Fiori d'acero
E ancora quel rammarico che mi tormenta il cuore!
- Pensieri a te devoti –
soffocati nell’aura del doveroso aspro del mondo per sottrarli al dolore del non poterti dire.
- Fiori d’acero –
silenziosi e discreti, sconosciuti ad occhi che non migrano oltre il fogliame bello dell’immediato sguardo.
Forse un giorno saprai dei miei fiori d’acero
- Forse…un giorno! -
Diana Da Caleidoscopio “Il sogno”
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Silenzio
Di silenzio era gonfia l'aria fino a esplodermi intorno in miriadi di minuti vani grondanti lacrime di gioia andata a male come accade quando l'attesa resta vuota e tristemente rotola lungo il declivio impervio della notte.
Di silenzio era gonfia l'aria fino a esplodermi dentro in miriadi di gocce di cuore smarrito nell'affanno tra pensieri che danzano il tuo avvolgerli lieve e il dissacrante ghigno dell'orologio a pendolo che, metallico, mormora che non ci sei.
Diana Da Caleidoscopio "In un pozzo...la Luna"
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E ancora giorni fa si parlava di ricordi
E ancora giorni fa si parlava di ricordi. Di ricordi se n'è scritto e se n'è detto, se n'è cantato e se n'è dipinto ma stiamo sempre là a cercare nuove espressioni, inedite parole, inusuali testimonianze per poterli definire e capire cosa veramente rappresentino per ciascuno di noi. Mi sono imbattuta per caso, ma nulla succede a caso, in una bella poesia di Alda Merini che, con una straordinaria creatività poetica ha espresso, in modo incantevole, il suo pensiero sui ricordi:
Il mio passato
Spesso ripeto sottovoce che si deve vivere di ricordi solo quando mi sono rimasti pochi giorni. Quello che e’ passato e’ come se non ci fosse mai stato. Il passato e’ un laccio che stringe la gola alla mia mente e toglie energie per affrontare il mio presente. Il passato e’ solo fumo di chi non ha vissuto. Quello che ho gia’ visto non conta piu’ niente. Il passato ed il futuro non sono realta’ ma solo effimere illusioni. Devo liberarmi del tempo e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante.
Alda Merini
Vivere di ricordi e vivere i ricordi.
Concordo con la grande "poeta", come lei amava farsi chimare, che non si deve vivere di ricordi tuttavia so, e questa è una caratteristica componente il mio essere, che non riuscirei a non vivere i ricordi.
I ricordi ci sono, come negarlo. La nostra mente o coscienza è stata strutturata in modo da avere memoria. Mi sono chiesta più volte:" come sarebbe la vita senza memoria, senza quel ricordo che all'improvviso e quasi a tradimento ti sale nel cuore, nell'anima, nella pelle e ti fa star male?" Non lo so, la mia è una domanda apparentemente senza senso perchè almeno per questa realtà o finchè la mente è dotata di quel crisma a cui i medici danno l'etichetta di -sana-, (sì, perchè non sappiamo se in una mente che essi giudicano non sana ci sia memoria e che genere di memoria, comunque a qualcosa, finche viviamo in mezzo ad altri, dobbiamo pur attenerci) non accade di non avere ricordi.
Sta a noi, poi rimuoverli ma è una forzatura, un'imposizione, una presa di posizione con noi stessi e sempre, comunque, per non soffrire. E' una sofferenza strana, quella che ci recano i ricordi, atipica, diversa dalle altre sofferenze, una languidezza di stomaco, una debolezza di muscoli del pensiero, una -saudade- come scriveva Sil, un amico di comm. nel suo bel brano -I luoghi del ricordo - inspiegabile razionalmente ma così pressante emotivamente.
Vivere l'attimo o il presente, ammesso che il presente abbia una sua dimensione, è come un poggiar di piede mentre si sta percorrendo il sentiero della vita, e in quel momento si ha solo la sensazione del piede poggiato al suolo, solo quando si solleverà l'altra gamba per il passo successivo si ripenserà a dove il piede precedente era andato a poggiarsi, se era un bel suolo liscio oppure accidentato, con sassi acuminati che hanno poturo procurare anche qualche ferita, se accanto al nostro piede se ne era poggiato un altro per muovere qualche tratto assieme, insomma è nella rielaborazione di pensiero che si vive la vita che man mano gli attimi ci danno.
E' un discorso difficile come del resto un percorso non sempre facile è la vita.
Diana Da Caleidoscopio "In un pozzo la Luna"
Occhi d'anima
Con occhi d’anima ci siamo trovati e frugati nei silenzi di palpiti inespressi, col linguaggio muto del mare e delle stelle, eterno eloquio che non mente spandendo emozioni per il solo fatto di essere, nella bellezza, puro.
