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Valeria Raimondi
Sono nata a Chiari nel 1963. Ho iniziato a scrivere poesie giovanissima come tutti e dal 1991 ho iniziato con Fulvio la ricostituzione del gruppo di Meteora con cui ho collaborato fino al 1994 quando mi sono impegnata a fare un figlio e mi sono trasferita a Leno con il mio compagno. Scrivere mi piace molto, per necessità scrivo giornalini a sfondo culturale e politico, legati a questo mio territorio, ho scritto una o due favole che abbiamo animato per la Scuola materna, ma scrivere in prosa mi risulta sempre difficile, sento la poesia a me più vicina anche se non scrivo di getto. Scrivere è per me, come dice la Merini "un parto doloroso che deve andare a termine" e per me come per lo scultore è scavare nel marmo grezzo, per tirar fuori ciò che di estremamente essenziale rimane dopo un'esperienza dolorosa o comunque già profondamente vissuta.

Da alcuni anni organizzo eventi in cui la parola poetica si intreccia con la musica.. inoltre mi piace creare o ricreaRE SPAZI PIU' O MNEO FORAMLI RENDENDOLI ACCOGLIENTI VERSO LE PAROLE, LE NOTE E LE SUGGESTIONI CHE CARATTERIZZANO QUESTA SORTA di recital
Sono stata in un piccolo paesino della Valcamonica con un'itinerario poetico lungo i luoghi piu' suggestivi e simbolici INSIEME AD ALTRI AMICI CHE SCRIVONO COME ME..

Ho organizzato "Poesie in chiave di Sol" e "PERCORSI IN...VERSI" SEMPRE CON LETTURE DI MIEI TESTI DA PARTE DI UN CORO fEMMINILE E MUSICHE DI UN QUARTETTO CLARINETTI LA PRIMA VOLTA E CANZONE D'AUTORE INTERPRETATA DAL CARO AMICO MUSICISTA DOMENICOO nOVALI in "PERCORSI INVERSI"
Pubblicazioni:
  Fuochi ultimi (ultimo giorno anno 2009)

Pensieri molesti,
il controllo perduto
di un cielo che sparge
l’inverno…

Con volo attutito
dalla neve che cade,
e che pare
per sempre
cadere,
silenziosi arrembaggi al tuo cuore
ritento,
spargendo scintille....

Son io che vado a fuoco
e che in pirotecnico gioco
m’ incendio
e dissolvo
in un pianto di effetti speciali?
Sento odor di bruciato.

Niente di nuovo sul fronte
nonostante la neve.
Perdutamente estasiata nel bianco
di un Biancomangiare,
vestita di rosso
ancora,
la Vita.

Valeria Raimondi

 

Ti tengo per l’inverno
quando passa lento il corvo
sopra l’albero del caco
e la vita si fa sonno

Ti tengo per l’estate
Quando, la calura rarefa’ le cose
e si fa la sete grande
e fumo all’orizzonte, il desiderio …

Ti tengo per quell’ora della sera
nel presagio del tramonto
nello spreco di dolcezza
nel ricordo di bambina

Ti tengo dentro al pugno di una mano
Una foglia sbriciolata
Dietro i fianchi stretto stretto
Come un gioco a nascondino

Ti tengo tra il dolore e la magia
Breve lampo di memoria
Come un quadro quand’ e’ tolto
Traccia lieve alla parete

Ti tengo rara voglia di vaghezza
Quando non rimpiangi nulla
Ed il passo si fa lieve
E si muore solo un poco…




marea

Sulla porta di una casa non più mia
stai, disincantato amore:
come fratello sconosciuto
di uno stesso padre assente
sei ora per me;

invano ho urlato
disperata quel nome
che tu stesso hai dimenticato:
sordi ciechi stanchi siamo noi
che tanto speravamo.

Abbiamo aperto il cuore,
è entrata la marea.

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Strano

Strano, che tu non ci sia.
Strano.

La tua camminata lenta
dolcemente affaticata
ti ha allontanato da me.
E il lampo vivace
dietro gli occhiali
offuscati dal tempo,
e’ muto..

Il tuo abbraccio
e il mio,
con un corpo non più giovane
mi mancano
come un posto sicuro.

Strano,
credevo tu fossi immortale.

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Angela

Sotto il ponte della Senna
in quei giorni,
ricordo,
seguivo la tua maglia
azzurra
e distante ,
lì, due passi avanti a me.
Immaginavo,
ed era già un ricordo
il colore dei tuoi occhi
che di spalle
non vedevo.
Ma Azzurro
è il colore che ricordo
e azzurra la strada,
e tu sempre irraggiungibile,
due passi avanti a me.

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Sogno

Un piccolo Signore
Maestro di un’arte segreta,
riposa
aggrappato al suo fianco.
Semina la sua umanità
e la ama,
fa quel che può!

Ma lei, ingrata,
attende il Gran Signore,
va cercando dei segni:
un vago profumo di erba,
un vento leggero
dentro l’aria pesante,
un lieve increspar di lenzuola,
dei numeri forse
lasciati in un sogno,
un niente.

E vorrebbe una vita di ricambio,
per andare ancora sottobraccio,
a fantasticar chiacchiere leggere,
nelle gialle sere d’agosto.

E intanto fugge il tempo,
il tempo segnato dalle ore,
ed è ormai troppo,
troppo in ritardo
per il suo corso di Inglese.


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Una candela
brucia
frammenti di dolore.
Brucerà tutta,
avanzando
solamente
il disegno della cera.

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Ti invento
Mille e mille volte.
Mi manchi
Anche quando sei qui.
Dove hai gettato
La chiave
Che apriva la porta
ai paesaggi del cuore
intravisti un momento?
Vorrei profanare quel mondo,
ma ho paura di perdere
anche un solo sorriso.

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Notte di San Lorenzo

Il mio cielo non ha più stelle,
e io, non ho più desideri.
Ma un giorno forse
rinasceranno,
dai colpi di una pistola infuocata
diretti dritti al tuo cuore,
al tuo cuore e al cielo
che scoppierà
in una risata di lacrime
che seppellirà te, e il mondo.

E se allora finalmente
le stelle si accenderanno,
io mi siederò
e con calma,
penserò il mio desiderio.

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