi dei Cimiteri, tra i riflessi senz'ombra di muti richiami... Cammino leggero stanotte, seguendo un lamento d'Amore, tra gelidi marmi, e tumuli,e croci... Ormai son vicino,lo so; e un lieve fruscìo disegna presenze nascoste, dolore profondo e infinito. Carletto guaìsce supino accanto alla piccola tomba, e veglia ogni notte il ricordo di chi l'amava. -...andiamo Carletto...-gli dico, -...tra un po' farà freddo; andiamo a mangiare...- Ma lui non si muove. Allora depongo la ciotola a terra, stracolma di cibo ancora fumante, carezzo sul capo l'amico fedele del povero Tonio, e l'eco dei miei passi che s'allontanano risuona nel buio del Cimitero...
Merlino
POESIA…FINALMENTE!
...poesìa, stasera, finalmente! Tra raggi di luna e canti di gufi tra gli abeti... Poesìa sottile, leggera come il sospiro della notte. Poesìa come lagrime di latte disciolte su sentieri antichi, rito gioioso di guitti innamorati dell'ultimo sbadiglio della fantasia. E il canto delle stelle si fece Principe di mille notti, poeta del buio e dell'arcobaleno, e vestì di luna e di corallo, e indossò calzari di nuvola per raccontare il colore dei suoi sogni... E quando l'ultimo cielo della notte si macchiò dei colori dell'alba s'addormentò felice ai piedi d'un vecchio ippocastano. E fu ancora poesìa...
Merlino
PENSANDO EN TI
Se acerca el pensamiento a tu recuerdo, buscando la vereda para llegar a tu corazon, esperando una palabra como el cielo de la madrugada espera la luz de el primero sol de la mañana... El viento de la tarde me pone el perfume cariñoso y dulce de un Amor desaparecido y lejos de mi alma. Mirando el cielo, el vuelo alegre de una golondrina me recuerda tu linda cara, y l'aire se hace llena de ternura y de perfume de violetas. Yo,todavìa, creo que despues de las nubias llegarà siempre l'azul... Esperando y sognando, hesta noche serà una noche clara de estrellas, y tambien de...milagros! Puede ser;esperando y sognando, ma sobre todo... ...pensando en ti...
Merlino
PENSANDO A TE
Il pensiero si avvicina al tuo ricordo, cercando il sentiero che conduce al tuo cuore, aspettando una parola, come il cielo dell'alba aspetta la luce del primo sole del mattino... Il vento della sera mi porta il profumo struggente e dolce di un Amore scomparso e lontano dalla mia anima. Guardando al cielo, il volo gaio di una rondinella mi ricorda il tuo bel viso, e l'aria si fa piena di tenerezza e profumo di violette. Io,però, credo che dopo le nubi verrà sempre l'azzurro... Aspettando e sognando, questa notte sarà una notte chiara di stelle, e anche... ...di miracoli! Forse;aspettando e sognando, sopratutto... ...pensando a te...
Merlino
IL TAMBURINO Il tamburino fermò la musica tra la mezzanotte e l'alba del giorno dopo. Il pianeta dei burattini smise per un'attimo di respirare, di inventarsi lagrime senza sorrisi, di partorire sorrisi con le finestre chiuse. Poi tutto tornò come prima... Qualcuno disse, qualcuno scrisse, qualcuno accusò il Generale Inverno... Ma sulle sponde del fiume il colore dei tulipani accendeva la notte! E bagliori di Primavere di là da venire macchiavano il grigio di lampi di sole.D'Amore! Di pace... Il tamburino fermò i suoi silenzi tra l'alba e la mezzanotte di ieri, o,forse,di...domani! E il pianeta dei burattini si colorò di sorrisi...