Con occhi d’anima ci siamo parlati e compresi nel quieto ed imparziale andirivieni dell’eterno moto, oltre le rughe della sofferenza che solcano, del tempo, la scia lasciata a perdere da un effimero passo e d’ uno spazio limitato e solo increspano la fede nell’età, noi, uniti nell’essenza dell’Amore
Diana Da Caleidoscopio “In un pozzo…la Luna”
Per dirti ciao
Come petali di rosa le mie carezze a sfiorare il tuo volto e i tuoi pensieri,
sono aliti di vento ch'avvolgono parole sussurrate in altro luogo,
sono voli di rondine che portano festosi il mio messaggio nato in altro tetto,
sono sabbia di mare che disegna sul tuo corpo arabeschi inventati dal mio cuore
Un momento di dolcezza a dimenticare il mondo e lanciarti la gioia d’un saluto
Ciao
Diana Da Caleidoscopio “In un pozzo…la luna”
Shattered dreams
Qualche estate fa la storia di noi due, scheggia vagante di stella a colpire il mio cuore e tramutarsi in sogno.
- Sono fatti di stelle i sogni e di palpiti di cuore -
Udii dalle tue labbra suoni di dolce incanto e percorsi d'argento le tue mani tracciarono per me sui sentieri lunari.
-I sogni sono i voli della vita la realtà... il diniego-
Infranto ma non morto, non di stella è la morte, s'aggira dentro i fogli d'un diario sfuggiti all'ironia dell'impossibile, per rimestare echi d'altro tempo.
Diana Da Caleidoscopio "Il sogno"
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Accenni di pensiero
Ore di delicati accenni di pensiero, timidamente stretti al tuo sorriso, fanno ghirlanda alle mie notti assiepate sull’orlo del solitario incedere del tempo
Scrivo per passeggiare nel mio garden segreto, ti mostrerò le rose e le genziane ti narrerò delle farfalle che danzano in amore e dei grilli che cantano alla luna ti svelerò gli anfratti più nascosti dove giacciono difese dai petali caduti le favole che amo raccontarmi quando ti vedo nella trama del cuore.
Saprai di me quello ch’altri non sanno e forse allora mi ri-conoscerai.
Scrivo per inventarmi il mondo.
Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"
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Dream
Lascia che tutto resti in sospensione nel dormiveglia del cielo e della luna!
Del se e del poi non ne facciamo orpelli ci sarà il tempo e il giorno a farne grano e pane e passi sull'asfalto, rintocco d'un'immagine in rilievo
In queste ore di notturna quiete romite al mondo e al razionale specchio lascia che le mie mani e il cuore, accarezzando il sogno, s'imprimano di te
Momenti di sconfinato folle impulso necessari al mio tortuoso fiume!
Diana Da Caleidoscopio "Il sogno"
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Confusion
Ed ho paura del disgelo del cuore, farebbe liberi gli sterpi sui pensieri a dirmi di te cose randage che, contratte dalla morsa del gelo tacciono... inique parassite d'una verità che dissolvo con petali d'amore, per non restare orfana d'illusione!
Non sempre il ghiaccio è freddo
Diana Da Caleidoscopio "Il sogno"
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Il silenzio del cuore
Ho bisogno del silenzio del cuore e della maschera di cera imperturbabile agli urti per alienare il ricordo di te che mi trattiene il respiro e poter calcare indenne l'orma del tempo fino al giro di boa verso la luna.
Ho bisogno del silenzio del cuore e dei giorni di pietra insensibili ai sensi per placare il pensiero che t' avvolge ogni istante e zittito il dolore, ormai vuoto dell'urgenza del vivere, renderti etermo!
Diana Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"
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Galaxy
Sfibrati i sogni dall'esser troppo sogni per questa realtà bene assestata,
spuri come quei riccioli ribelli che danno un moto lieto ad una troppo ferma pettinata,
volano oltre il suolo terracqueo e la luna fino alla soglia delle stelle antiche dove protetti dal velo del mistero,
s'aprono in quel silenzio che non fa paura fatto d'eterno e privo dell'arcano ove seppelliremo il bene e il male
e liberi dalle invenzioni del sapere umano solo punti di luce variegata alfine ci potremo ritrovare.
Per dirti t'amo il messo degli dei potrei chiamare o un briciolo di punta di cometa o più semplicemente il mio pensiero che non avrà più terrene colpe da saldare.
E' una notte di stelle, stanotte, il pensiero vacilla sfibrati dall'esser tropppo sogni m'urtano, dispiaciuti, la malinconia sarà come m'immagino....? lo spero....
Diana Da Caleidoscopio "Il sogno"
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Il giardino delle rose
In giardino stanno sbocciando le rose, come allora, come in quel maggio dorato di sole nel quale c'incontrammo e il profumo rosa dell'amore c'inebriò sensi e anima
eppoi il fremito screziato di miele, è così che la tua essenza mi penetrò la vita, s'impossessò dei miei giorni e delle notti di cobalto, ordito di ardori e di tumulti.
