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 Poetyca
Daniela Durante, in arte Poetyca, è nata a Roma e risiede a Reggio Calabria dall’età di sei anni. A dodici anni ha scritto il suo primo componimento poetico; sposata, madre di tre figli, sensibile ed osservatrice della natura, ne ama ogni sua espressione; introspettiva e con un innato istinto alla lettura oltre le apparenze, per il dono di una particolare carica empatica naviga da sei anni in rete dove si confronta nella grafica, la poesia e la spiritualità; iscritta in vari luoghi per confrontarsi in forma costruttiva; ha studiato psicologia ed è appasionata di letture spirituali, vicina alla spiritualità orientale dove trae opportunità di tracciare un confronto con il proprio Sè.
E' titolare del sito http://www.poetyca.it che gestisce da sola ed è contenitore del suo personale percorso che offre agli altri come oggetto di scambio e dono.
Ha partecipato nel 2004 a Reggio Calabria, alla prima edizione del concorso di poesia " La Città del sole" organizzata dall'associazione " Athena millennium " conseguendo il primo premio.
Non ha registrato pubblicazioni ma ha scritto un notevole numero di poesie suddivise in 16 raccoltà che ne delineano il percorso interiore
Pubblicazioni:
  Nessuna pubblicazione cartacea.
Le poesie più recenti si trovano nel mio sito e nel blog: www.poetyca.splinder.com/

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Riflessi sul cuore:
Riflessioni nel tempo

Siamo tutti dei frammenti di un mosaico ;possiamo comporre l'immagine
che altri vi vanno a cercare .
Essere capaci di offrire colori brillanti , esempio e sincerità
nasce da quella capacità di mettere in atto la nostra lealtà ,
il nostro impegno e la professionalità .

Cosa potremmo insegnare se noi stessi non provassimo
ad imparare dalla vita stessa le sue lezioni ?

La prima cosa che vorremmo è che la giustizia
sia applicata nei nostri confronti ; è importante
analizzare se e quando in noi predomini una sorta
di rivalsa o il desiderio di equità e compassione
per gli altri ; quella forma solidale che possa
dare il senso di unità .
Essere giusti allora è essere equi ; portare
insegnamento solo con l'esempio .
Ricordiamo che il nostro frammento per quanto piccolo
sarà sempre da collocare insieme agli altri per offrire
una visione d'insieme che offra sempre una valida
traccia per gli altri .

Uniti possiamo dare la meraviglia della nostra collaborazione
e il disegno che possa restare a lungo impresso nella vita di molti.
Poetyca - 29.10.2005

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Perdono tra Oriente ed Occidente.


Per-dono: fare dono
di qualcosa, il lasciare andare sentimenti che tengono
legato qualcuno e la sua ombra oltre il tempo dell'azione
che ha ferito, che ha sconvolto l'esistenza ha una diversa
valenza in Oriente e in Occidente.

Non si potrebbe pretendere di essere compresi, non tutti
sono capaci di capire in cosa e in che misura si possa
essere calpestati; non tutti saprebbero soffrire del male
arrecato; allora se chiedere scusa è provare disagio per la
sofferenza inflitta, con responsabilità e vera capacità a
non ripetere l'azione si coglie un frutto per la persona
che ha compreso. Ma chi sente con consapevolezza che
un'azione provoca una reazione può evitare di compierla.

Essere capaci - prima - è degli orientali; per gli
occidentali è un po' una sorta di cammino per tentativi ed
errori dove spesso si incappa nella ripetizione di azioni;
poi basta chiedere perdono e si crede di "sanare" una
situazione. Per orgoglio è difficile chiedere scusa,
accogliere le scuse... Ma quanto gioverebbe essere capaci
di non ferire e di essere com-passionevoli. Non è la mente
o l'abitudine a dover tracciare il nostro percorso, ma
quella parte che spesso non sappiamo ascoltare per timore
dei sentimenti: il Cuore.

31.10.2005 Poetyca

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La stessa ricerca

Ci sono cose lungo il percorso della vita che ci indicano una via da seguire; molte le titubanze ,ma a volte si coglie la sensazione che qualcosa possa essere utile per non inciampare .

La presenza degli altri è utile per un confronto che chiarisse quello che da tempo si avverte;per averne conferma .
Essere con gli altri è come un viaggio - tappa dopo tappa - che può dare un rinforzo a quelle cose che si erano scorte ma non si era del tutto sicuri sulla loro validità .

Ho avuto l'opportunità di riflettere ; di trovare un confronto perchè nessuna orma lascia realmente un segno se non ci si misura con l'altrui sentire e quell'orma è un percorso comune .

Quante volte si potrebbe credere di stringere una " verità" ed invece si alimenta un'illusione;
Importante allora una guida,la chiarezza nelle indicazioni e quella porta che si apre di fronte ad un universo;lo stesso che è in noi .

Portare il nostro meglio è accompagnare chi con noi cammina con nel cuore la stessa ricerca.

01.12.2005 Poetyca

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Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l'essenza delle lezioni da imparare; che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l'opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l'opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno; questa vita da leggere attraverso l'esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione.
Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci.
Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri; lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna.
Mi viene in mente la frase del buddismo :"Se incontri il Budda per strada...uccidilo!",rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell'insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi... Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.


04.12.2005 Poetyca

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La nostra responsabilità

Siamo noi la pietra angolare del nostro cammino; la capacità di abbattere i condizionamenti e le paure;
l'opportunità di toccare la radice del nostro essere e manifestare quel che è l'essenza e il significato del nostro esistere. Non legati alle apparenze, al possesso di beni , al desiderio di mostrare quel che non siamo dietro ad una maschera che ci renda sapienti : il primo passo è comprendere che non sappiamo nulla e si deve partire da zero; da quella scoperta interiore che nasce dall'ascolto sincero della nostra interiorità; dalla lealtà e capacità di migliorarci ; dal saper amare incondizionatamente senza attenderci nulla che colmi le nostre frustrazioni.

