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Chiara Schiavini
Chiara Giulia Schiavini, soprannominata Fatachiara, è nata il 23 giugno del 1979.
Ex impiegata ed un’ex volontaria del Servizio Civile, ora impegnata nel puro volontariato.
Nel tempo libero si diletta a scrivere poesie, favole e racconti.

 

"Ad un fiore"



Eri un attraente bocciolo,
gli uomini ti guardavano incantati;
desideravano possederti durante la notte
ed avere la grazia di un tuo bacio all’alba.

Sei fiorita
e, credendoti matura,
sposasti l’unico uomo inadatto per te.

Non vedendomi in piazza,
pensavi che avevo rinunciato a cercare l’amore.
E dicevi:
“Povera zitella!”

Invece no!
Mentre la perfidia ed il peccato di lussuria
distruggevano il tuo matrimonio,
io ho sposato l’amico del tuo adorato fratello;
l’unico che mi amava da diversi anni.

Oggi,
con lui al mio fianco e mia figlia al petto,
ti guardo,
fiore ormai appassito
mentre passeggi triste a braccetto con tuo fratello
perché nessun uomo ti dona un suo sorriso
come quando eri un bocciolo.




"Sei soddisfatto?"



Vento di scirocco,
che ti posi sui prati bruciati da tuo fratello sole,
in attesa che venga il gelo ad ucciderti,
sei soddisfatto?
Per sei mesi hai rallentato il nostro respiro,
ed hai portato la morte tra i nostri anziani.

Sole potente,
che ti nascondi tra le nubi nere,
in attesa di morire,
sei soddisfatto?
Ridendo,
hai bruciato ogni prato che i tuoi raggi incontravano.

Siano celebrati in cielo i matrimoni tra le nuvole,
i tuoni facciano da tamburi,
i lampi da fuochi d’artificio,
viva gli sposi!
E viva questa pioggia che ci donano,
come le spose,
i loro fiori.

Stanotte starò sveglia,
voglio sentire il gelo
arrivare con passo di gigante,
ed il suo soffio
uccidere lo scirocco.

Lo voglio ricevere io il suo primo bacio
e le sue prime carezze sulle mie guance.

Quando il sole potente tornerà per ucciderlo,
voglio che si ricordi di chi lo ha tanto amato,
di chi, con amore, gli chiederà:
“Sei soddisfatto?”
e che torni presto solo per loro.




"A Gesù"



Ad ucciderti,
Mio Signore,
fu un orribile sistema politico:
Un mentecatto Ponzio Pilato,
un popolo ignorante,
sommi sacerdoti sordi e ciechi,
un esercito che conosceva solo la guerra.

Tu parlavi dell’amore di Dio,
aprivi occhi ed orecchie,
e tutti si svegliavano.

Quale minaccia peggiore!
A morte sulla croce!

Poveretti quegli uomini,
hai fatto bene a perdonarli.
Erano schiavi della menzogna.

Nel corso di tutti questi anni,
hai sempre vinto con l’arma dell’amore
e continuerai a vincere con la medesima arma.

Ti amo, Mio Signore Gesù.



"A San Pietro Apostolo"


Con braccia tese e mani aperte,
accogli i tuoi fratelli nel Regno dei Cieli.
La tua preghiera porta al perdono,
la nostra speranza diventa certezza.
Dolcissimo Santo, noi ti amiamo!
Adesso ascolta le tue lettere.
Prendi tempo, guarda i nostri cuori rivolti al Signore,
osserva la voglia di fidanzarlo ad essi.
Nella Santa Chiesa,
questa sera ti abbiamo visto sorriderci.
Dolcissimo Santo, noi ti amiamo,
saremo in adorazione
quando pregherai per noi.