Diletti attimi di sublimità divina, strappati tropp'in fretta dal vento del tempo come da rose i petali appassiti resi memoria sconfinata per dare eredità all'esistenza
In giardino sono sbocciate le rose rinnovellando la vivida stagione del risveglio deliziosi s'accendono i ricordi invasi d'ardente desiderio di riaverti ancora qui con me
Diana Da Caleidoscopio "Il sogno"
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L'orma del silenzio
L'orma del silenzio che grava e s'affossa, indelebile marchio, nell'aria ch'avvolge l'irrequieta notte, mi mortifica l'anima ingenua creatura adagiata sulla sponda dell'oceano d'amore in attesa di te
- essa spia oltre i vetri dell'impudente umano e ti cerca, tenera, tra le stelle e la luna nascosta dove ogni sogno abita da sempre e non concede resa all’impossibile -
Le donerò un'alba di speranza, stringendo in pugno il tempo ormai perduto, perchè non se n'avveda e mantenga casto il sorriso dell'amore come in quell'attimo primo in cui ti vide radioso come il sole a illuminarle il mondo
- essa non sa di grinze a pelle e di serti andati a male, l'incorruttibile elisir della sua veste di stoffa di cielo spande fruscio intriso di fiducia che m'invoglia a non abbandonarla -
M'aggrappo alle sue ali e seduta sull'orlo della luna t'aspetto.
Diana Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"
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Delirio
Ho dovuto svilire il cantare del vento armonioso diapason della tua voce
ho dovuto strappare i petali del gelsomino inebriante fragranza della tua pelle
ho dovuto ripiegare l'orlo del cuscino emanazione onirica del tuo respiro
e soffocare in un soppalco ricordi e desideri generati da un flash di vita che di te mi parla ancora
e dirmi che la spina di pietra che mi ferisce il cuore con le mie lacrime si muterà in un fiore
...
per non morire
Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"
Voglio
Voglio sentirti vicino come la scarpa il suo calzino come la siga il suo cerino come la penna il suo pennino
Voglio tenerti vicino come la mamma il suo bambino come la chioccia il suo pulcino come il cavallo il suo fantino
Voglio pensarti vicino come la punta il temperino come la sedia il sederino come la mano del destino
Diana Da Caleidoscopio "Uno scherzo quasi poetico"
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Illusione
Come ombre d'angeli scendono silenziosi e improvvisi quei momenti di tristezza al cuore quando il vuoto si fa precipizio e il silenzio clamore di rimembranze care assiepate, quali orli, al margine d'un brivido felice
Ti sentii aedo di sogni aniam imperritura soffocata in confini irregolari! m'allettasti e ti seguii ma avevi ali d'angelo ed io? io, solo miseri piedi inadatti a volare tu fosti rapita da un sogno ed io da un'illusione
Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"
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Piuma d'ala
Lascia che ti chiami amore
lo farò lieve, senza disturbare
come soffio di luna appena annunciata nel lucore del mare
come rivolo nuovo sulla cima del monte senza solco a ferire
come dolce carezza timorosa ad agire nel suo innato pudore
come sussurro di cuore piuma d'ala dispersa dentro un sogno a planare
Lasciami chiamarti amore
lo farò piano, senza farti male
Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"
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Tra le stelle e il mare
Di te seppero solo le stelle e il mare, depositari dei miei soliloqui per dare vita a notti troppo inerti nel loro inesorabile calvario di morte
Di te parlai, chiudendo i varchi del reale poco inclinato per lanciare il volo e m'involai verso le stelle e il mare col mio segreto disteso sopra un aquilone
Di te mostrai l'incantamento al cuore intorpidito dal freddo invernale e nell'innocenza infinita dell'amore fosti fuoco fra le stelle e il nare
Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"
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Un po' di più
Ed è soprattutto quando scende la sera soprattutto quando l'aria si riempie di dolce malinconia e il riverbero del lampione stradale si diverte a disegnare sull'asfalto l'iniziale del tuo nome... che mi manchi un po' di più
E stride come ruota di scardinato carro questo amore imperlato di gocce di pianto e ribelle al senno dei cerchi silenziosi delle stelle eterne dee che girano nel verso stabilito ov'io sovverto, invece ogni diritta forma di ragione
Ed è soprattutto quando urla il mio cuore soprattutto quando fiori di solitudine m'adornano il pensiero e ricoprono la pelle con fremiti d' emozione allacciata al tuo volto al tuo sorriso e a te... che mi manchi un po' di più
Diana Da Caleidoscopio "Il sogno"
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Come foglie
Echi di passi lontani e volti indistinti, come foglie sospinte dal vento d'un autunno inoltrato, s'affollano a sfiorarmi, or lievi ora più gravi, sudari di rimpianto in cose rimandate e mai vissute compresse in rughe che come ne le foglie prossime al misterioso dopo d'un tempo che non avrà lancette, s'appressano all'estremo lembo del salto ignoto. In altra sfera eterea tutto avrà compiutezza allora forse saprò del perchè dell'autunno e del mio lasciarti andare.
Diana Da Caleidoscopio "Fuori dal coro"
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Momento senza luce
Sosterò col mio passo stanco su questo picco acerbo d'un momento senza luce nè suono nè vegetazione a ingentilire il brusco impatto col cadenzato ritmo dell'angoscia che pulsa nel cuore
Deporrò tra le rughe dell'anima il mio sogno altezzoso d'un imprudente ardimento d'amore illuso batuffolo! a mischiare riflessi di specchi in pozzanghere di lacrime per confondere il calmiere del reale
Attenderò di sentirmi sfiorare da un respiro fluente, vibrato dall'arcana forza della vita, capace di risollevarmi il passo oltre i graffi di giorni senza orizzonte che pesano ingrati, e ritrovare il baluginio dell'alba
Diana Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"
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Intimo dialogo
Mi guarda attonita la Poesia, lo so che non vorrebbe esser ferita dal groviglio madido di dolore che mi legge dentro, con versi bagnati da lacrime che ti chiamano amore.