Merlino
ARIA DI NEVE
...tira aria di neve stanotte, notte di lune nascoste, affogata di nuvole scure. Se domani fosse così facile addomesticare i rigurgiti carismatici della stupidità stentorea che mi circonda mi riempirei le tasche e la mente di felicità raccolta sull'uscio di casa. Ma domani sarà Tempo di ore disegnate in salita, e dovrò rimandare a data da destinarsi l'appuntamento con le mie voglie di pace casereccia, con la mia collezione di cappelli di paglia... Iniziano a cadere i primi fiocchi bianchi. E restiamo noi, io e il mio cane nero di nobile pedigreè mitteleuropeo, seduti su una panchina, di fronte al relitto dell'ultima auto incendiata dal popolo dei nani, immobili e saturi di congiuntivi stonati, a guardarci negli occhi, a rimembrare avventure, come vecchi commilitoni...
Merlino
SIGNOR CAPITANO
...c'è una rosa che m'aspetta oltre la notte, signor Capitano, un ricciolo d'Amore oltre l'ultima battaglia, vinta o...persa. Incontrai il dolore delle mie ferite, ne assaporai l'odore, rosso e acre quando l'ultima notte di plenilunio bussò alla mia porta e mi respirò sulla faccia... Rubai gli occhi ad un cieco per vedere la luce, un raggio di colore tra i balconi fioriti di gerani e lenzuola distese al sole. Torme di pellegrini, come formiche, sciamavano verso santuari lontani, verso oriente, la Mecca, la Pietra Nera, lampi di universi remoti, illusioni disegnate sulla sabbia del tempo. Ma la mia battaglia m'attendeva al di qua del Fiume, signor Capitano, prima che l'ultima notte di plenilunio barattasse i miei pensieri per un fondo di bottiglia, o una scatola di latta arrugginita! Ora ho due gambe per camminare, signor Capitano, e un martello per frantumare i sassi, due mani per ricamare sogni e verità sulle pareti dell'anima. E una bocca per dirLe addio...signor Capitano!
Merlino
IL BISCAZZIERE
...e parlavamo fitto per ore ed ore, i tavoli in legno, le sedie, odorosi di birra e tabacco, l'aria spessa carica di bestemmie e di sudore, di storie e di donne, di canzoni... Il vecchio biscazziere aveva i denti gialli e mani di ragno. Volta la carta, e la regina dell'Amore racconterà il tuo Paradiso al Popolo degli Eletti! Volta la carta, e la Fortuna ti bacerà sulla bocca per tre notti, per tre secoli, tre universi rattoppati con piccole fantasìe, consumate sull'orlo di un bicchiere colmo di vino e sogni nati bambini e mai cresciuti... E parlavamo fitto, per ore ed ore, aggrappàti ai fantasmi dei nostri desideri, della nostra voglia di camminare scalzi, ai nostri ricordi. Il vecchio biscazziere scomparve una sera di Maggio, lontana nel tempo e nel pensiero. Volta la carta, l'ultima, sola e unica... E parlavamo fitto, tra i meandri dei nostri silenzi, e parlavamo piano, impauriti, timorosi: non voltammo mai l'ultima carta,,,
Merlino
AMORE BALLERINO ...ti vedo, i contorni disciolti tra la nebbia dell'imprevisto e dell'imprevedibile. Amore ballerino, Amore dell'ultima volta, Amore che raccoglie i miei perchè, i frammenti delle mie piccole solitudini, il sole pallido dei miei Carnevali... Hai nascosto la tua voglia di nuvole tra le betulle dei miei boschi, hai seminato i tuoi richiami tra i riflessi dei miei tramonti. Domani, quando sarò uomo, conterò i miei capelli, ed ogni capello sarà una poesìa. E parlerà di te, Domani, quando sarò bambino, conterò i miei silenzi, li vestirò di pensieri, ed ogni mio pensiero avrà il colore dei tuoi occhi... Domani... Ma oggi, Amore ballerino, lasciami sognare, lasciami cercare i tuoi colori tra gocce di rugiada mattutina, respirare il tuo respiro tra i vagìti delle mie albe... Lasciati amare.
