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Diana Moscatelli

 

Fiori d'acero

E ancora quel rammarico
che mi tormenta il cuore!

- Pensieri a te devoti –

soffocati nell’aura
del doveroso aspro
del mondo
per sottrarli al dolore
del non poterti dire.

- Fiori d’acero –

silenziosi e discreti,
sconosciuti
ad occhi che non migrano
oltre il fogliame bello
dell’immediato sguardo.

Forse un giorno saprai
dei miei fiori d’acero

- Forse…un giorno! -

Diana
Da Caleidoscopio “Il sogno”

XXXXXX

Silenzio



Di silenzio era gonfia l'aria
fino a esplodermi intorno
in miriadi di minuti vani
grondanti lacrime
di gioia andata a male
come accade
quando l'attesa resta vuota
e tristemente rotola
lungo il declivio impervio
della notte.


Di silenzio era gonfia l'aria
fino a esplodermi dentro
in miriadi di gocce di cuore
smarrito nell'affanno
tra pensieri che danzano
il tuo avvolgerli lieve
e il dissacrante ghigno
dell'orologio a pendolo
che, metallico, mormora
che non ci sei.

Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo...la Luna"

XXXXXXXXXXX


E ancora giorni fa si parlava di ricordi


E ancora giorni fa si parlava di ricordi.
Di ricordi se n'è scritto e se n'è detto, se n'è cantato e se n'è dipinto ma stiamo sempre là a cercare nuove espressioni, inedite parole,
inusuali testimonianze per poterli definire e capire cosa veramente rappresentino per ciascuno di noi.
Mi sono imbattuta per caso, ma nulla succede a caso, in una bella poesia di Alda Merini che, con una straordinaria creatività poetica ha espresso, in modo incantevole, il suo pensiero sui ricordi:

Il mio passato

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia’ visto
non conta piu’ niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta’ ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.

Alda Merini

Vivere di ricordi e vivere i ricordi.

Concordo con la grande "poeta", come lei amava farsi chimare, che non si deve vivere di ricordi tuttavia so, e questa è una caratteristica componente il mio essere, che non riuscirei a non vivere i ricordi.

I ricordi ci sono, come negarlo.
La nostra mente o coscienza è stata strutturata in modo da avere memoria.
Mi sono chiesta più volte:" come sarebbe la vita senza memoria, senza quel ricordo che all'improvviso e quasi a tradimento ti sale nel cuore, nell'anima, nella pelle e ti fa star male?"
Non lo so, la mia è una domanda apparentemente senza senso perchè almeno per questa realtà o finchè la mente è dotata di quel crisma a cui i medici danno l'etichetta di -sana-, (sì, perchè non sappiamo se in una mente che essi giudicano non sana ci sia memoria e che genere di memoria, comunque a qualcosa, finche viviamo in mezzo ad altri, dobbiamo pur attenerci) non accade di non avere ricordi.

Sta a noi, poi rimuoverli ma è una forzatura, un'imposizione, una presa di posizione con noi stessi e sempre, comunque, per non soffrire.
E' una sofferenza strana, quella che ci recano i ricordi, atipica, diversa dalle altre sofferenze, una languidezza di stomaco, una debolezza di muscoli del pensiero, una -saudade- come scriveva Sil, un amico di comm. nel suo bel brano -I luoghi del ricordo -
inspiegabile razionalmente ma così pressante emotivamente.

Vivere l'attimo o il presente, ammesso che il presente abbia una sua dimensione, è come un poggiar di piede mentre si sta percorrendo il sentiero della vita, e in quel momento si ha solo la sensazione del piede poggiato al suolo, solo quando si solleverà l'altra gamba per il passo successivo si ripenserà a dove il piede precedente era andato a poggiarsi, se era un bel suolo liscio oppure accidentato, con sassi acuminati che hanno poturo procurare anche qualche ferita, se accanto al nostro piede se ne era poggiato un altro per muovere qualche tratto assieme, insomma è nella rielaborazione di pensiero che si vive la vita che man mano gli attimi ci danno.

E' un discorso difficile come del resto un percorso non sempre facile è la vita.

Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo la Luna"

Occhi d'anima

Con occhi d’anima
ci siamo trovati
e frugati nei silenzi
di palpiti inespressi,
col linguaggio muto
del mare e delle stelle,
eterno eloquio
che non mente
spandendo emozioni
per il solo fatto
di essere, nella bellezza, puro.

Con occhi d’anima
ci siamo parlati e compresi
nel quieto ed imparziale
andirivieni dell’eterno moto,
oltre le rughe della sofferenza
che solcano, del tempo,
la scia lasciata a perdere
da un effimero passo
e d’ uno spazio limitato e solo
increspano la fede nell’età,
noi, uniti nell’essenza dell’Amore

Diana
Da Caleidoscopio “In un pozzo…la Luna”






Per dirti ciao

Come petali di rosa
le mie carezze
a sfiorare il tuo volto
e i tuoi pensieri,

sono aliti di vento
ch'avvolgono
parole sussurrate
in altro luogo,

sono voli di rondine
che portano festosi
il mio messaggio nato
in altro tetto,

sono sabbia di mare
che disegna sul tuo corpo
arabeschi inventati
dal mio cuore

Un momento di dolcezza
a dimenticare il mondo
e lanciarti la gioia
d’un saluto

Ciao

Diana
Da Caleidoscopio “In un pozzo…la luna”







Shattered dreams

Qualche estate fa
la storia di noi due,
scheggia vagante
di stella
a colpire il mio cuore
e tramutarsi in sogno.