Sciocco cuore strizzato fino all'ultima goccia d'illusione che maculi ancora la tristezza con flebili screzi di ricordi, salvi in cornice, per non cedere all'umbratile velo del fittizio e sgretolare in frantumi di morte.
Dall'alto del mio dubbio esistenziale m'affaccio e vedo l'aquila puntare al cielo e guardo il fiume correre al mare, chè non m'affanni la paura di cercare un punto oltre l'orizzonte e ascriverci il tuo nome per farne nel mio cuore Poesia!
Diana Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"
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La casa di fronte al mare
Non avrei voluto reagire in quel modo. Non vorrei il carattere che ho. Non vorrò più soffrire così.
Avresti dovuto dirmelo. Dovresti capirmi. Dovrai dimenticarmi.
Non so neppure io come mi sento, mi sembra di essere in alto mare sballottata dalle onde di qua e di là, senza una meta, senza un appiglio. Ho la testa vuota e l’anima squarciata. Non riesco a pensare e, se appena appena ci provo, è il tuo pensiero che prepotente balza alla mente. E sto male. E’ difficile da un momento all’altro dovermi allontanare da te. Mi sembra di avere la febbre alta ma, forse, è anche a causa del gran caldo di oggi. Non riesco a organizzare tutto il lavoro che c’è da fare per casa. Mi guardo intorno e vedo un gran disordine, Ma non ho voglia di fare niente. Ieri, dopo aver visto quelle parole, sono partita per la casa al mare con il pretesto di rimetterla in ordine prima dell’arrivo di tutti gli altri, in realtà, perché volevo stare sola. Non avrei sopportato le voci, i richiami, gli obblighi, le frasi inutili di circostanza, i sorrisi falsi di ipocrisia che troppo spesso condiscono il mio quotidiano. Avevo bisogno di stare sola e l’unico modo era quello di venire in questa casa di fronte al mare dove la solitudine e il silenzio mi avrebbero aiutato a capire, ad accettare o, forse, a morire. Ho portato con me i tuoi libri, il primo e l’ultimo: la mia vita e la mia storia. - Posso raccontare la tua storia? Mi dicesti. Stavi per cominciare il tuo ultimo, splendido libro. – Vedrai ti piacerà.- Oh sì, mi è piaciuto, mi è piaciuto moltissimo, la protagonista è salvata dall’amore ma è un amore fuori dal tempo, fuori dallo spazio, contro tutto e contro tutti, contro ogni costrizione, contro ogni diversità. Ricordo quando te lo dissi – Un libro – ti dissi – dove l’amore possa gridare nonostante tutto, e sui libri può accadere.- E, come la protagonista del tuo libro, ricordi? anch’io cercai di capire, di capirti, dalle tue parole, dall’espressione del tuo volto, dal tuo respiro quando mi parlavi al telefono, dalla tua pelle quando ho potuto starti vicina, e se mi fosse concesso poter fermare il tempo avrei fermato quegli attimi per l’eternità:
E se fossi certa che, finita questa vita, la mia e la tua, continueranno a vivere, lascerei questa mia come una buccia e sceglierei con te l’eternità
( Emily Dickinson)
Ora di te, della tua anima, dei tuoi pensieri so tutto, anzi è come sapere di me stessa, tanto siamo simili. Hai mai sentito parlare del mito dell’anima divisa che Platone, in uno dei suoi dialoghi più belli, il Simposio, fa narrare da Aristofane?. “All’inizio la nostra vera natura non era quella che ciascuno di noi si ritrova ora. Gli uomini originari avevano forma sferica, quattro arti superiori e quattro inferiori due teste, due sessi e si muovevano come gli acrobati, rotolando. E’ un’immagine di forza che rasenta quasi la tracotanza e per questa loro forza, gli uomini/acrobati, vollero dare l’assalto al cielo. Allora Zeus intervenne e tagliò questi umani in due parti, come si fa con le sogliole. E’ da qui che ha origine la ricerca della nostra metà. Dopo la ferita originaria ciascuno di noi si considera compiuto ma, in realtà, è una parte, si considera sano ma è ammalato non si rende conto di essere solo un simbolo, la nostra vita è solamente simbolica. Forse gli umani originari di cui parla Platone, erano privi di simboli e la punizione per la loro prepotenza, per la loro poca umiltà, è stata, oltre all’essere suddivisi a metà, quella di diventare realtà simboliche con cui dover fare i conti in ogni attimo della propria esistenza terrena e concreta. Può accadere, allora che, chi è preposto alla costruzione di questi simboli, qualche volta si distragga, si dimentichi qualcosa, tralasci qualche ingrediente, condannando questi esseri alla disperazione di una vita. Mi piace il mito raccontato dal grande filosofo greco, perché inaspettatamente, immediatamente è stato quello che ho sentito quando ti ho conosciuto, fu come essere arrivata ad un traguardo, come aver concluso una ricerca, aver raggiunto una compiutezza, fu come dimenticare a mia volta quella dimenticanza che il costruttore della mia realtà simbolica ebbe quando la costruì. Non sapevo della vita, allora tanto che me ne sarei voluta andare e scoprii in un attimo che è meravigliosa. - Se vogliamo, possiamo cambiare il nostro destino – mi dicevi spesso - - Sì, sui libri può accadere – ti rispondevo. - Tu manipoli a tuo piacimento i tuoi personaggi ma sei sicuro che siano contenti della vita che dai loro, delle storie che fai loro vivere, degli amori che togli, come fai spesso? – - Sei tu che predisponi il loro destino, come un Dio ha predisposto il destino delle sue creature e noi ci troviamo soltanto a viverlo e, spesso, a soffrirlo.