Merlino
AMORE DI DOMANI
La notte di domani era una notte di sussurri di luna, e raccoglieva manciate di stelle... Il cuore s'addormentava tra fiori di lattice chiaro e sorrisi vagabondi, serenate zingare seminate tra i cespugli dal vento d'oltre mare! L'Amore di domani aveva gli occhi color di giada e nascondeva i suoi sospiri sotto una coperta di velluto ricamata di petali d'acacia e zucchero filato. E quante poesìe, per te, quanti silenzi custoditi in fondo al cuore, amore bello, dolce di di sole e caldo di passione... Amore di domani, Amore di ieri, Amore del Tempo infinito, Amore che voleva e non poteva, che avrebbe desiderato, ma non voleva... Ho barattato le mie orchidee per uno scrigno di favole, ho regalato il mio giardino all'ultimo sogno dell'alba per riscattare tue paure. Ed ora nascondo i pensieri sulla sponda del mio fiume, e aspetto in silenzio il tuo segnale...
Merlino
ABERDEEN
Sapevo che i miei Santi non m'avrebbero seguito su quei declivi incrostati di nebbia e di gelo, e i miei demoni, le mie maledizioni, non avrebbero avuto il coraggio di salire su quel treno... Quando incontrai Aberdeen avevo nelle tasche quattro once di solitudine e pochi spiccioli di speranza. Il mio re non mi guardava mai negli occhi, e si nascondeva tra i ciuffi di lichene, tra le crepe antiche dei muri delle case. La mia regina profumava di garofano e sandalo, e attendeva in silenzio che i boschi s'accendessero di rosa canina e di ginestra. Quando la Primavera bussò alla mia porta io ero ancora la, a scrivere i sogni che non avevo avuto il tempo di sognare, sui petali delle rose, sui ricami del vento del Nord, sui muri, e anche se tutto intorno pareva immutato, immobile, io respiravo, la mia Anima respirava. E non era poco...
Merlino
L’ ALBA DI IERI
...forse t'osserveranno attraverso uno specchio, e ti chiederanno dei tuoi Amori, dei tuoi desideri, delle fantasìe nascoste dietro i tuoi occhi chiusi. Vorranno sapere, vorranno capire, starnazzare, e lanciare anatemi. Non regalare loro i fiori che raccogliesti a Maggio; non offrire loro bicchieri colmi di Verità che riempirebbero di dubbi e di semafori spenti i loro pensieri vuoti e inutili, bocca d'arancia, labbra di melograno maturo. E indossa te stessa come fossi il vestito della festa, il più bello e smagliante... Presto mi regaleranno l'innocenza di un bimbo, la saggezza di un pazzo, e le mie mani torneranno a volare, a inseguire la tua aura tra il clamore dei mercati, tra le bestemmie di Santi Peccatori, tra i peccati di Devoti Baciapile. Poserò ghirlande di rugiada intorno intorno ai morbidi confini del tuo corpo, così caldo di fantasìe proibite, così ansioso di nuovi brividi, così desideroso di giochi senza tempo. E l'alba di ieri sarà nuova poesìa, nuove canzoni...
Merlino
LA TUA GELOSIA
Osservo la mia tristezza tra gli anelli di fumo della prima sigaretta del mattino... La gelosìa, la tua, incredibile, assurda GELOSIA, lama affilata e tagliente che violenta l'Amore, che offende, che calpesta i brandelli dei sogni più desiderati... Figlia della diffidenza e della paura. Dolce è l'Amore, dolcissimo SAREBBE l'Amore, un bimbo dalle guance di pesca, che oggi parla una lingua che non conosco, nè voglio conoscere. E canta canzoni che non ho mai cantato, che non ho MAI scritto, che non ho MAI amato. Se la mia ombra fosse un'ampolla colma di miele, la poserei ai piedi del tuo altare, chè ti addolcisca l'Anima. Se il mio volerti bene fosse vento, lo soffierei sul tuo cuore, per disperdere le ombre che lo soffocano. Ma incontro solo silenzi, muti, ciechi e sordi. Spengo l'ultimo vagito della prima sigaretta del mattino, e raccolgo i miei pensieri...