- Sono fatti di stelle i sogni
e di palpiti di cuore -

Udii dalle tue labbra
suoni di dolce incanto
e percorsi d'argento
le tue mani
tracciarono per me
sui sentieri lunari.

-I sogni sono i voli della vita
la realtà... il diniego-

Infranto ma non morto,
non di stella è la morte,
s'aggira dentro i fogli
d'un diario
sfuggiti all'ironia dell'impossibile,
per rimestare echi d'altro tempo.

Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"


XXXXXXXXXX



Accenni di pensiero

Ore
di delicati accenni di pensiero,
timidamente stretti
al tuo sorriso,
fanno ghirlanda alle mie notti
assiepate
sull’orlo
del solitario incedere del tempo

Scrivo
per passeggiare nel mio garden segreto,
ti mostrerò le rose
e le genziane
ti narrerò
delle farfalle
che danzano in amore
e dei grilli
che cantano alla luna
ti svelerò
gli anfratti più nascosti
dove giacciono
difese dai petali caduti
le favole
che amo raccontarmi
quando ti vedo
nella trama del cuore.


Saprai di me
quello ch’altri non sanno
e forse allora
mi ri-conoscerai.


Scrivo
per inventarmi il mondo.

Diana

Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"



XXXXXXXX



Dream

Lascia che tutto resti in sospensione
nel dormiveglia del cielo e della luna!

Del se e del poi
non ne facciamo orpelli
ci sarà il tempo e il giorno
a farne grano e pane
e passi sull'asfalto,
rintocco d'un'immagine in rilievo

In queste ore di notturna quiete
romite al mondo
e al razionale specchio
lascia che le mie mani e il cuore,
accarezzando il sogno,
s'imprimano di te

Momenti di sconfinato folle impulso
necessari al mio tortuoso fiume!

Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"

XXXXXXXX


Confusion


Ed ho paura del disgelo del cuore,
farebbe liberi
gli sterpi sui pensieri
a dirmi di te cose randage
che, contratte dalla morsa del gelo
tacciono...
inique parassite
d'una verità che dissolvo
con petali d'amore,
per non restare orfana d'illusione!

Non sempre il ghiaccio è freddo

Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"


XXXXXXXX


Il silenzio del cuore

Ho bisogno del silenzio del cuore
e della maschera di cera
imperturbabile agli urti
per alienare il ricordo di te
che mi trattiene il respiro
e poter calcare indenne
l'orma del tempo
fino al giro di boa
verso la luna.


Ho bisogno del silenzio del cuore
e dei giorni di pietra
insensibili ai sensi
per placare il pensiero
che t' avvolge ogni istante
e zittito il dolore,
ormai vuoto
dell'urgenza del vivere,
renderti etermo!

Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"


XXXXXXXXX


Galaxy



Sfibrati i sogni
dall'esser troppo sogni
per questa realtà bene assestata,

spuri
come quei riccioli ribelli
che danno un moto lieto
ad una troppo ferma pettinata,

volano
oltre il suolo terracqueo e la luna
fino alla soglia delle stelle antiche
dove protetti dal velo del mistero,

s'aprono
in quel silenzio che non fa paura
fatto d'eterno e privo dell'arcano
ove seppelliremo il bene e il male

e liberi
dalle invenzioni del sapere umano
solo punti di luce variegata
alfine ci potremo ritrovare.

Per dirti t'amo
il messo degli dei potrei chiamare
o un briciolo di punta di cometa
o più semplicemente il mio pensiero
che non avrà più terrene colpe da saldare.

E' una notte di stelle,
stanotte, il pensiero vacilla
sfibrati dall'esser tropppo sogni
m'urtano, dispiaciuti, la malinconia
sarà come m'immagino....? lo spero....

Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"


XXXXXXXXXXXXXXX


Il giardino delle rose

In giardino stanno sbocciando le rose,
come allora,
come in quel maggio dorato di sole
nel quale c'incontrammo
e il profumo rosa dell'amore
c'inebriò sensi e anima

eppoi il fremito screziato di miele,
è così che
la tua essenza mi penetrò la vita,
s'impossessò dei miei giorni
e delle notti di cobalto,
ordito di ardori e di tumulti.

Diletti attimi di sublimità divina,
strappati
tropp'in fretta dal vento del tempo
come da rose i petali appassiti
resi memoria sconfinata
per dare eredità all'esistenza

In giardino sono sbocciate le rose
rinnovellando
la vivida stagione del risveglio
deliziosi s'accendono i ricordi
invasi d'ardente desiderio
di riaverti ancora qui con me

Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"

XXXXXXXXXXXX

L'orma del silenzio

L'orma del silenzio
che grava e s'affossa,
indelebile marchio,
nell'aria ch'avvolge
l'irrequieta notte,
mi mortifica l'anima
ingenua creatura
adagiata sulla sponda
dell'oceano d'amore
in attesa di te

- essa spia
oltre i vetri
dell'impudente umano
e ti cerca, tenera,
tra le stelle e la luna nascosta
dove ogni sogno abita da sempre
e non concede resa all’impossibile -

Le donerò un'alba di speranza,
stringendo in pugno
il tempo ormai perduto,
perchè non se n'avveda
e mantenga casto
il sorriso dell'amore
come in quell'attimo primo
in cui ti vide
radioso come il sole
a illuminarle il mondo

- essa non sa
di grinze a pelle
e di serti andati a male,
l'incorruttibile elisir
della sua veste di stoffa di cielo
spande fruscio intriso di fiducia
che m'invoglia a non abbandonarla -


M'aggrappo alle sue ali
e
seduta sull'orlo della luna
t'aspetto.


Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"

XXXXXXXXXX



Delirio

Ho dovuto svilire
il cantare del vento
armonioso diapason
della tua voce

ho dovuto strappare
i petali del gelsomino
inebriante fragranza
della tua pelle

ho dovuto ripiegare
l'orlo del cuscino
emanazione onirica
del tuo respiro

e soffocare in un soppalco
ricordi e desideri
generati da un flash di vita
che di te mi parla ancora

e dirmi che la spina di pietra
che mi ferisce il cuore
con le mie lacrime
si muterà in un fiore

...

per non morire

Diana

Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"








Voglio



Voglio sentirti vicino
come la scarpa il suo calzino
come la siga il suo cerino
come la penna il suo pennino

Voglio tenerti vicino
come la mamma il suo bambino
come la chioccia il suo pulcino
come il cavallo il suo fantino

Voglio pensarti vicino
come la punta il temperino
come la sedia il sederino
come la mano del destino

Diana
Da Caleidoscopio "Uno scherzo quasi poetico"


XXXXXXXXX


Illusione


Come ombre d'angeli
scendono silenziosi e improvvisi
quei momenti
di tristezza al cuore
quando il vuoto si fa precipizio
e il silenzio clamore
di rimembranze care
assiepate, quali orli, al margine
d'un brivido felice


Ti sentii aedo di sogni
aniam imperritura soffocata
in confini irregolari!
m'allettasti e ti seguii
ma avevi ali d'angelo ed io?
io, solo miseri piedi
inadatti a volare
tu fosti rapita da un sogno
ed io da un'illusione

Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"


XXXXXXXXXXXXXXXXX



Piuma d'ala

Lascia
che ti chiami amore

lo farò lieve,
senza disturbare

come soffio di luna
appena annunciata
nel lucore del mare

come rivolo nuovo
sulla cima del monte
senza solco a ferire

come dolce carezza
timorosa ad agire
nel suo innato pudore

come sussurro di cuore
piuma d'ala dispersa
dentro un sogno a planare

Lasciami
chiamarti amore

lo farò piano,
senza farti male

Diana

Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"


XXXXXX



Tra le stelle e il mare


Di te
seppero solo le stelle
e il mare,
depositari
dei miei soliloqui
per dare vita a notti
troppo inerti
nel loro inesorabile
calvario di morte

Di te
parlai, chiudendo i varchi
del reale
poco inclinato
per lanciare il volo
e m'involai verso le stelle
e il mare
col mio segreto disteso
sopra un aquilone

Di te
mostrai l'incantamento
al cuore
intorpidito
dal freddo invernale
e nell'innocenza infinita
dell'amore
fosti fuoco
fra le stelle e il nare

Diana

Da Caleidoscopio "Il sogno"


XXXXXXXXX





Un po' di più


Ed è soprattutto quando scende la sera
soprattutto
quando l'aria si riempie
di dolce malinconia
e il riverbero del lampione stradale
si diverte
a disegnare sull'asfalto
l'iniziale del tuo nome...
che mi manchi un po' di più

E stride come ruota di scardinato carro
questo amore
imperlato di gocce di pianto
e ribelle al senno
dei cerchi silenziosi delle stelle
eterne dee
che girano nel verso stabilito
ov'io sovverto, invece
ogni diritta forma di ragione

Ed è soprattutto quando urla il mio cuore
soprattutto
quando fiori di solitudine
m'adornano il pensiero
e ricoprono la pelle con fremiti
d' emozione
allacciata al tuo volto
al tuo sorriso e a te...
che mi manchi un po' di più


Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"


XXXXXXXXXX


Come foglie

Echi di passi lontani
e volti indistinti,
come foglie sospinte dal vento
d'un autunno inoltrato,
s'affollano a sfiorarmi,
or lievi
ora più gravi,
sudari di rimpianto
in cose rimandate
e mai vissute
compresse in rughe
che come ne le foglie
prossime al misterioso
dopo
d'un tempo
che non avrà lancette,
s'appressano all'estremo lembo
del salto ignoto.
In altra sfera eterea
tutto avrà compiutezza
allora forse saprò
del perchè dell'autunno
e del mio lasciarti andare.

Diana
Da Caleidoscopio "Fuori dal coro"


XXXXXXXXX



Momento senza luce

Sosterò
col mio passo stanco
su questo picco acerbo
d'un momento senza luce
nè suono
nè vegetazione a ingentilire
il brusco impatto
col cadenzato ritmo
dell'angoscia
che pulsa nel cuore

Deporrò
tra le rughe dell'anima
il mio sogno altezzoso
d'un imprudente ardimento
d'amore
illuso batuffolo! a mischiare
riflessi di specchi
in pozzanghere di lacrime
per confondere
il calmiere del reale

Attenderò
di sentirmi sfiorare
da un respiro fluente,
vibrato dall'arcana forza
della vita,
capace di risollevarmi il passo
oltre i graffi
di giorni senza orizzonte
che pesano ingrati,
e ritrovare il baluginio dell'alba

Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"


XXXXXXXXXXXXXXX


Intimo dialogo


Mi guarda attonita
la Poesia,
lo so che non vorrebbe
esser ferita
dal groviglio madido di dolore
che mi legge dentro,
con versi bagnati da lacrime
che ti chiamano amore.