Misuro ogni dolore Che incontro, Con occhi penetranti, stretti, mi chiedo se pesa come il mio o ha misure più facili.
Mi chiedo se l’hanno portato A lungo O è appena cominciato Non saprei dire la data del mio Sembra tanto vecchio.
(Emily Dickinson)
Ma perché è successo che quella sera ti sei trovato sulla mia strada ad interrompere quel mio percorso di morte? Solo una parola, a volte basta se è la stessa parola, solo una frase se è la stessa frase, è sufficiente per colmare i vuoti per riconoscersi fra tanti, attimi di luce che nascono dal nulla e crescono come fiori di primavera e ci prendono per mano. E, per mano, mi conducesti sull’isola dell’amore, della meraviglia, sull’isola del miracolo.
Mi sono alzata presto questa mattina , sono andata a comprare qualcosa da mangiare e i giornali e poi mi sono messa a scriverti. Soltanto dopo che avrai letto, potrai pensare di me le cose peggiori ma, soltanto dopo.
Eri tu che mi chiedevi spesso di leggere quanto stavi scrivendo, per avere un parere o un suggerimento, per questo non mi sono meravigliata, entrando nel tuo studio, di trovare il computer aperto e prevedendo un qualcosa di nuovo appena composto mi sono avvicinata ma quello che ho letto non erano tue parole ma poche parole in un’email di qualcuna firmatasi semplicemente Letty che ti ringraziava per –l’altra notte – magnifica notte trascorsa assieme. L’altra notte, già, quella in cui sei andato a Milano ad incontrare il tuo editore.
Fuggire, fuggire e capire. Perché?…tutto …ma non le bugie e i raggiri. Questa sono io e tu lo sapevi.
Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo ...la luna"
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Il giullare di vita
Come un Pierrot dal triste sorriso e l'anima cosparsa di mestizia percorro le mie strade interiori cercando di me l'altro sembiante che mi mostri sereno l'ultimo tratto di cielo in terra.
Ti lascio le mie lacrime, amore, disciolte in un canto rugiadoso che mi renda, almeno nel ricordo, un riverbero dolce e ben accetto al mondo.
Diana
Da Caleidoscopio "Fuori dal coro"
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Blu
Il vento, di notte, accarezza le rose e le tinge di blu. Era il tempo delle rose blu e delle nostre notti folli come sanno essere le notti di due anime innamorate dell'amore.
Ricordi? E sentivamo la pioggia picchiettare sopra i tetti e l'aria sapeva del nostro respiro e fremiti d'incredulo prodigio ci scuotevano il cuore. Due pazzi avvolti da un raggio di sole in una notte di pioggia.
Vorrei tornare a ridere con te in quei momenti delle rose blu!
Diana Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"
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Pensando a te
Brulicano di fantasmi risorti da pietre a interrare ricordi,
- le mie notti senza te -,
se fossi attenta li vedrei rizzarsi sul loro tronfio senso del vanaglorioso inutile
- ma ti sto pensando -
e sono molle nel sangue e ne la pelle e disarmata contro gli strali d'un cuore ribelle.
Ho tolto la maschera dell'ipocrisia che m'accompagna a giorno strato a celare lacrime e tremori
- e sono sola, vedi? -
Nesuno può sapere, neppure il cielo, c'è il soffitto a far da intermediario,
- a trattenere il sogno -
intralcio folle fra l'anima e le stelle che vorrebbe in catene l'emozioni mie, più belle.
Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"
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Essenza
Chi sceglie per noi l'attimo dell'incontro d'essenze? Qual mistero si cela oltre quel nostro andirivieni per le strade del mondo, invisibile scorta ai passi d'ogni giorno verso il punto d'emozioni rare?
Non mi rispose il cielo quando l'incanto ardito d'un vibrare d'eterno mi ruzzolò nel cuore, sorrise coi tuoi occhi buoni e parlò con la dolcezza delle tue parole pura essenza d'infinità finita gocce di gioia a inebriarmi la vita.