Merlino
PRIMA CHE LA NOTTE
...prima che la notte catturi le scorie dei miei pensieri e le raccolga in ampolle oniriche e indecifrabili, lascerò tre petali di rosa sul sentiero dell'ultima poesìa. Tre petali, tre canzoni, tre sospiri. Un petalo all'ultimo "ti amo", all'ultimo batticuore, all'ultimo battito di ciglia di una cerbiatta innamorata. Un petalo alle mille poesìe fiorite d'amicizia, che incontro sulla mensa dei miei giorni e del mio Tempo, profumate di semplicità e di voglia d'Amore. Un petalo e una lagrima a chi non crede, a chi s'accosta timoroso al fiume della sincerità. Un petalo e un pensiero. Triste e incredibile, come le sue paure... Eppure l'albero del coraggio fiorisce ogni sera, e racconta profumi da cogliere a piene mani, ogni sera, prima che la notte catturi le scorie dei miei pensieri...
Merlino
NON SERVE
...non serve truccare le carte del tuo mazzo per travestire la tua rabbia di risentimento, e maledire quel medico che ti prescrisse un'oncia di malinconìa da consumare a piccole dosi al funerale della fantasìa... Non serve nascondersi, cercare assassini o lestofanti, colpevoli di delitti mai avvenuti. Non troverai i loro volti sui giornali della sera. Un tempo scrivevo Amore sulle foglie dei cavoli, e intessevo ghirlande di fiori d'acacia e biancospino, ubriacandomi di sogni sul pentagramma della tua melodìa. Ora vorrei che quel Tempo mi piovesse addosso, ma incontro solo cieli lividi e sentieri polverosi. I figli dell'ira e del rancore nascono ciechi,purtroppo, senza favole da disegnare, senza Amore da cantare, senza Poesìa. Senza lagrime da versare. Ma nutrirli, amarli e coccolarli, cercar riparo alla loro ombra non serve, non serve davvero...
Merlino
INSALATA
...l'uomo dell'insalata usava da tempo i suoi simulacri per appendervi i panni sporchi, aspettando che il vento li ripulisse... E si crogiolava, illuso e felice, nei riflessi della sua immagine, imprigionata tra specchi convessi e candeline... E pazientemente, dipingeva le bugìe di sacralità, colorava i sui peccati, le sue ambizioni, la sua vanagloria, dei colori tenui di Verità alle quali mai avrebbe potuto accedere... E quando un bimbo urlò al mondo, che il re era nudo, l'uomo dell'insalata si spaventò, si rivestì, di corsa, e fuggì tra i campi... Per errore, per sbaglio, per incapacità di comprendere. In fondo, lui non era un re. Lui era una nullità, nessuno, insomma...
Merlino
SE NON TI BASTA
...se non ti basta la mia poesìa, se non t'accontenta un Amore che non può volare dove vorrebbe, dove vorresti, credo che nasconderò i miei sogni all'ombra sicura di una quercia antica, prima che il soffio dell'incredibile ne annodi i contorni, al riparo da tutti i venti dell'indifferenza... Calzari di piuma, leggeri, sui tuoi seni, sui tuoi occhi chiusi, sui tuoi pensieri muti, cammineranno ancora dipingendo Primavere di pastello e sentieri di sole. E accarezzeranno ancora i tuoi fianchi, e le tue labbra calde di porpora e fragola di bosco. Anche se tu non lo saprai... Anche se tu non te ne accorgerai, anche quando sarai già lontana...
Merlino
PRENOTAMI UN PALCO
...dovrò vivisezionare i fantasmi dei miei incubi, e ricordarmi d'annaffiare le mie rose, e i miei gelsomini, prima che mani ambigue ne rubìno il profumo. E consumare i miei pasti in silenzio, chè la loro essenza non sconfini tra le nebbie della noia, e non si frantumi sulla risacca della convenienza e dell'ilarità di comodo. Prenotami un palco, cuore mio, possibilemente in prima fila, chè io possa assaporare il profumo dell'ultima poesìa, dell'ultimo bacio ricamato sulle labbra di un sogno. L'ultima melodìa prima della notte... Prenotami un palco, lontano dalle luci, dai clamori, ma vicino alla tua mano. Vicino alla tua voglia d'amare... Ai tuoi silenzi, ai battiti del tuo cuore, Chè io possa ammirare la recita, e viverla, oltre la recita..
Merlino
|
|