Sciocco cuore
strizzato fino all'ultima goccia d'illusione
che maculi ancora la tristezza
con flebili screzi di ricordi,
salvi in cornice,
per non cedere
all'umbratile velo del fittizio
e sgretolare in frantumi di morte.

Dall'alto del mio dubbio esistenziale
m'affaccio
e vedo l'aquila puntare al cielo
e guardo il fiume correre al mare,
chè non m'affanni la paura
di cercare un punto oltre l'orizzonte
e ascriverci il tuo nome
per farne nel mio cuore Poesia!

Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"


XXXXXXXXXXXXXXXX



La casa di fronte al mare


Non avrei voluto reagire in quel modo.
Non vorrei il carattere che ho.
Non vorrò più soffrire così.


Avresti dovuto dirmelo.
Dovresti capirmi.
Dovrai dimenticarmi.


Non so neppure io come mi sento, mi sembra di essere in alto mare sballottata dalle onde di qua e di là, senza una meta, senza un appiglio. Ho la testa vuota e l’anima squarciata. Non riesco a pensare e, se appena appena ci provo, è il tuo pensiero che prepotente balza alla mente. E sto male.
E’ difficile da un momento all’altro dovermi allontanare da te.
Mi sembra di avere la febbre alta ma, forse, è anche a causa del gran caldo di oggi.
Non riesco a organizzare tutto il lavoro che c’è da fare per casa. Mi guardo intorno e vedo un gran disordine, Ma non ho voglia di fare niente.
Ieri, dopo aver visto quelle parole, sono partita per la casa al mare con il pretesto di rimetterla in ordine prima dell’arrivo di tutti gli altri, in realtà, perché volevo stare sola. Non avrei sopportato le voci, i richiami, gli obblighi, le frasi inutili di circostanza, i sorrisi falsi di ipocrisia che troppo spesso condiscono il mio quotidiano.
Avevo bisogno di stare sola e l’unico modo era quello di venire in questa casa di fronte al mare dove la solitudine e il silenzio mi avrebbero aiutato a capire, ad accettare o, forse, a morire.
Ho portato con me i tuoi libri, il primo e l’ultimo: la mia vita e la mia storia.
- Posso raccontare la tua storia? Mi dicesti. Stavi per cominciare il tuo ultimo, splendido libro. – Vedrai ti piacerà.-
Oh sì, mi è piaciuto, mi è piaciuto moltissimo, la protagonista è salvata dall’amore ma è un amore fuori dal tempo, fuori dallo spazio, contro tutto e contro tutti, contro ogni costrizione, contro ogni diversità.
Ricordo quando te lo dissi – Un libro – ti dissi – dove l’amore possa gridare nonostante tutto, e sui libri può accadere.-
E, come la protagonista del tuo libro, ricordi? anch’io cercai di capire, di capirti, dalle tue parole, dall’espressione del tuo volto, dal tuo respiro quando mi parlavi al telefono, dalla tua pelle quando ho potuto starti vicina, e se mi fosse concesso poter fermare il tempo avrei fermato quegli attimi per l’eternità:

E se fossi certa che,
finita questa vita,
la mia e la tua, continueranno a vivere,
lascerei questa mia
come una buccia
e sceglierei con te l’eternità


( Emily Dickinson)





Ora di te, della tua anima, dei tuoi pensieri so tutto, anzi è come sapere di me stessa, tanto siamo simili.
Hai mai sentito parlare del mito dell’anima divisa che Platone, in uno dei suoi dialoghi più belli, il Simposio, fa narrare da Aristofane?.
“All’inizio la nostra vera natura non era quella che ciascuno di noi si ritrova ora. Gli uomini originari avevano forma sferica, quattro arti superiori e quattro inferiori due teste, due sessi e si muovevano come gli acrobati, rotolando.
E’ un’immagine di forza che rasenta quasi la tracotanza e per questa loro forza, gli uomini/acrobati, vollero dare l’assalto al cielo.
Allora Zeus intervenne e tagliò questi umani in due parti, come si fa con le sogliole. E’ da qui che ha origine la ricerca della nostra metà. Dopo la ferita originaria ciascuno di noi si considera compiuto ma, in realtà, è una parte, si considera sano ma è ammalato non si rende conto di essere solo un simbolo, la nostra vita è solamente simbolica.
Forse gli umani originari di cui parla Platone, erano privi di simboli e la punizione per la loro prepotenza, per la loro poca umiltà, è stata, oltre all’essere suddivisi a metà, quella di diventare realtà simboliche con cui dover fare i conti in ogni attimo della propria esistenza terrena e concreta.
Può accadere, allora che, chi è preposto alla costruzione di questi simboli, qualche volta si distragga, si dimentichi qualcosa, tralasci qualche ingrediente, condannando questi esseri alla disperazione di una vita.
Mi piace il mito raccontato dal grande filosofo greco, perché inaspettatamente, immediatamente è stato quello che ho sentito quando ti ho conosciuto, fu come essere arrivata ad un traguardo, come aver concluso una ricerca, aver raggiunto una compiutezza, fu come dimenticare a mia volta quella dimenticanza che il costruttore della mia realtà simbolica ebbe quando la costruì.
Non sapevo della vita, allora tanto che me ne sarei voluta andare e scoprii in un attimo che è meravigliosa.
- Se vogliamo, possiamo cambiare il nostro destino – mi dicevi spesso
- - Sì, sui libri può accadere – ti rispondevo.
- Tu manipoli a tuo piacimento i tuoi personaggi ma sei sicuro che siano contenti della vita che dai loro, delle storie che fai loro vivere, degli amori che togli, come fai spesso? –
- Sei tu che predisponi il loro destino, come un Dio ha predisposto il destino delle sue creature e noi ci troviamo soltanto a viverlo e, spesso, a soffrirlo.