04.12.2005 Poetyca

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Oltre le apparenze

Non servono gli occhi
per vedere oltre le apparenze.
La vera guida è in quel sentire
che supera ogni ragione.

04.12.2005 Poetyca

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Seminatori


Siamo noi stessi che caduti nella dualità separiamo più che unire;

giudichiamo più che accogliere e questo muro invisibile;

questa protezione è in realtà la nostra stessa prigione.



Trovare il proprio Sé, la capacità di non fuggire

seguendo la mente che distorce e distoglie dal suono del silenzio;

dalla nostra armonia, è poter raccogliere quel prezioso tesoro

che abbiamo seppellito nel nostro giardino ed andiamo a cercare altrove:

non serve un intellettualismo sterile; non servono nozioni che confondono;

serve il coraggio di ascoltarsi, di allargare il cuore e manifestare quel

che per troppo tempo è stato soffocato.



Questo è da " seminatori " instancabili che, semplicemente

vedono oltre le apparenze ed amano il viaggio della Vita;

spargono il seme d'Amore perché è quanto sentono.

Non cercano gratificazioni; poteri e abilità;

la vera via è spogliarsi di condizionamenti; di artifici ed essere

se stessi senza timore.



Il sentiero siamo noi ...


05.12.2005 Poetyca

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Briciole

E' la nebbia dell' ego a nascondere antiche esperienze;
importanti insegnamenti; qualora siano stati acquisiti;
oppure ci sarebbe da ritenere che chi non avesse ancora un
atteggiamento empatico e tendente verso gli altri; in
realtà, abbia ancora molto cammino da fare. A che
servirebbe biasimare gli altri o emarginarli quando se ne
cogliessero i limiti? Non è forse di chi ha maggiore
cammino il prendersi cura degli altri tendendo la mano?
Discriminare, giudicare, mettere da parte non è tanto
diverso da quel comportamento che si attribuisce a chi non
si vedesse proprio pari. Gettare la cenere in aria è
ricoprirsene, offuscando la vista ed il cuore. Dove allora
quel dichiarare; a parole, concetti positivi se poi si
divide con il pre-giudizio e si restasse nella dualità?

Non siamo forse tutti parte dell'Uno e ogni creatura è come
noi? Ogni giudizio è frammentarci in mille parti e non far
combaciare le parole ai fatti. Perchè temiamo l'ombra che
altri proiettano sentendoci superiori ad essa? Oppure,
facendo il confronto con quel che altri raccolgono lungo il
cammino; frutti seminati con sudore; perchè si avrebbe la
pretesa si sentirsene proprietari?

Perché siamo illusi di aver sciolto la nostra ombra; ma la
mente inganna e ci fa credere; nella sua illusione, di aver
superato quello che in realtà abbiamo insabbiato. Ben
vengano le prove, il confronto con le esperienze che
seppure appaiano come attacchi esterni o dolore; sono il
banco di prova per la nostra raggiunta maturità. Ci
colpiscono realmente? Se questo accade significa che siamo
ancora con i ceppi ai piedi; quell'attaccamento ci radica
al terreno. Nulla accade per caso e la vita stessa; o le
nostre scelte non ricordate, sono quanto possa essere utile
per trovare saggezza e sgretolare residui di ego.

Nessun cammino è facile; non è stringendosi all'orgoglio e
all'ego che si possa andare più avanti. Si dovrebbe
rispetto alle altrui scelte; anche le cadute se queste
fossero necessarie; risollevandosi dalla polvere infatti,
si potrebbero avere di fronte nuove opportunità. Nessuno è
immune da questo percorso e se oggi siamo "santi", un tempo
eravamo "demoni", perchè mai giudicare? Sarebbe più utile
allungare la mano senza giudizio che indossare vesti che si
sporcano solo per quell'aria di superiorità che allontana...

Combattere contro se stessi; senza avere altri "rivali" è
la vera conquista e la lezione più importante che si possa
apprendere... E' in noi l'opportunità e la capacità di
cogliere queste briciole di verità.

17.12.2005 Poetyca

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Pensieri


Vedere le stelle, saperne ammirare il loro splendore
è permesso perchè il buio le esalta.
Potremmo mai afferrare una stella se provassimo a guardarla
in uno stagno? Allungando la mano agiteremmo solo la superficie;
quell'acqua darebbe un'immagine spezzata e saremmo preda
della nostra illusione; la stella è sempre imperturbabile.

A che serve agitare pensieri, timori se non cambiassimo
una realtà che immota è quella che è?

I pensieri sono una ragnatela che creiamo; possiamo essere
il ragno che se ne serve per sopravvivere o la mosca che cade in trappola.
Potremmo renderli costruttivi o farne un cappio dal quale non saperci
più liberare. Una la scelta,l'opportunità e l'occasione:
saper smettere di ripetere pensieri inutili; frutto di illusioni e timori.

13.12.2005 Poetyca

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"Fai il bene e dimenticalo, fai il male e ricordalo per sempre!"

In un paesino di montagna vivevano due fratelli;
non andavano d'accordo da molti anni a causa
di un malinteso e di una dimenticanza:
Il fratello maggiore era molto chiuso e non amava la compagnia;
spesso diffidava di tutti e si autoconvinceva di avere ragione,
motivo che lo induceva ad essere orgoglioso.

Il fratello minore invece era molto aperto, offriva a tutti
quanto avesse e non teneva conto, ad esempio, se aveva
prestato del denaro che non gli era stato restituito
o se avesse ricevuto un torto da qualcuno - la sua vera
gioia era condividere ogni cosa.

Il fratello maggiore non voleva ricordare tutte le volte
che aveva criticato il proprio fratello perchè dava ai vicini
il proprio aiuto, oppure quando aveva un buon raccolto
che, invece di accumulare nel granaio donava senza
pensare al futuro. Lui invece aveva sempre posto attenzione
a questo, sopratutto aveva considerato che si dovessero
mettere da parte dei beni per il futuro.
Ogni volta che uno degli abitanti del paese gli chiedeva qualcosa
lui era convinto che quella gente volesse derubarlo.
Ecco che se vendeva le sue verdure al mercato lo faceva
ad un prezzo più alto di tutti gli altri; a lui era costato duro
lavoro poter ottenere quei prodotti; suo fratello doveva
essere pazzo a fare prezzi irrisori e lo aveva persino visto
regalare alcune patate.