Un libero adattamento della poesia “Dedicata a Pietro” di Marisa Vittone di Mortara (PV) pubblicata su “Intimità – n. 3 – 25/01/2007”



"Come il sole e la luna"


Come il sole e la luna,
mai avremmo immaginato un incontro così dolce,
in cui lentamente il mio corpo scivola sul tuo;
le tue mani prendono le mie,
scivolano lungo le mie curve;
la mia intimità si scopre,
ne diventi padrone;
ed io nel mio dolce orgasmo,
ti stringo forte,
mentre il mio cuore palpita
sentendo il tuo,
travolto in un fuoco di passione.
Come il sole e la luna,
in questo momento diamo vita ad una luce,
che prenderà il nome di Amore.




"Dichiarazione d'amore della Luna"


Ti vidi una volta sola,
persi la testa per te
ed iniziai a sgambettare.

E tu mi presi con te
per portarmi a casa tua.
Ti ricordi come scodinzolavo di gioia?

Ti amo!
E per questo amore,
governo le tue bestie nel recinto
mentre tu sei fuori a lavorare.
Torni a casa stanco,
ti vengo incontro scodinzolando,
e tu mi prendi in braccio
con quelle grosse mani da gigante buono.
Sono una brava lavoratrice
ed una dolcissima compagna,
così mi dici mentre ti lecco il volto.

Ma perché non mi dici mai
“Ti amo?”



"Due anfore"

(dedicata a “Vista sul mare” di Carla Colombo)

Due sorelle
guardano il mare sotto il sole,
esiliate su un terrazzo,
felici di non trovarsi sul ruvido tavolo da cucina,
con ceste di frutta e bottiglie di vino.

Un gabbiano si riposa dal volo guardandole.
Loro rimangono immobili.
Si alza il vento,
una si stende,
ed il gabbiano fugge impaurito dal rumore.

Le due sorelle sono le mie due anfore.



"Eugenio e le case per le idee"



Eugenio progetta e costruisce case per le idee;
non è un personaggio fiabesco
e nemmeno un architetto pazzo.
E’ l’amatissimo fidanzato di Chiara.

Le idee bussano alla sua porta
vestite di quadri, poesie, foto e racconti;
non chiedono nulla,
solo una casa per loro e le loro famiglie.

Ogni casa ha un appartamento per ogni famiglia,
ed ogni componente ha la sua stanza.
Tutte le case sono dotate di tutte le comodità
che ogni idea desidera.

Le porte sono sempre aperte,
perché le idee ricevono sempre visite,
sia di giorno che di notte
e non si stancano mai di parlare con la gente.

Il quartiere “Eugenio” si apre con la casa
http://www.ilmotomerendone.it;
e da lì accedete alle altre case,
tra le quali http://www.fatachiara.it
la casa delle idee di Chiara.
Correte tutti!
Le idee vi aspettano nelle loro case.



"IL braille"



I miei amici fabbricano stelle
con tavolette e punteruoli;
poi le mettono in cielo
ed io le tocco posando solo i polpastrelli sui loro dorsi

Se chiudo gli occhi,
mi parlano:
a volte dicono una parola,
a volte una frase.

Ma devo usare solo i polpastrelli per sentirle,
altrimenti si arrabbiano, si nascondono
e non mi parlano.

Prima di conoscere i miei amici,
non sapevo che si potessero fabbricare per il cielo
tante stelle che parlano
già al più piccolo tocco di polpastrello



"IL fiore di San Valentino"

(dedicata a "Fiore nell'acqua" di Flavia Vizzari)

Il mio fidanzato mi regalò il fiore di San Valentino.
Lo misi nell’acqua,
e lui,
dal centro della tavola,
guardava il salotto
con aria soddisfatta.

Arrivò la primavera,
e poi l’estate.
Lui rideva,
si divertiva,
godeva tra le carezze del sole,
dall’alba al tramonto.

Poi arrivò l’autunno con le sue nebbie.
Lui si rattristò.
Cambiavo l’acqua ogni mattina,
ma lui piangeva,
ed alla sera trovavo un suo petalo sul tavolo.