Diana Da Caleidoscopio "In un pozzo ...la luna"
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Le parole azzurre
Restano appese al cielo, si rincorrono tra gli angeli e le stelle fulgono al sole e s'inargentano compagne de la luna.
Restano appese al cuore si snodano tra l'anima e la pelle sanno d'amore e s'inerpicano al sogno d'una chimera arcana.
Ho vestito le mie labbra d'azzurro per spargere al vento le più belle le più dolci, le più vere, se guardi in alto ne sfiorerai qualcuna.
Le parole che non posso dirti. Le parole che non vuoi ascoltare
Diana
Da Caleidoscopio "In un pozzo...la luna"
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Lassù
Non c'è il tempo nè lo specchio degli occhi su le stelle, oltrepassata la soglia e vestiti i panni del -non so-, vi troverò soltanto il respiro dell'eterno e i miei pensieri volati lassù con ali di cristallo,
sublimate le lascrime e sciolti i lacci d'una parvenza ostile che m'avvolse l'anima esule nel silenzio e, finalmente, potrò dirti...
Che dirti, amore, se non che solo su le stelle può vivere il mio sogno?
Da Caleidoscopio "Il sogno"
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La clessidra
Granelli di tempo carichi di mondo precipitano nell'ampolla del nulla, portando seco attimi dolci e amari dell'universale danza dei fiori d'essenza profumati di vita che ornano di gioiose e dolenti movenze i passi piroettanti al ritmo del cuore.
Li osservo estranea che senza te sono attimi nemici e colma l'ampolla della notte oplà un altro giro di giostra e l'ampolla nuova d'un'alba di speranza e la danza dell'attesa per non morire.
Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"
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Sentieri dell'anima
Lo smarrimento del vivere m'insegue nei tuoi silenzi, sentieri di sterpi e foglie morte che nutrono i passi affaticati del mio incedere stanco lungo il filo del tempo.
Dove sei?
Qui è quasi inverno.
Te lo ricordi come temevo il freddo?
Il gelo nel cuore fa tremare. Pietrifica le lacrime negli occhi, acute spine a offendere, nell'anima la voglia d'un sorriso.
M'insegnasti che non ha stagioni il sole per scaldare. E ti facesti sole in tante notti di stelle.
Lo sapevamo che il vetro del brindisi augurale non avrebbe vibrato per il nostro amore. Lo sapevamo. Io con le mie paure. E tu... sentiero luminoso... non potevi capire.
Com'era bello! Il cuore che cantava e gli alberi fioriti tutt'intorno. Com'era bello! Umanità e natura unite in un'ardente illusione di miracolo.
Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"
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Note d'anima
E rimango a pensarti tra il baluginare incerto d'un lampione e le stelle, a viverti intenso nell'anima senza veste lasciata arrotolata ai piedi della paura che appartiene al mondo delle forme del divenire umano impietoso costruttore dei miti dell'apparenza.
E rimango a pensarti fino a renderti un ricordo dolce che non faccia male che m'accompagni verso la foce senza le catene della rabbia e del rimpianto e accarezzi, con dita rese magiche dal vero dell'eterno, queste lacrime assurde e innamorate che ancora fanno parte dell'aria, del sole, del mare e di te.
Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"
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In punta di dita
In punta di dita il mio bacio per te. Intenso com'un frullare d'ali in volo improvvisato, tenero come il primo vagito d’un bimbo appena nato, languido e palpitante innocente e sfrontato, un frammento di cuore che ti parli di me.
Un soffio ed un sussurro e via nel vento su petali di rosa a sfidare il passato a far de la distanza un tappeto incantato su cui adagiare attimi di vaga felicità.
Lo riconoscerai nell'anima lo avrai, sfizioso come fremito azzurro t'incresperà la pelle, odoroso come goccia di luna t'inebrierà i pensieri, imprevista emozione sulla strada di ieri ti condurrà al mio nome chè ti parli di me.
Diana
Da Caleidoscopio "Uno scherzo quasi poetico"
Novembre
Annotta presto a novembre specie quando il cielo è nuvoloso specie quando il tramonto ferito s'increspa all'orizzonte e il giorno lentamente muore senza sole
Teme quel buio il cuore, arso di solitudine e mestizia, e quale gioco antico brancola a ravvisare forme note fiammelle di fiiducia fino all'alba
Annotta presto a novembre specie quando s'affievolisce il polso specie quando l'attesa ferita da scure ore di trepidazione muore tra le braccia d'un sogno che alba non avrà
Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"
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Tratti di pensiero
M'accosto timida, ancora a quei pensieri che dal cuore scrostarono la melma indurita dal dolore antico d'ombra appiattita sui muri della solitudine e del calvario impervio d’una sassosa vita di maschera imbellettata per la pubblica piazza che non dà posto al sorriso per chi porta segni di diverso tenore
Fui brivido d'amore per un'oncia d'illusione posata sul tuo respiro in notti di luna e di cristalli di stelle ad ornare il cielo della mia emozione quando, senz’appigli a terrena ragione, mi svelasti il mistero della gioia dell’anima, Era appena uno squarcio di sereno ma così limpido, così puro, che cuore umano raramente vede.