Quell'anno accadde l'imprevisto;
una forte grandinata aveva gelato tutti
i nuovi germogli e il raccolto sarebbe stato perduto.
La moglie del fratello maggiore lo pregò di andare
dal fratello minore che, sicuramente lo avrebbe aiutato.
Ma per orgoglio, perchè in quell'occasione
gli venne in mente che persino la propria moglie
riconosceva la generosità del cognato,
decise di non chiedere nulla, intanto guardava dalla finestra
e si accorse che dietro la porta del fratello una fila di persone
portava qualcosa; chi del pane, chi dell'olio o del vino.
Persone consapevoli del bene ricevuto e della difficoltà
economica che aveva trovato il loro benefattore.
Ecco che comprese che se lui fosse stato
meno orgoglioso, capace di non attaccarsi alle cose,
alle proprie paure ed avesse avuto un cuore più
generoso avrebbe trovato anche lui il calore degli amici.
Gli venne in mente un antico detto del nonno " Fai il bene
e dimenticalo, fai il male e ricordalo per sempre! ".
Come erano vere quelle parole, decise di scusarsi
con il fratello per quella lezione di vita appresa.
Con cuore sincero andò a parlargli, egli era
felice di vederlo e di offrire anche a lui e alla sua
famiglia parte di quanto aveva ricevuto.
Il fratello maggiore confessò di avere avuto paura
e di non essere stato capace di non avere attaccamento
per i beni materiali. Da quel giorno cominciò ad alimentare
fiducia nella vita che, potrebbe togliere ma anche donare
quello che si semina con il cuore.

18.01.2006 Poetyca

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Riflessioni sull'amore incondizionato


Forse siamo tutti appartenenti ad una classe di ripetenti;
lezioni da apprendere, esperienze da cogliere e quella
fiducia che ci permetta di comprendere come tutto sia utile
(non per fini egotici) per la nostra crescita interiore, sono
il campo sottile di ricerca.

Ci potremmo chiedere se si attraversi la vita
dotati di un bagaglio di fortuna o sfortuna;
inevitabile il confronto con chi potremmo credere
più dotato di noi; sia dal punto di vista materiale che
con maggior numero di qualità.

Appare ingiusto che a noi debba toccare in sorte
l'arrampicarci sui problemi mentre altri sembra
che non abbiano alcuna difficoltà.
Ma è veramente così?

Se ci chiedessimo quale possa essere
il reale fine della vita forse potremmo ribaltare
il nostro modo di vedere le cose.
Non è certamente l'accumulo di beni o benefici
materiali a dare quella che viene colta come felicità.

Ma cosa rende felici?
Esistono persone felici intorno a noi e noi lo siamo?
Riflettiamo un attimo relativamente a cosa
sia il denominatore comune che possa costruire la felicità.

Non sono case, ville, automobili oppure essere belle
e con vestiti e gioielli a dare la proporzione della felicità.
Come mai nei paesi più poveri; dove esiste degrado,
miseria e fame si possono vedere bambini festanti?
Eppure non hanno quasi nulla; cosa li fa gioire?

A che servono le nostre difficoltà disseminate
lungo il nostro cammino, che spesso rifiutiamo
e non vorremmo cogliere?
Sicuramente a metterci di fronte alle nostre
responsabilità e la lezione di ripete, cambiano
i colori o le circostanze ma è sempre lì
che si para davanti.

Che fine fanno in noi sentimenti come:
rabbia, giudizio, attaccamento, fuga dalle responsabilità
ed illusione?

Se non li cogliamo, li occultiamo e sono sempre
pronti a farci ricordare che non cresceremo se non ci diamo da fare.

Cosa siamo venuti ad imparare?
Ad Amare, a offrire esattamente quello che siamo,
togliendo ogni veste colorata per guardarci nel profondo;
per imparare a crescere, a donarci senza nulla attenderci.
Che senso avrebbe se dessimo il nostro tempo; le attenzioni
ad altri nel goffo tentativo di prendere qualcosa per noi stessi?

Il vuoto, le carenza affettive, i drammi interiori irrisolti;
nessuno ce li potrebbe recuperare; solo noi stessi,
solo il nostro sincero lavoro interiore e la consapevolezza
di quel che siamo; che potremmo essere se solo smettessimo
di avere paura; se solo ci mettessimo in gioco.

Ma abbiamo mai provato con sincerità?
Senza attribuire ad altri " colpe"?
Sopratutto a noi stessi? Siamo sempre in tempo;
le opportunità sono come un autobus che passa ogni attimo;
non dobbiamo essere ciechi ed è salendoci sopra che permettiamo
a noi stessi di fare il miglior lavoro della nostra vita : amarci ed amare incondizionatamente.

Poetyca 26.01.2006

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Occhi limpidi


Gli occhi limpidi trasmettono la luce dell'esperienza;
dell'abbandono del giudizio contro di noi, contro gli altri:
il conflitto che nasce dal timore di non essere accolti.
Comprendere cosa cerchiamo, chi siamo, accoglierci senza
cercare solo difetti è offrirci l'opportunità di trovare serenità;
la stessa che possiamo offrire come dono gratuito.
Molto abbiamo da imparare e sempre poco da insegnare.
Grazie alla vita e a quello che ci ha ferito sappiamo
cogliere i nostri attaccamenti per potercene liberare;
possiamo seminare l'umiltà nel cogliere chi siamo veramente
e respirare armonia senza più timore

Amare gli altri, è anche saper sviluppare con responsabilità quell'impegno con noi stessi per superare i nostro limiti; quale migliore terreno da coltivare se non noi stessi?
Ma che non si tratti di infliggerci delle accuse, piuttosto sarebbe opportuno cogliere i punti di forza e quelle fragilità che dovremmo migliorare; con comprensione e serenità. Se fossimo poco propensi alla tolleranza di noi stessi, per riflesso lo saremmo nei confronti degli altri; accoglierci è accogliere gli altri; molto si impara nell'ascolto altrui e nel cercare di disgregare il nostro piccolo io.

