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antonella pizzo
Antonella Pizzo (Palazzolo Acreide, 1954) vive a Ragusa. Scrive dal 2002. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi letterari (migliore sceneggiatura I corti di Mauri – La poesia oggi – Terra D’agavi – Agorà – Turoldo – Sunseri – Città di Marineo – Helikon – Palikè – Katana – Ninfa Camarina e molti altri). Ha pubblicato il romanzo Di rosso smunto (Prospettiva Editrice, 2004) e raccolte di versi sia in vernacolo che in lingua. Nel 2005 è uscita, edita dalla Lietocolle, la raccolta A forza fui precipizio. Sue poesie sono state pubblicate in riviste e rubriche on-line (tra cui Liberinversi, La costruzione del verso, Poiein, Niederngasse, Un poeta, Domist, Scriptamanent, Gas-o-line, Rottanordovest, Faranews e altre) e in alcune antologie (tra cui Verso i bit: poesia e computer - Lietocolle, 2005 e Lo stormo bianco - Edizioni d’if, 2005).
Pubblicazioni:
  www.faraeditore.it


€ 8,00 pp. 62 (Sia cosa che)
ISBN 88-95139-02-X

Catasto ed altra specie organizza, nei suoi lucidi archivi, esperienze, sogni e bisogni messi in scena con masochistica intenzione o sarcasmo o tenero abbandono, nella convinzione che, il passato, soltanto la fiaba lo possa riscattare ed il futuro sia mosso dall’ "ingiustizia cieca"; intanto, "nel profondo / l’urlo" macina, corrode voglia e pazienza, s’ingoia il destino. E allora non resta che il presente, "il dato della percezione" che s’innerva nelle mani, negli occhi e infine nella pagina, in queste poesie cesellate a secco, dove gli spigoli vivi del sensibile sbriciolano al calore di un sentire profondamente umano, vissuto) sul filo del “precipizio”, ma per niente rassegnato ad “una morte lenta / quasi indolente”.

(dalla prefazione di Stefano Guglielmin)

 





la bambina giocava con gli oggetti
e li impilava uno sopra l’altro:
questa è la costruzione del mondo
da qui partiranno gli uomini
e i carri in carovane lunghe. sotto
il letto in ferro
stavano nascoste le bambole di pezza
contestavano le boccucce la razione giornaliera:
se sazie fummo, se pietà, se lontananza
se andate, se vomitarsi in faccia,
e quindi ritornare, se passi svelti
porte che si chiudono a scatto
se canti e santi, se vangare la terra, se falce



se civiltà remote ritornassero
potrebbero indicarci il posto giusto dove
scavare tre passi avanti nel tempo indietro
e poi la fossa: ecco il tesoro
ecco la ricchezza
ma se pirati, l’uncino capitano
se corsaro giallo o nero
se cassa scoperchiare
nave o barca, se vascello o bastimento inabissato
remarsi contro è la disfatta



 

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