Diana
Da Caleidoscopio “Il sogno”
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Ti cerco
Ti cerco ancora Nell’angolo remoto Del mio sogno segreto Tra i roseti E il gorgoglio del rivolo autunnale Dove spesso velavo la tristezza Per vedere il mio volto Riflesso dai tuoi occhi Sereno com’il cielo dopo un temporale.
Ti cerco ancora Nell’intimo risveglio Della voce del cuore Fra un volo d’angeli E il nebbioso elisir del mondo astrale Dove oltre la soglia del possibile M’incanta avviluppare le tue mani guizzi di vita danzano su la pelle mia Di luna Splende l’amore senza fare male.
Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"
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Oltre la scena
A scena aperta ciascuno ha la sua parte da recitare
modulata la voce sincronizzati i gesti
l'agire umano come abbisogna il testo prende sembiante
nell'anima nasconde il vero d'oltre scena
Diana
Da Caleidoscopio "Fuori dal coro"
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Onda trasversale
Ancora guardo quell'onda trasversale che, subdola, ha percorso i miei pensieri mentre seduta tra nuvole di fiori m'inebriavo, estasiata, della favola bella dei colori ch'avvolgono l'amore quand'è vivo quando il mondo si mostra diverso quando ti prende e randomizza il cuore e appare splendido tutto l'universo
Grondava lacrime quell'onda di traverso e sciolse l'armonia dei miei colori solo l'opaco restò protagonista dell'ingenua illusione che spesso s'impiglia tra i respiri e ne tace il rancore come un gioco cela della moneta il giusto verso nell'anima t'intreccia filigrane per non svelarti che in fondo è un gioco perso
Diana
Da Caleidoscopio "Il sogno"
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E la musica va
E la musica va.
Lievi, come petali di fiori, note di sottofondo sparse intorno, accarezzano i miei vaghi pensieri in giochi, persi, di braccia e di pelle, catene d’oro a inanellare sensi esplosi in fiamme e brividi sinceri, in respiri ansimanti e occhi lucenti screziati di bagliori dal profondo in sublimati amplessi, prigionieri.
E la musica va Sei nell’aria e nell’anima di questa stanza che ti vede assente della mia vita che ti ha straniero di questo sogno che sorride tenero come si fa coi folli o coi bambini senza troppa importanza senza attinenza con la realtà che più concreto vivere richiede figlia del tempo e di fisicità riflessa nei tuoi occhi erranti altrove.
E la musica va,
nell’inebriante gioco di sognarti scevro da lacci e unto di perdono, amica di questa notte di pensieri di attimi di luna sul cuscino d’un lume spento a dissolver ragione di sentimenti puri e veritieri. Con impalpabil cosa è fatto il sogno come l’istante che ci vede uniti sarà poi l’alba a dirmi che non c’eri.
Diana 23 aprile 2008
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Sei nel mio cuore
Mi sghignazzano attorno beffardi, in mosse oscene, i minuti del mio vano aspettarti ceralaccato dall’ostinazione
- o forse anore? -
ch’impregna l’esser mio di voglie arcane dimentiche del quadro trasparente che mi donasti qualche tempo fa, omaggio alla ragione, con su ritratti gli occhi de la verità
- e le stelle mi parlano di te -
Lo sguardo affondo nel buio d’una notte, trepida di convulse sensazioni, verso un cielo che pare che m’avvolga in un abbraccio ordito di miracolo, e il sogno ti ritrova cullato da canzoni. S’acquietano i minuti, paghi, nel tuo nome.
- è solamente amore -
Diana 19 aprile 1008
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Per una notte
Tra l’ onde di silenzio Che mi danzano intorno M’ appari nel ricordo Che vorrei sminuzzare
< orfano di franchigia farebbe meno male >
In eterno dualismo dolce amaro Di qualcosa di bellissimo che è stato Che vorrei che fosse ancora Che so che non sarà più
< trafigge questa sfumatura che vuole, ad ogni costo, vincere >
Ed è immenso e intenso E profondo e grande Quanto di te il ricordo m’ ha ridato Da sciogliere il freddo che impietriva le mie mani
< è inverno nel cuore e la notte fa freddo >
Che ti accarezzano nel buio Questa notte è fasciata d’insonnia Di lenzuola intatte e di tue fotografie Che mi guardano da uno schermo innocente
< ci univa la notte in un canto tutto mio >
E aspetto l’alba Di un giorno che ti vedrà di spalle Calpestare queste mie parole d’anima Inutili e stufe di vivere.
< sovvertire la pietra della realtà spezza le unghie e i sogni >
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Un sogno
Era troppo di cristallo il mio sogno tenace e fragile in quell’aura spavalda di miracolo che il cuore avvinto a te, < Supremo bene, Dolce armonia del vivere > perdendosi in occhi d’infinito, aveva cosparso di divinità.
Bello come il cristallo quando raccoglie il sole mi vestiva di luce ombreggiando di me quella ragione che mi rideva dietro < Oh le avessi ascolte Le sue risa assennate! > mentre dimentica del giusto e del reale volavo nei giardini dell’Amore
Non ci accorgemmo del malaccorto colpo. Lo desti tu? L’ho provocato anch’io? Il cristallo si sgretola in frantumi quando cade.