Protendersi verso l'osservazione e la partecipazione è superare i nostri stessi confini.


Non è facile comprendere il senso dell'amore;
dove si offra quel che si è e non ci si aggrappi
ad altri nella speranza di ricolmare quel vuoto che c'adombra.

- Ama gli altri come te stesso - Se non impari ad amare,
a cogliere a nutrire e a saper superare le mille " colpe"
o quei difetti che temi di avere; perchè ti confronti con gli altri;
dimenticando la tua unicità; cosa offriresti mai?
Il viaggio è in noi, nel nostro essere e solo se sappiamo trovare
armonia sappiamo diffonderla intorno.


30.01.2006 Poetyca

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Percorso

La Vita stessa;
malgrado ombre e smarrimenti
va celebrata - eterna opportunità -
per cogliere e maturare esperienza;
per saper camminare con fermezza
malgrado le silenti attese
verso il cammino che scegliamo

Rinunciare è nel nostro percorso
per meglio delineare il senso
del nostro essere
e per meglio essere quel che siamo

01.02.2006 Poetyca

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Attaccamento ed imperfezione


Attaccamento ( brama) ed aspettative
camminano vicine; ma da cosa nascono? Dal credere
determinante il giudizio degli altri, la loro accettazione
di quel che siamo. Avere affetti, provare il senso di perdita,
commuoversi è del tutto naturale; ma sarebbe
un eccesso se credessimo di non essere capaci di continuare
ad avere valore per quel che siamo; per le nostre qualità
che sono sempre lì, seppure non venissero riconosciute; se
pensassimo che la nostra vita finisse qualora nessuno si accorgesse di noi.

Spesso per piacere agli altri, per quell'insicurezza interiore
che ci caratterizza non sappiamo fare piccole cose per noi stessi;
comprare un CD che ci piace, vedere un film o cercare spazi
per noi stessi, che ci permettano di vivere e non solo di essere
al servizio delle altrui aspettative. Anche noi ci attendiamo qualcosa
dagli altri, convinti che, se nulla arriva forse non siamo meritevoli
di attenzioni; ma molte persone sono distratte, non significa che noi
perdiamo per questo il nostro valore; perchè tentare di accontentare
tutti rinunciando al nostro modo di essere? Ma ci conosciamo realmente;
sappiamo mettere da parte i condizionamenti e manifestare quello che realmente siamo?

Spesso chiediamo ad altri quello che, in realtà è in noi ma temiamo di svelare per timore
che non sia approvato. Il legame più profondo è quello dell'amore; credere ad esempio
che una persona lontana sia perduta è solo illusione; non è forse con noi attraverso
i pensieri o meglio i sentimenti? Non siamo forse uniti anche se non la vediamo o non ne
ascoltiamo la voce? Possibile che abbiamo bisogno di questo aspetto per annullare
il timore di perderla?

Magari si desiderano dimostrazioni continue relativamente all' essere il fulcro
della sua vita e non ci accorgiamo che siamo noi stessi a mettere in moto
la nostra insicurezza. Non vogliamo più cogliere le eventuali difficoltà
che si possano originare in un momento di silenzio nel quale invece
attendavamo che si venisse ricolmanti di attenzioni.

Ecco che questo meccanismo nasce dalla nostra insicurezza - la mente comincia a
congetturare aspetti che non credevamo di generare- gelosia, rabbia, senso di abbandono e
quello che era un sentimento d'amore, di condivisione e gioia ...Diventa sofferenza.

Non siamo forse noi ad averlo alimentato?
Se invece gioissimo nel " qui ed ora" per il bellissimo momento in cui siamo accanto alla
persona amata, in cui avviene lo scambio e ne vivessimo ogni attimo cogliendolo nel suo
significato e nella sua interezza; senza pensare al prima - a quello che ha fatto, per
quanto tempo non si è avuta occasione d'incontro ( per gli impegni del quodidiano)- o al
dopo - a quando ci si potrà vedere ancora, se sarà un momento piacevole - o peggio, al
fatto che potremmo perderla se non siamo come lei vorrebbe; magari ci modelliamo " a sua
immagine" per sfatare questo timore; saremmo capaci di " cogliere l'attimo" e trasmettere
serenità ed intensità in quello che stiamo vivendo?

In questo è presente la consapevolezza dell'impermanenza che accompagna a - gustare- la
vita per il tesoro che è capace di offrire. La felicità è cosrituità da attimi; a noi
l'opportunità di raccoglierli. Se restiamo incatenati alle nostre paure non faremmo altro
che avvelenare ogni rapporto, a tenere lontano da noi stessi quello che siamo realmente.
Se non attraversiamo il tunnel del nostro timore non potremmo vedere la luce che ci
attende alla fine di esso e la nuova capacità di saper amare quello che siamo:
con l'accettare le nostre umane imperfezioni e quelle degli altri, ai quali spesso
gettiamo addosso rabbia perchè ci delude il fatto che non siano perfetti come vorremmo.


02.02.2006 Poetyca

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Strumento d'amore

Quale più grande vittoria se non quella
di comprendere che attraversato il deserto di se stessi
si possa proseguire il viaggio verso la libertà
dalla schiavitù che lega a falsi idoli?
Ma è solo il nostro impegno ; il cuore aperto agli altri
a fare di noi scoperta di vita.
A permetterci di vedere oltre le apparenze
in un cammino di evoluzione interiore.
In noi il ricettacolo per accoglie la spiritualità
e farci strumento d'amore.