Misuro ogni dolore
Che incontro,
Con occhi penetranti,
stretti,
mi chiedo se pesa come il mio
o ha misure più facili.

Mi chiedo se l’hanno portato
A lungo
O è appena cominciato
Non saprei dire la data del mio
Sembra tanto vecchio.

(Emily Dickinson)



Ma perché è successo che quella sera ti sei trovato sulla mia strada ad interrompere quel mio percorso di morte? Solo una parola, a volte basta se è la stessa parola, solo una frase se è la stessa frase, è sufficiente per colmare i vuoti per riconoscersi fra tanti, attimi di luce che nascono dal nulla e crescono come fiori di primavera e ci prendono per mano.
E, per mano, mi conducesti sull’isola dell’amore, della meraviglia, sull’isola del miracolo.

Mi sono alzata presto questa mattina , sono andata a comprare qualcosa da mangiare e i giornali e poi mi sono messa a scriverti. Soltanto dopo che avrai letto, potrai pensare di me le cose peggiori ma, soltanto dopo.

Eri tu che mi chiedevi spesso di leggere quanto stavi scrivendo, per avere un parere o un suggerimento, per questo non mi sono meravigliata, entrando nel tuo studio, di trovare il computer aperto e prevedendo un qualcosa di nuovo appena composto mi sono avvicinata ma quello che ho letto non erano tue parole ma poche parole in un’email di qualcuna firmatasi semplicemente Letty che ti ringraziava per –l’altra notte – magnifica notte trascorsa assieme.
L’altra notte, già, quella in cui sei andato a Milano ad incontrare il tuo editore.


Fuggire, fuggire e capire.
Perché?…tutto …ma non le bugie e i raggiri.
Questa sono io e tu lo sapevi.



Diana

Da Caleidoscopio "In un pozzo ...la luna"


XXXXXXXXXXXXX


Il giullare di vita



Come un Pierrot
dal triste sorriso
e l'anima cosparsa di mestizia
percorro
le mie strade interiori
cercando di me l'altro sembiante
che mi mostri sereno
l'ultimo tratto di cielo in terra.


Ti lascio le mie lacrime,
amore,
disciolte
in un canto rugiadoso
che mi renda,
almeno nel ricordo,
un riverbero dolce
e ben accetto al mondo.

Diana

Da Caleidoscopio "Fuori dal coro"


XXXXXXXXXXXX



Blu



Il vento,
di notte,
accarezza le rose
e le tinge di blu.

Era il tempo delle rose blu
e delle nostre notti
folli
come sanno essere le notti
di due anime
innamorate dell'amore.


Ricordi?


E sentivamo la pioggia
picchiettare sopra i tetti
e l'aria sapeva del nostro respiro
e fremiti d'incredulo prodigio
ci scuotevano il cuore.

Due pazzi
avvolti da un raggio di sole
in una notte di pioggia.


Vorrei tornare a ridere con te
in quei momenti delle rose blu!


Diana

Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"



XXXXXXXXXXXXXXX





Pensando a te




Brulicano
di fantasmi risorti
da pietre
a interrare ricordi,

- le mie notti senza te -,

se fossi attenta
li vedrei rizzarsi
sul loro tronfio senso
del vanaglorioso inutile

- ma ti sto pensando -

e sono molle
nel sangue e ne la pelle
e disarmata contro gli strali
d'un cuore ribelle.



Ho tolto la maschera
dell'ipocrisia
che m'accompagna a giorno
strato a celare lacrime e tremori

- e sono sola, vedi? -

Nesuno può sapere,
neppure il cielo,
c'è il soffitto
a far da intermediario,

- a trattenere il sogno -

intralcio folle
fra l'anima e le stelle
che vorrebbe in catene
l'emozioni mie, più belle.

Diana

Da Caleidoscopio "Il sogno"


XXXXXXXXXXXX



Essenza

Chi sceglie
per noi l'attimo
dell'incontro d'essenze?
Qual mistero si cela
oltre
quel nostro andirivieni
per le strade del mondo,
invisibile scorta
ai passi d'ogni giorno
verso
il punto d'emozioni rare?

Non mi rispose il cielo
quando l'incanto ardito
d'un vibrare d'eterno
mi ruzzolò nel cuore,
sorrise
coi tuoi occhi buoni
e parlò con la dolcezza
delle tue parole
pura essenza d'infinità finita
gocce
di gioia a inebriarmi la vita.


Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo ...la luna"



XXXXXXXXXXXXX



Le parole azzurre

Restano appese al cielo,
si rincorrono
tra gli angeli e le stelle
fulgono al sole
e s'inargentano
compagne de la luna.

Restano appese al cuore
si snodano
tra l'anima e la pelle
sanno d'amore
e s'inerpicano
al sogno d'una chimera arcana.

Ho vestito le mie labbra
d'azzurro
per spargere al vento le più belle
le più dolci, le più vere,
se guardi in alto
ne sfiorerai qualcuna.