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L'amore nonostamte
Discendo malinconica le ore de la notte. Sussurri di ricordi nel silenzio ovattato di questa stanza vuota, palpitante d’attesa, s’intrecciano alle lacrime, grevi come macigni, a trafigger la colpa d’amarti nonostante.
Porgo il mio cuore stanco a carezze di fantasmi che portano il tuo nome e il tuo tocco gentile. Nell’arsito mio affanno di non dimenticarti aspergo l’ afflizione con gocce d’infinito dove le pure essenze potranno ritrovarsi.
Diana 14 febbraio 2008
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Sul filo degli acrobati
Ti cercherò nel ricordo, sortilegio del cuore, sulle tracce di giorni inamidati, così più belli, a ornare quel nostro strano incontro sul filo degli acrobati, nel circo surreale della fantasia.
Indugerò a cercare quelle notti quando membra avvinghiate, ritmando passi di danza, si scambiavano nettare di vita e parole d'anima, liceità d'amore, sotto il tendone trapunto di stelle a coprire arcani giochi dei sensi.
Ti ritroverò, intatta magia, di quel mio camminare in equilibrio s’ un filo d’erba fino alla tua mano che sfuggì la presa e il respiro trattenuto del pubblico e il salto mortale senza rete e il buio… e il silenzio.
Di te nel sogno, pria che precipitasse serberò la tenerezza, soave lenimento ad un dolore antico che non sa veder pace, dimenticando i passi che uno dopo l’altro ti portavano via.
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Nebbia
C'è solo un po' di nebbia che ti copre, e rende confusi i tuoi contorni, il nome ho percepito, solamente, sentito sussurrare a fior di labbra o cantare da cori, a piena voce, ripetuto in mille e più ostinati da pure sensazioni scaturiti. So che ti chiami Amore ma null'altro ho potuto conoscere di te! Di che colore sono gli occhi tuoi? E le tue mani sanno accarezzare? E il tuo sorriso sciogliere i legacci di tutti i dubbi e delle mie paure che sporcano dell'anima il candore e uccidono la voglia di sognare? Il tuo respiro suscita la vita così come la genesi del tempo? E tu, che della genesi sei figlio e possiedi il suggello dell'eterno prendi un raggio di sole e sfa la nebbia ch'io ti possa, alfine, ravvisare e poi, oltre la vita, senza corpo, ma solo fiocco d'aria trasparente, ritrovare la vita accanto a te.
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Come scialle andaluso
Il tepore dei pensieri m'avvolge come scialle andaluso le donne di Siviglia nelle gelide notti di flamenco. S'acquieta, allor, nell'anima il freddo turbinio dei sogni morti, sconfigge le paure il desiderio di sognare ancora e, ignaro, nel tuo andare quotidiano prendi sembianze vive e stai con me. Non chiede corpo il mondo delle favole. Non è peccato un tramonto sul mare nell'infinito abbraccio della fantasia. Non vuole il tempo il conto delle rughe, crepe da cuore a pelle, imprigionate negli sguardi implacabili dei sensi. Resta con me finchè verrà mattino. Come scialle andaluso conservato con cura al tacer della musica gitana, ripongo anch'io, il dolce calore delle mie illusioni, nel cassettone della realta. E tu, ignaro, sarai, nel tuo andare quotidiano.
Diana, 22 novembre 2006
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I biancospini
Sono tornata nel viale dei biancospini. Sono tornata degli anni adolescenti a cercare le impronte ora che i miei piedi, troppo stanchi per calcare prati di sogni e di lusinghe, non ne lasciano più. Nuvole bianche allora, mucchio di fiori verso il cielo, i biancospini, primavera, mia, stagione di speranza, mistificatrice, ti mise già d'allora nel mio cuore, cattiva, nell'idea evanescente dell'amore, sapeva e mentiva. Sono tornata. Cupi, silenti e tristi i biancospini, inverno, ora, li ha spogliati dei fiori, inverno, ora m'ha spogliata di te. Giaciglio, la terra, addormentarmi come i biancospini e com'essi nei fiori, sopito il male, poter tornare alla mia primavera. Eterna! Diana, 19 gennaio 200
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Le caldarroste
Sera d’autunno, odor di caldarroste rinfranca il cuore
Diana, 8 novembre 2006
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Lacrima
E' solo amore la lacrima che inciampa nel tuo ricordo.
Diana, 30/10/06
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Momenti
Momenti, noleggio di speranza, che vivono d’incanto nell’indecisione del tempo non compiuto a consegnar risposte.
Momenti, preziosi gioielli a ornare la mia pelle che sa troppo di te, nell’ondeggiare del mio continuare a crederti.
Momenti, fiori di prato ancora senza cogliere nel cuore che aspetta le tue mani petali a farne, per le lacrime.
Momenti, immobilità d’aria e di pensiero a non dare l’onore alla certezza, padrona dei tuoi occhi, sfuggenti su di me.
E poi tutto sarà compiuto nel correre del tempo senza te. Diana, 30 ottobre 2006
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