04.12.2005 Poetyca

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Sciogliere le ombre

Si dissipano tutte le ombre quando si comprende che non
esiste in nessun essere umano la perfezione; non possiamo esigerla in noi stessi, così come, se leggiamo la realtà attraverso il cuore; non la potremmo pretendere dagli altri; è pur vero però, che possiamo accogliere il nostro cammino imperfetto; svelare i nostri timori, i sentimenti che non accettiamo e che possiamo fare lo sforzo di migliorare, anche e sopratutto tentando di aiutare gli
altri; che non significa fingere di non vederne i limiti ma tentare di porgere la nostra presenza, cercare di cogliere da dove nasca il loro comportamento e comprendere.
Non sarebbe costruttivo avere aspettative da chi, troppo diverso da noi, non potrebbe cogliere la nostra mente e la nostra sensibilità; mai nessuno dev'essere il nostro bastone per camminare, il nostro specchio per riflettere un'immagine che ci piaccia; non sono gli altri lo strumento che ci faccia sentire più o meno buoni;
siamo noi che dobbiamo manifestare, in tutta onestà quel che sentiamo,scoprire perchè lo sentiamo e da dove nascano i nostri sentimenti. Spesso prima di poterci confrontare con gli altri nacessitiamo di confrontarcicon noi stessi, per maturare, " lasciare andare" i nostri attaccamenti e le incertezze, essere talmente gioiosi nel porgere quel che si manifesta ; senza nulla imporre fino al non avvertire alcun peso nel nostro essere come siamo. Questo processo di trasformazione, di abbandono delle paure ( del giudizio altrui,del non fare una cosa giusta, delle conseguenze delle nostre scelte) è la cosa più importante che ci possa accadere; un confronto che ci dia l'opportunità di essere noi stessi, quell'essenza che ci abita, piuttosto che incarnare quanto gli altri vorrebbero vedere in noi.
E' molto difficile sciogliere condizionamenti ed aspettative, trovare intorno persone aperte e capaci di seguire il nostro modo di essere, oppure doversi adattare a strumenti che ci vengono offerti ma che appaiono restrittivi. Ma quando tutto scorre, neppure le domande vengono fuori perchè tutto è esattamente come dev'essere.

16.02.2006 Poetyca

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La via della felicità

Riflettendo sul cammino della mia esperienza;
che poi si accomuna a quella di tutti; potrei cogliere, ad esempio che la Pace e
l'equilibrio si trovano se si cerca realmente, sopratutto se si è conosciuta la " crisi".
Provo ad esprimermi malgrado l'inadeguatezza ed il limite delle parole.

Ci sono tanti aspetti nella vita su cui riflettere in base alla propria esperienza; uno tra essi è la consapevolezza e come ci possa liberare la mente dalle illusioni e un altro aspetto da considerare e da accogliere per il nostro personale percorso è invece il principio dell'impermanenza.

Nella vita di tutti giorni è un continuo cambiare maschera, al lavoro, con gli amici, con la famiglia perchè ci si pone sempre nel modo che gli altri si aspettano da noi e siamo fortemente condizionati da fattori esterni, allora è veramente difficile riuscire ad essere se stessi.

Ad un certo punto non sappiamo piu' chi siamo realmente e si cade in crisi; non si trova equilibrio e tra una mente che ci sollecita e quella forza interiore che ci avverte facendoci sentire a disagio; viene meno la capacità di leggerci dentro, di manifestare quel che realmente siamo. Si pensa alla carriera, a far soldi, ad essere brillanti in ogni frangente, ma riflettendo, cercando il nucleo del nostro malessere ( che non va attribuito agli altri ma a noi stessi), si cerca sino al punto di trovare delle risposte. Sopratutto si coglie come tutto questo riflettere immagini come in una miriade di specchi e personalità non corrisponda in modo genuino a quel che siamo; nessuna di quelle sfaccettature è soggetta a perdurare.

La vita, a volte, sembra voler porre delle sfide quasi impossibili. C'è sempre una soluzione, bisogna solo trovarla:

Benedetta quella crisi; senza la quale non si coglierebbe come ci si attacchi ad aspettative, alla nostra immagine; al risultato e ci si dimentichi di quello spazio interiore solo nostro - dubbi, retto sforzo per comprendere - e volontà.
Benedetto il nostro attimo di timore per scacciare via tutte le nebbie e accogliere quel che possiamo essere:
Non sempre comprendiamo che più si cerca di aprire la gabbia (dove ci gettano i condizionamenti esterni dai quali ci facciamo illudere) e più ci sentiamo ricacciati dentro.
Sicuramente è quando troviamo l'essenziale, l'opportunità di gioire delle piccole conquiste, delle emozioni che ci fanno sentire in pace con noi stessi
che possiamo scorgere un barlume di felicità.
A noi avere la forza di " essere".

20.07.2006 Poetyca
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Quattro formine colorate - caleidoscopio


Riflettendo mi è venuto in mente come sia costruito un caleidoscopio; quell'affascinante illusione che ci permette di vedere quel che in realtà
non esiste. Infatti quelle che sono una manciata di formelle colorate, attraverso un gioco di specchi ( o maschere ) ci mostra figure incantevoli.

Non tutti sono consapevoli di avere una maschera e magari con atteggiamento pirandelliano pensano di essere capaci di sostenere una miriade di ruoli, un caleidoscopio che, ingannando faccia credere vero quel che appare.
Ma non si tratta che di una manciata di formine colorate che noi vogliamo " magicamente" trasformare.

Quando saremo capaci di guardare la realtà? Di cogliere che quelle quattro figure colorate sono quel che siamo realmente? Che, in fondo non sono poi tanto male anche se togliessimo gli specchi che ne moltiplichino gli attributi? Ecco, il vero coraggio non è nel saper ben truccare la maschera, quanto quello nel saperla togliere per mostare a noi stessi e agli altri : fragilità, timori, attaccamenti ed aspettative; da qui si comincia a muovere i primi passi per accorgersi che, in fondo, anche queste ombre hanno una controparte luminosa che non abbiamo mai osato cercare. Che la sensibilità, la tenerezza e quella parte che pensiamo essere fragile è solo la nostra ricchezza che temiamo.