Le parole che non posso dirti.
Le parole che non vuoi ascoltare

Diana

Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"



XXXXXXXXXXXXXX



Lassù

Non c'è il tempo
nè lo specchio degli occhi
su le stelle,
oltrepassata la soglia
e vestiti i panni del -non so-,
vi troverò soltanto
il respiro dell'eterno
e i miei pensieri
volati lassù
con ali di cristallo,

sublimate le lascrime
e sciolti i lacci
d'una parvenza ostile
che m'avvolse l'anima
esule nel silenzio
e,
finalmente,
potrò
dirti...


Che dirti, amore,
se non
che solo su le stelle
può vivere il mio sogno?


Da Caleidoscopio "Il sogno"


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La clessidra

Granelli di tempo
carichi di mondo
precipitano
nell'ampolla del nulla,
portando seco
attimi dolci e amari
dell'universale danza
dei fiori d'essenza
profumati di vita
che ornano
di gioiose e dolenti
movenze
i passi piroettanti
al ritmo del cuore.

Li osservo estranea
che senza te
sono attimi nemici
e colma l'ampolla della notte
oplà
un altro giro di giostra
e l'ampolla nuova
d'un'alba di speranza
e la danza dell'attesa
per non morire.

Diana

Da Caleidoscopio "Il sogno"



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Sentieri dell'anima



Lo smarrimento del vivere
m'insegue
nei tuoi silenzi,
sentieri di sterpi e foglie morte
che nutrono i passi affaticati
del mio incedere stanco
lungo il filo del tempo.

Dove sei?

Qui è quasi inverno.

Te lo ricordi
come temevo il freddo?

Il gelo nel cuore fa tremare.
Pietrifica le lacrime negli occhi,
acute spine a offendere,
nell'anima la voglia d'un sorriso.

M'insegnasti
che non ha stagioni il sole per scaldare.
E ti facesti sole
in tante notti di stelle.

Lo sapevamo
che il vetro del brindisi augurale
non avrebbe vibrato per il nostro amore.
Lo sapevamo.
Io con le mie paure.
E tu...
sentiero luminoso... non potevi capire.

Com'era bello!
Il cuore che cantava
e gli alberi fioriti tutt'intorno.
Com'era bello!
Umanità e natura
unite
in un'ardente illusione
di miracolo.

Diana

Da Caleidoscopio "Il sogno"


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Note d'anima

E rimango a pensarti
tra il baluginare incerto d'un lampione
e le stelle,
a viverti intenso
nell'anima senza veste
lasciata arrotolata
ai piedi della paura
che appartiene al mondo
delle forme del divenire umano
impietoso costruttore
dei miti dell'apparenza.

E rimango a pensarti
fino a renderti un ricordo dolce
che non faccia male
che m'accompagni verso la foce
senza le catene della rabbia e del rimpianto
e accarezzi,
con dita rese magiche
dal vero dell'eterno,
queste lacrime assurde e innamorate
che ancora fanno parte
dell'aria, del sole, del mare e di te.

Diana

Da Caleidoscopio "Il sogno"


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In punta di dita

In punta di dita
il mio bacio per te.
Intenso
com'un frullare d'ali
in volo improvvisato,
tenero
come il primo vagito
d’un bimbo appena nato,
languido e palpitante
innocente e sfrontato,
un frammento di cuore
che ti parli di me.

Un soffio ed un sussurro
e via nel vento
su petali di rosa
a sfidare il passato
a far de la distanza
un tappeto incantato
su cui adagiare attimi
di vaga felicità.


Lo riconoscerai
nell'anima lo avrai,
sfizioso
come fremito azzurro
t'incresperà la pelle,
odoroso
come goccia di luna
t'inebrierà i pensieri,
imprevista emozione
sulla strada di ieri
ti condurrà al mio nome
chè ti parli di me.


Diana

Da Caleidoscopio "Uno scherzo quasi poetico"













Novembre



Annotta presto a novembre
specie quando il cielo è nuvoloso
specie quando il tramonto
ferito
s'increspa all'orizzonte
e il giorno
lentamente muore senza sole

Teme quel buio il cuore,
arso di solitudine e mestizia,
e quale gioco antico
brancola
a ravvisare forme note
fiammelle
di fiiducia fino all'alba

Annotta presto a novembre
specie quando s'affievolisce il polso
specie quando l'attesa
ferita
da scure ore di trepidazione
muore
tra le braccia d'un sogno che alba non avrà

Diana


Da Caleidoscopio "Il sogno"


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Tratti di pensiero

M'accosto timida,
ancora
a quei pensieri
che dal cuore scrostarono
la melma indurita dal dolore antico
d'ombra
appiattita sui muri
della solitudine
e del calvario impervio
d’una sassosa vita
di maschera imbellettata
per la pubblica piazza
che non dà posto al sorriso
per chi porta segni
di diverso tenore


Fui brivido d'amore
per un'oncia d'illusione
posata sul tuo respiro
in notti di luna
e di cristalli di stelle
ad ornare il cielo
della mia emozione
quando, senz’appigli
a terrena ragione,
mi svelasti il mistero
della gioia dell’anima,
Era appena uno squarcio di sereno
ma così limpido,
così puro,
che cuore umano raramente vede.