Il suo grande amore non c’era più.
Era come un uomo sedotto ed abbandonato,
ed io lo lasciai morire come desiderava:
nel mio giardino sotto la pioggia del primo novembre



"IL nostro matrimonio"



Siamo due dipinti
nati dal pennello e dai colori
di una simpatica pittrice.

Ci siamo presi per mano
e siamo andati a casa
di chi stima la nostra pittrice
a caccia di complimenti.

Il matrimonio non ci interessava
perché eravamo piccoli.

A casa di una scrittrice
c’era un pensiero di un pittore poeta.

Le sue parole con la loro bellezza
accesero i nostri colori.

Avvicinandoci,
i cuori iniziarono a palpitare.

La scrittrice ci capì
e lo stesso giorno ci sposò.


"La morte dell'estate"



E finalmente le nere nubi
nascondono quella luce solare
che fermava il tempo
paralizzando gli alberi.

Sento tuoni fortissimi,
guardando ragazzi correre sulla spiaggia urlando.
Un lampo ferisce il cielo,
mentre il mio fidanzato entra in casa con il bucato asciutto.

Brindo con la prima goccia di pioggia,
alzando il calice del vino della felicità.
E’ finito agosto.
E’ morta l’estate.



"La cotoletta"



Si tuffa nell’uovo
ed imprigiona tutto il suo oro.
Poi con il pangrattato
crea il manto
per il suo matrimonio con l’olio bollente.
Esso innamoratissimo
l’attende ardente di passione.
Quando è pronta per il gran momento,
corre tra le sue braccia,
anche lei innamorata.
E su un vivace fuoco di passione,
diventano una bontà sola.




"La gente del fioretto"





Siamo fiori che si uniscono in un mazzo,
sbocciano nelle mani di Maria,
parlano con le preghiere
e lei ci dona a suo figlio Gesù.

Non siamo vistosi e profumati,
come rose di Maggio.
Non siamo colorati,
come tulipani.
Non siamo tristi,
come crisantemi.

Siamo fiori che si uniscono in un mazzo,
sbocciano nelle mani di Maria,
parlano con le preghiere
e lei ci dona a suo figlio Gesù.




"La mia anima gemella"



Il corpo d’un uomo,
sebbene sia così bello e perfetto,
non desta in me alcuna attrazione.

Sono onestà, sincerità e sensibilità,
le virtù che tanto mi fanno innamorare.

Chiedesti quale sarebbe la mia anima gemella,
se ai miei piedi si presentassero due uomini uguali,
in onestà, sincerità e sensibilità.

Ahimè! Io non sarei mai in grado di scegliere.
Ma il mio cuore saprebbe chi è la mia anima gemella.




"Pasqua 2007"



E’ Pasqua!
E’ Pasqua!
Suonano le campane
della chiesa,
Gesù è risorto!
Son finiti dolore e lutto,
cantiamo Alleluja al Signore,
i nostri cuori son gonfi d’amore,
Gesù è in noi.



"Per la lussuria"



La tua Penelope ogni notte si siede in riva al mare.
Con le cosce al vento ed i piedi immersi nell’acqua,
fissa l’orizzonte pieno di stelle.
E’ dallo scorso ferragosto che ti aspetta così,
ed ormai è già autunno.

Nella freddezza della tua città,
godi tra lenzuola di lino su corpi di donne sconosciute,
che con il sorgere del sole escono dalla tua casa,
senza ricordarsi il tuo nome.
Una di loro una domenica mattina chiuse la porta con villania,
ma tu non la sentisti, perché l’avevi già dimenticata.
Vicini incuriositi si affacciarono alle porte,
aspettarono che tu uscissi per chiederti chi fosse,
fingendosi spaventati dal rumore.
E tu, ridendo, non detti alcuna risposta.

Per la lussuria,
rifiutasti l’amore.
Perché non lo dichiari alla tua Penelope?
Ogni giorno la inganni,
ed io soffro per non poterle dire che stai viaggiando su altri lidi,
e che non andrai più nel suo.