Bellissimo essere se stessi, capire che ci accoglieranno per quello che permettiamo di mostrare e spesso con il cuore.
Sopratutto sarebbe importante cogliere che se avvertiamo l'esigenza di quelle maschere, se desideriamo una perfezione che non esiste è perchè ci giudichiamo duramente e temiamo di essere giudicati - ci difendiamo - ma a che serve difendersi quanto toccata e accolta la realtà di quel che siamo ( le quattro formine colorate) possiamo accogliere gli altri? Scoprire che dopotutto non siamo tanto male!

Poi è bello accorgerci che gli altri hanno delle sfumature che prima non sapevamo guardare, presi dal nostro recitare.
Allora perchè non arricchirsi a vicenda con le nostre diversità?

21.07.2006 Poetyca

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Nascere ancora

Se si seminasse solo per raccogliere saremmo sul cammino delle aspettative;ecco che, come il buddhismo insegna - avere aspettative è una delle cause del dolore - Non siamo forse noi quegli individui in cerca di consapevolezza e libertà dai condizionamenti?
Pensa cosa sarebbe se noi stessi ci condizionassimo nell'agire nella prigione delle aspettative!
Se senti di amare, ama, se senti di fermarti, fermati e raccogli quell'ascolto che conduca alle cause del tuo sentire; meditare è questo viaggio di scoperta è quell'ascolto nel silenzio
sii quello che sei e ti accorgerai allora del "se" e del"perchè" dare agli altri sia libero o condizionato dall' aspettarsi qualcosa in cambio. L'amore è gratuito, non si chiede nulla e pur esposti alle intemperie,alle incomprensioni, del mancato riconoscimento
di quello che sei e che doni, la vera gioia è poter essere ponte che collega la tua interiorità con quella degli altri; non ha un vero valore l'oggetto che si offre ma cosa esso
accompagni è quella parte di te che manifesti con tutto te stesso,il seme d'amore che nulla e nessuno potrebbe mai distruggere.

La vita non sconfigge nessuno, segue delle leggi immutabili e come tutto nasce,poi si trasforma per morire, nella sua immutabilità,essa poggia sull'impermanenza,
sul trovare e perdere qualcosa ma malgrado questo anche il bagliore di un attimo ha in sè il valore infinito del Tutto. Tutti siamo parte di quel Tutto/Amore ma immersi
in un Mondo che sotto il suo velo d'illusione ci fa credere che le nuvole ed il buio durino per sempre....ma l'alba ci attende per nascere ancora.

25.03.2006 Poetyca

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Riflessioni


Forse siamo tutti appartenenti ad una classe di ripetenti;
lezioni da apprendere, esperienze da cogliere e quella
fiducia che ci permetta di comprendere come tutto sia utile
(non per fini egotici) per la nostra crescita interiore, sono
il campo sottile di ricerca.

Ci potremmo chiedere se si attraversi la vita
dotati di un bagaglio di fortuna o sfortuna;
inevitabile il confronto con chi potremmo credere
più dotato di noi; sia dal punto di vista materiale che
con maggior numero di qualità.

Appare ingiusto che a noi debba toccare in sorte
l'arrampicarci sui problemi mentre altri sembra
che non abbiano alcuna difficoltà.
Ma è veramente così?

Se ci chiedessimo quale possa essere
il reale fine della vita forse potremmo ribaltare
il nostro modo di vedere le cose.
Non è certamente l'accumulo di beni o benefici
materiali a dare quella che viene colta come felicità.

Ma cosa rende felici?
Esistono persone felici intorno a noi e noi lo siamo?
Riflettiamo un attimo relativamente a cosa
sia il denominatore comune che possa costruire la felicità.

Non sono case, ville, automobili oppure essere belle
e con vestiti e gioielli a dare la proporzione della felicità.
Come mai nei paesi più poveri; dove esiste degrado,
miseria e fame si possono vedere bambini festanti?
Eppure non hanno quasi nulla; cosa li fa gioire?

A che servono le nostre difficoltà disseminate
lungo il nostro cammino, che spesso rifiutiamo
e non vorremmo cogliere?
Sicuramente a metterci di fronte alle nostre
responsabilità e la lezione di ripete, cambiano
i colori o le circostanze ma è sempre lì
che si para davanti.

Che fine fanno in noi sentimenti come:
rabbia, giudizio, attaccamento, fuga dalle responsabilità
ed illusione?

Se non li cogliamo, li occultiamo e sono sempre
pronti a farci ricordare che non cresceremo se non ci diamo da fare.

Cosa siamo venuti ad imparare?
Ad Amare, a offrire esattamente quello che siamo,
togliendo ogni veste colorata per guardarci nel profondo;
per imparare a crescere, a donarci senza nulla attenderci.
Che senso avrebbe se dessimo il nostro tempo; le attenzioni
ad altri nel goffo tentativo di prendere qualcosa per noi stessi?

Il vuoto, le carenza affettive, i drammi interiori irrisolti;
nessuno ce li potrebbe recuperare; solo noi stessi,
solo il nostro sincero lavoro interiore e la consapevolezza
di quel che siamo; che potremmo essere se solo smettessimo
di avere paura; se solo ci mettessimo in gioco.

Ma abbiamo mai provato con sincerità?
Senza attribuire ad altri " colpe"?
Sopratutto a noi stessi? Siamo sempre in tempo;
le opportunità sono come un autobus che passa ogni attimo;
non dobbiamo essere ciechi ed è salendoci sopra che permettiamo
a noi stessi di fare il miglior lavoro della nostra vita : amarci ed amare incondizionatamente.