Diana



Da Caleidoscopio “Il sogno”



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Ti cerco


Ti cerco ancora
Nell’angolo remoto
Del mio sogno segreto
Tra i roseti
E il gorgoglio del rivolo autunnale
Dove spesso velavo la tristezza
Per vedere il mio volto
Riflesso dai tuoi occhi
Sereno
com’il cielo dopo un temporale.


Ti cerco ancora
Nell’intimo risveglio
Della voce del cuore
Fra un volo d’angeli
E il nebbioso elisir del mondo astrale
Dove oltre la soglia del possibile
M’incanta avviluppare le tue mani
guizzi di vita danzano su la pelle mia
Di luna
Splende l’amore senza fare male.

Diana


Da Caleidoscopio "Il sogno"


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Oltre la scena



A scena aperta
ciascuno ha la sua parte
da recitare

modulata la voce
sincronizzati i gesti

l'agire umano
come abbisogna il testo
prende sembiante

nell'anima nasconde
il vero d'oltre scena

Diana

Da Caleidoscopio "Fuori dal coro"



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Onda trasversale


Ancora guardo
quell'onda trasversale
che, subdola, ha percorso i miei pensieri
mentre seduta tra nuvole di fiori
m'inebriavo, estasiata,
della favola bella dei colori
ch'avvolgono l'amore
quand'è vivo
quando il mondo si mostra diverso
quando ti prende e randomizza il cuore
e appare splendido tutto l'universo



Grondava lacrime
quell'onda di traverso
e sciolse l'armonia dei miei colori
solo l'opaco restò protagonista
dell'ingenua illusione
che spesso s'impiglia tra i respiri
e ne tace il rancore
come un gioco
cela della moneta il giusto verso
nell'anima t'intreccia filigrane
per non svelarti che in fondo è un gioco perso


Diana

Da Caleidoscopio "Il sogno"


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E la musica va




E la musica va.

Lievi, come petali di fiori,
note di sottofondo sparse intorno,
accarezzano i miei vaghi pensieri
in giochi, persi, di braccia e di pelle,
catene d’oro a inanellare sensi
esplosi in fiamme e brividi sinceri,
in respiri ansimanti e occhi lucenti
screziati di bagliori dal profondo
in sublimati amplessi, prigionieri.

E la musica va

Sei nell’aria e nell’anima
di questa stanza che ti vede assente
della mia vita che ti ha straniero
di questo sogno che sorride tenero
come si fa coi folli o coi bambini
senza troppa importanza
senza attinenza con la realtà
che più concreto vivere richiede
figlia del tempo e di fisicità
riflessa nei tuoi occhi erranti altrove.

E la musica va,

nell’inebriante gioco di sognarti
scevro da lacci e unto di perdono,
amica di questa notte di pensieri
di attimi di luna sul cuscino
d’un lume spento a dissolver ragione
di sentimenti puri e veritieri.
Con impalpabil cosa è fatto il sogno
come l’istante che ci vede uniti
sarà poi l’alba a dirmi che non c’eri.

Diana 23 aprile 2008

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Sei nel mio cuore


Mi sghignazzano attorno
beffardi,
in mosse oscene,
i minuti
del mio vano aspettarti
ceralaccato
dall’ostinazione

- o forse anore? -

ch’impregna l’esser mio
di voglie arcane
dimentiche del quadro trasparente
che mi donasti
qualche tempo fa,
omaggio alla ragione,
con su ritratti gli occhi de la verità

- e le stelle mi parlano di te -

Lo sguardo affondo
nel buio d’una notte,
trepida di convulse sensazioni,
verso un cielo che pare che m’avvolga
in un abbraccio ordito di miracolo,
e il sogno ti ritrova cullato da canzoni.
S’acquietano i minuti, paghi, nel tuo nome.

- è solamente amore -


Diana 19 aprile 1008

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Per una notte


Tra l’ onde di silenzio
Che mi danzano intorno
M’ appari nel ricordo
Che vorrei sminuzzare



< orfano di franchigia
farebbe meno male >



In eterno dualismo dolce amaro
Di qualcosa di bellissimo che è stato
Che vorrei che fosse ancora
Che so che non sarà più



< trafigge questa sfumatura
che vuole, ad ogni costo, vincere >



Ed è immenso e intenso
E profondo e grande
Quanto di te il ricordo m’ ha ridato
Da sciogliere il freddo che impietriva le mie mani



< è inverno nel cuore
e la notte fa freddo >



Che ti accarezzano nel buio
Questa notte è fasciata d’insonnia
Di lenzuola intatte e di tue fotografie
Che mi guardano da uno schermo innocente



< ci univa la notte
in un canto tutto mio >



E aspetto l’alba
Di un giorno che ti vedrà di spalle
Calpestare queste mie parole d’anima
Inutili e stufe di vivere.



< sovvertire la pietra della realtà
spezza le unghie e i sogni >


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Un sogno

Era troppo di cristallo
il mio sogno
tenace e fragile
in quell’aura spavalda di miracolo
che il cuore avvinto a te,
< Supremo bene,
Dolce armonia del vivere >
perdendosi in occhi d’infinito,
aveva cosparso di divinità.

Bello come il cristallo
quando raccoglie il sole
mi vestiva di luce
ombreggiando di me
quella ragione che mi rideva dietro
< Oh le avessi ascolte
Le sue risa assennate! >
mentre dimentica del giusto e del reale
volavo nei giardini dell’Amore

Non ci accorgemmo del malaccorto colpo.
Lo desti tu?
L’ho provocato anch’io?
Il cristallo si sgretola in frantumi
quando cade.


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L'amore nonostamte


Discendo malinconica
le ore de la notte.
Sussurri di ricordi
nel silenzio ovattato
di questa stanza vuota,
palpitante d’attesa,
s’intrecciano alle lacrime,
grevi come macigni,
a trafigger la colpa
d’amarti nonostante.

Porgo il mio cuore stanco
a carezze di fantasmi
che portano il tuo nome
e il tuo tocco gentile.
Nell’arsito mio affanno
di non dimenticarti
aspergo l’ afflizione
con gocce d’infinito
dove le pure essenze
potranno ritrovarsi.


Diana 14 febbraio 2008


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Sul filo degli acrobati


Ti cercherò nel ricordo,
sortilegio del cuore,
sulle tracce di giorni inamidati,
così più belli,
a ornare quel nostro strano incontro
sul filo degli acrobati,
nel circo surreale della fantasia.


Indugerò a cercare quelle notti
quando membra avvinghiate,
ritmando passi di danza,
si scambiavano nettare di vita
e parole d'anima, liceità d'amore,
sotto il tendone trapunto di stelle
a coprire arcani giochi dei sensi.


Ti ritroverò, intatta magia,
di quel mio camminare in equilibrio
s’ un filo d’erba fino alla tua mano
che sfuggì la presa
e il respiro trattenuto del pubblico
e il salto mortale senza rete
e il buio… e il silenzio.


Di te nel sogno, pria che precipitasse
serberò la tenerezza,
soave lenimento
ad un dolore antico
che non sa veder pace,
dimenticando i passi
che uno dopo l’altro ti portavano via.

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Nebbia

C'è solo un po' di nebbia che ti copre,
e rende confusi i tuoi contorni,
il nome ho percepito, solamente,
sentito sussurrare a fior di labbra
o cantare da cori, a piena voce,
ripetuto in mille e più ostinati
da pure sensazioni scaturiti.
So che ti chiami Amore ma null'altro
ho potuto conoscere di te!
Di che colore sono gli occhi tuoi?
E le tue mani sanno accarezzare?
E il tuo sorriso sciogliere i legacci
di tutti i dubbi e delle mie paure
che sporcano dell'anima il candore
e uccidono la voglia di sognare?
Il tuo respiro suscita la vita
così come la genesi del tempo?
E tu, che della genesi sei figlio
e possiedi il suggello dell'eterno
prendi un raggio di sole e sfa la nebbia
ch'io ti possa, alfine, ravvisare
e poi, oltre la vita, senza corpo,
ma solo fiocco d'aria trasparente,
ritrovare la vita accanto a te.


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Come scialle andaluso


Il tepore dei pensieri
m'avvolge
come scialle andaluso
le donne di Siviglia
nelle gelide notti di flamenco.
S'acquieta, allor, nell'anima
il freddo turbinio dei sogni morti,
sconfigge le paure
il desiderio di sognare ancora
e, ignaro, nel tuo andare quotidiano
prendi sembianze vive
e stai con me.
Non chiede corpo
il mondo delle favole.
Non è peccato
un tramonto sul mare
nell'infinito abbraccio della fantasia.
Non vuole il tempo
il conto delle rughe,
crepe da cuore a pelle,
imprigionate
negli sguardi implacabili dei sensi.
Resta con me
finchè verrà mattino.
Come scialle andaluso
conservato con cura
al tacer della musica gitana,
ripongo anch'io,
il dolce calore delle mie illusioni,
nel cassettone della realta.
E tu,
ignaro,
sarai,
nel tuo andare quotidiano.


Diana, 22 novembre 2006


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I biancospini


Sono tornata
nel viale dei biancospini.
Sono tornata
degli anni adolescenti
a cercare le impronte
ora che i miei piedi,
troppo stanchi
per calcare
prati di sogni e di lusinghe,
non ne lasciano più.
Nuvole bianche
allora,
mucchio di fiori verso il cielo,
i biancospini,
primavera,
mia,
stagione di speranza,
mistificatrice,
ti mise già d'allora nel mio cuore,
cattiva,
nell'idea evanescente
dell'amore,
sapeva e mentiva.
Sono tornata.
Cupi, silenti e tristi
i biancospini,
inverno,
ora,
li ha spogliati dei fiori,
inverno,
ora
m'ha spogliata di te.
Giaciglio, la terra,
addormentarmi come i biancospini
e com'essi nei fiori,
sopito il male,
poter tornare alla mia primavera.
Eterna!


Diana, 19 gennaio 200


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Le caldarroste


Sera d’autunno,
odor di caldarroste
rinfranca il cuore

Diana, 8 novembre 2006


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Lacrima

E' solo amore
la lacrima che inciampa
nel tuo ricordo.

Diana, 30/10/06


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Momenti

Momenti,
noleggio di speranza,
che vivono d’incanto
nell’indecisione del tempo non compiuto
a consegnar risposte.

Momenti,
preziosi gioielli
a ornare la mia pelle
che sa troppo di te, nell’ondeggiare
del mio continuare a crederti.

Momenti,
fiori di prato
ancora senza cogliere
nel cuore che aspetta le tue mani
petali a farne, per le lacrime.

Momenti,
immobilità d’aria
e di pensiero a non dare l’onore
alla certezza, padrona dei tuoi occhi,
sfuggenti su di me.

E poi tutto sarà compiuto
nel correre del tempo senza te.


Diana, 30 ottobre 2006

 

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