Poetyca


La partitura della vita

Ogni strumento sa manifestare una diversa diffusione del suono, è nella sua particolare natura,la musica ha valore e personalità perchè ogni strumento in uso ha la sua pecularietà: un clarino è diverso da una chitarra,da un tamburo o da un pianoforte, eppure, ognuno con la particolare " identità" è opera manifestante di quella sintonia e sinfonia che accordandosi nell'esecuzione della musica orchestrale offre l'opera d'arte. A volte una " voce " sgraziata è capace di toccare note e manifestazione che superano il suo stesso limite grazie a quella particolare energia che - insieme al coro - modula una vibrazione sottile che è " altro" da sè.
E' poi compito del direttore d'orchestra dare il segnale giusto
affinchè si possa esprimere la " voce " per dare senso al Tutto.
Non dimentichiamo o annulliamo la bellezza di quello che è un lavoro di gruppo dove, senza giudizio e con la totale accoglienza si è capaci di fare intonare canti d'anima in coloro che neppure sapevano di avere nel cuore la partitura della vita.

Poetyca



Sito web: www.poetyca.it

 

Ascolto

La pura attenzione
in un silenzio denso di parole
quando un'eco si desta
e riporta in vita un solo suono:
- tempo senza tempo -
e la sua risposta
che diviene vibrazione
e tu sei dove si congiunge
ogni sosta e nessuno ode

23.06.2006 Poetyca

# @ #

Senza tempo

Immagini senza tempo
raccontano la storia
che lentamente si snoda
alla calura:
voci antiche tra mura
e l'offerta d'oro del sole
tra onde e tempesta
d'un mare complice

Voci che chiosano
tra realtà e fantasia
in merlettati istanti
di vecche che giustificano
ricami e corredo
per storie vissute d'un fiato

Vicoli sempre uguali
che smorzano le stagioni
nello spopolare di gente
emigrata altrove

Sassi e voci
nei cortili
non fanno più eco
agli odori nelle cucine

Notti fresche
e luna che occhieggia
tra il nero del mare
a far dono d'incanto
che s'accomoda in cuore

25.06.2006 Poetyca

# @ #


Te stesso

Puoi prendere a prestito la luna,
le stelle e quel che vivi;
puoi raccogliere emozioni
ed esperienza
ma siano le tue parole;
i tuoi pensieri e la tua essenza
a dare voce al tuo percorso.

La via di altri è una traccia,
un'indicazione le loro parole;
nessuno potrebbe dirti
chi tu sia realmente,
chi tu debba cercare
ed in che modo...
Per manifestare quel che sei.

Impegnati
non solo su bei discorsi
ma nella coerenza di essere
quel che dici
e che vorresti
gli altri siano con te.

25.06.2006 Poetyca

# @ #


Per chi non vive

Dipingo immagini
al silenzio che avanza
e le offro a chi
crede ancora
di ritrovar la voce

Stringe il pugno
mentre un nodo
si ferma in gola
senza note
senza musica
danza l'illusione

Srotolo la memoria
che rincorre la storia
di ferite passate
mai depennate:
incise come solco

Ipocriti gesti
per farsi coraggio
e permettere di non toccare
il tempo fuggito
- senza una ragione -
le lacrime scendono furtive

Si chiude il sipario
e non c'è più applauso
per chi non non vive

27.06.2006 Poetyca

# @ #

Briciole di colore

Sciolgo il cuore
tra nuove parole
alla ricerca di senso
per quello che vivo

Attimi intensi
ad offrire colori:
giallo, cremisi e scarlatto
in una danza di sfumature
come su tela
racconto di vita
respirata attimo per attimo

Un senso vero
intinto nell'anima
che racchiuda
il valore profondo
di ogni emozione

Sotto gli occhi scorre
un vasto prato
ricco di profumi
di aromi che inebriano
petali di un tempo
che posso rivivere ancora

Memorie di sorrisi
nati per la gioia
a solleticare la vita
in una danza di sogni
scorrere lento
come ruscello
- voci, primi passi
parole di bimbi -
ed io madre
a sperimentare
la scoperta

Tempi della scuola
tra il relativo
e l'ideale mai morto
ad incidere parole
su indelebili pensieri

Sole del mattino
a donare energie nuove
per il giorno mai uguale
che s'offre
tra ore e minuti
in attesa del tuo respiro

Parole che accarezzano
le anime stanche
di voli senza meta
in itinerari senza cuore
ed occhi attenti
ad impecettibili sfumature

Anche oggi
pennello sulla tela
il senso di questo vuoto
che rapisce chi non vive

Offro colori allo sfondo
come briciole
che nutrono nuove speranze


28.06.2006 Poetyca

# @ #

Tempo

lo cerchi e ti sfugge,
lo afferri e svanisce;
nulla è vano come il tempo:
l'effimero che inganna :
senza ieri e senza domani...
Solo in quest'attimo si vive!

27.06.2006 Poetyca

# @ #


Nel nulla

Stringo il mio nulla
conficco le unghie
mi ci aggrappo
per non scivolare
in nuovo inganno

La superficie del lago
non è increspata
mi ci specchio
è nella sua profondità
la mia immagine:
ecco sono tornata!

..Nulla si smorza
ed urla - lacerante suono -
che alimenta il ritmo
d'un cuore che accelera
ed offre l'infinito colore
nascosto dal volto
...Senza lacrime


01.07.2006 Poetyca


# @ #


Inspiegabili richiami


La musica nelle orecchie
come eco del tempo
in variazioni d'anima
che sospira e ricompone
un antico attimo

Note e pause
armonia che nutre
in continuità d'ottave
crescendo e variazione
per dispiegar le ali
oltre tutti i confini

Occhi spalancati
e sensibilità in accordo
dove nulla è l'immenso
e tutto è nel palpito
- battito immoto -
che richiama

Sospiri impercettibili
come luna che è mistero
oltre lo sguardo
e sulla nostalgia
scivola una lacrima

Inspiegabili richiami
che ricamano antiche trame
di storie incise
di cui non si compone il senso

06.07.2006 Poetyca

# @ #

Un gesto semplice

Freddo d'anima
non si smorza

l'antico brivido
riflette ancora
questa solitudine

Un gesto semplice
racchiude ora
tra le braccia
quel vuoto

In sconfinata pienezza
trasmette calore

L'abbraccio rinnova
energia nascosta

Forza sopita
riaccende
speranza viva

...E manifesta amore

08.07.2006 Poetyca


# @ #

Stella di pace


Attimi che si ricompongono,
petali di un unico fiore
per donare pace oltre il tempo.
Ricerca in noi e armonia
che possiamo donare
oltre ogni silenzio.

08.07.2006 Poetyca

# @ #

Sii uomo

Continua a danzare
ed apri il pugno
per far scorrere ferite antiche
al ritmo arcaico del cuore
dove tutto s'incide
e non fa rumore
tamburellare silente
che s'impenna e segna
percorsi e tappe
oltre la memoria

Continua ad essere
giglio nel campo
che si riveste
di nuova speranza
candido manto
rinnova l'anima
e si consegna alla vittoria

Sii uomo che sogna
e realizza il suo sentire
schiodando radici
ad ogni timore
- Oggi è festa!
Lo segna il tempo
senza lancette -
La vita ritorna
e tutto ridesta

14.07.2006 Poetyca

# @ #

Nel silenzio

Se taciti la mente
è il cuore a tracciare
arabescate immegini
oltre confine
ed ogni silenzio
ha l'aroma di un attimo
che si proietta nell'infinito
come l'offerta di un fiume
al suo mare.

25.07.2006 Poetyca

# @ #

Tu sei Quello ( Tat tvam asi)

E' ispirazione
soffio vitale
luce del divino
vibrazione eterna o karma

E' presenza del prana
respiro della terra
o eterna danza
di tutte le creature

Nella natura che accoglie
è silenzio che parla
e si sintonizza
nel qui ed ora

Perchè in ascolto
tu sia onda d'amore
che si manifesta
ad ogni tuo respirare

20.08.2007 Poetyca

# @ #

Carezza di Luce

In questa silenziosa notte
tra puntini lontani
e palpiti di vita
dove la nebbia si dirada

Un frammento di stella
un sorriso che illumina
una carezza leggera
e trovi la presenza

Un attimo da respirare
per essere manifestazione
in attesa di voce interna
che indica l'infinito

Onda lieve che sfiora
tra mille disegni immoti
in avvolgente palpito
dove tutto è ora

Amore che riluce
tra luna e stelle
tra sole e nuvola
nel piccolo vortice

Su ali di vita
nell'interscambio del respiro
tutto è percorso
per ritrovare il sentiero

17.08.2007 Poetyca

# @ #

La risalita


Scuoto ora la polvere dai passi
e guardo indietro, a quel che è stato:

Luce che come sfera mi cerchi
- parli un linguaggio dimenticato -
d' emanazione e potenza che d'Amore
è traccia oltre questo tempo,
mi hai aperto la via della consapevolezza
ed è con te che è iniziato il mio viaggio:

Mille ostacoli per la risalita
d'una montagna, che con compagni,
dai volti non messi in luce,
ma con la forte presenza di una guida,
dal capo incappucciato è benevolenza
ed emanazione di quella legge incisa,
nel rispetto della scelta - andare o tornare -
E senza indugio mi tuffo,
per ricacciarmi indietro dove mi conduce il cuore.
Ed avanzando resti accanto ad ogni passo.

Sorella e Fratello - Cuore e Ratio
opposti in ricerca d'unità
per proteggere ed amalgamare
il correre nel mondo
come anima indifesa che teme:
si conduce tra sensibilità e riflessione.
Ho cercato e compreso come fortificare
tutte le mie paure dove il cuore vacilla
ed è l'equidistanza a condurre la ragione.

Passero ferito;
io sono questa
nella provenienza, dei giorni
che ho vissuto.
Cuore antico come il mondo,
dove tutto passa dentro la ferita
che non s'è rimarginata ancora
e poi... malgrado tutto
quel vociare, sull'incapacità,
per bloccare la mia crescita.
Apro le ali al cielo:
casa da sempre riconosciuta
e poi...gabbiano tra gabbiani
e senza che sapessi nulla,
Aquila che mi cerca
e mi riporta a casa
- dove tutto riconosco -
ed Aquila anch'io,
tra potenza d'ali e pace
ma una la scelta, una soltanto:
ritornare tra passeri
a sollecitare la capacità di volo.
Scorreva la storia di quel che ero
nel comprendere il vivere l'istante.

Solitaria presenza,sono io,
anima che vaga nel bosco:
tra memoria di voci
che non seguiranno il mio passo
e scelte da loro fatte ed altre mie da fare,
tra chi è stato e chi deve arrivare.
Voce che fuoricampo indica
di non essere in pena perchè
c'è chi resta e chi devo incontrare,
che molti potrei perdere ancora
ma altri arriveranno,
mentre resto in silenzio con questa
nostalgia che indefinibile
comprende che qualcosa presto accade:
bivacco e fuoco spento,
cenere in un cerchio di pietra,
mentre la notte arriva ed è attesa
di chi non arriverà perchè teme.

Inquietudine e ricerca,
parole che corrono
e quel peso attaccato addosso:
brama,proiezione di altri e in me fatica
che rallentano il mio passo,
ed è ora Volontà da cercare;
dentro di me voce potente,
perchè si separi quel che non fa avanzare
da quel che si è compreso ed è valore.
Notte di fatica e lotta per ritrovare Luce
ed essere consapevole della Forza
che solo io posso guidare:

"Che le acque si separino dalla terra
che la tenebra rifugga da me
ora che so scegliere e capire
dove poggerò i passi da questo istante!"

Ed ora dal bosco dell'attesa,
della sera in nostalgia,
avanzo decisa alla radura
piena di brillanti colori,
prato in pieno sole tra fiori
che intensi offrono dono:
Compagni di viaggio ancora,
antiche figure ritrovate
- E' festa per questo chiarore -
stessa Luce che accoglie,
tre occhi e non uno solo,
per vedere oltre quel che appare:
dove la forma cambia
ma è sempre stato Amore.

09.09.2007 Poetyca




 

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