"Ragione e sentimento nelle Marche"



(Conclusioni di un viaggio nelle Marche)

A voi,
Ragione e Sentimento,
che vita eterna avete insieme,
nei teatri e nelle aule universitarie,
tra le verdi colline delle Marche,
un brindisi innalzando i calici di vino buono,
alla vostra ricchezza.


Ragione contenuta nei libri universitari;
Sentimento contenuto nelle opere liriche;
che i marchigiani vi stimino,
che i turisti si commuovano.




"Splendido Natale"



Splendido Natale!
Con il tuo ghiaccio congeli
le danze della primavera,
i ricordi del caldo estivo
e dei tristi colori dell’autunno.

Splendido Natale!
Con le tue luci di mille colori sulle strade
che io guardo dalla finestra.

Splendido Natale!
Con la musica che accompagna gli acquisti dei regali
per i propri cari.

Splendido Natale!
Che nella mia chiesetta annunci la nascita del Salvatore.

Splendido Natale!
Che riaccendi le fiamme di amori finiti
con cartoline colorate.

Splendido Natale!
Che riunisci le famiglie cancellando odi e dissapori.

Splendido Natale!
Con i tuoi silenzi e le tue preghiere.




"Per una ragazza cieca"



Splendido è il tuo sorriso,
morbida è la tua pelle,
bianco è il tuo vestito.
Sei un angelo!
La tua mano,
mentre mi accarezza il volto,
fa sciogliere il mio cuore.
Come sei dolce!
Perfida Madre Natura,
che ti ha privata della vista!



"Ascoltatelo!"
(Dedicata a Papa Benedetto XVI )

E’ un uomo umile,
mite servo di Gesù Cristo.
Ascoltatelo!
Lui non impone ma ricorda.
Ascoltatelo!
Lui chiede il rispetto per noi e per gli altri.
Ascoltatelo!
Lui è Benedetto XVI,
il nostro Papa e successore di Pietro.
Ascoltatelo!

"Colpo di fulmine"


LEI: Dolcissima voce,
artista del dialogo,
fiori scorrevano sul filo del telefono.

LUI: Tu solo con una frase,
sciolsi la mia infame timidezza.
Passione per l’arte reale e virtuale,
non sarai un cavallo pazzo ai miei occhi,
ti prenderò e sarai regina dei protagonisti
che nascono nelle mie opere.

LEI: Colori che un giorno non vedrò più,
vivranno su tele di juta;
mi prenderai la mano,
ed io ascolterò il battito del loro cuore.

LUI: I grigi tramonti piangeranno nelle tue poesie,
il buio della notte verrà ferito dal chiaro di luna;
io testimone lo dipingerò con la mia prova d’amore.

LEI: Prima che il fiore della giovinezza
perda tutti i suoi petali,
prima di guardarci allo specchio
ormai vecchi e stanchi,
prima di dire che siamo ragazzi sì, ma di una volta,
perché non leghiamo i nostri cuori,
con corde che non si spezzano,
nemmeno con cento colpi d’ascia?

LUI: Dito della mano sinistra,
ti donerò lo smeraldo che accecherà il sole all’alba.
Ti amo.

LEI: Prendimi i fianchi, amore mio,
fammi godere con il fuoco della tua lingua,
scivola sul mio corpo,
io scivolerò sul tuo,
non parlare più,
lasciati andare in un lieve orgasmo,
io mi addormenterò
come il fiore della notte
al sorgere del sole
e tu mi abbraccerai
come un’onda
la sua spiaggia.

LUI: Ti amo!

LEI: Ti amo!


"Amore impossibile"

Ero come un lupo
sulla mia collina
scaldata dai raggi più dolci.

Da lassù ti guardavo,
bellissimo,
capelli color della passione,
occhi scuri
in un viso da bambino.

Ti muovevi silenzioso,
con passi leggeri,
facevi palpitare il mio cuore
e non lo sapevi.

Ora la mia collina è gelata.
Sono diventata una delle tante anime fredde
in un centro cittadino grigio.
Non saluto e non sorrido,
attraverso strade trafficate
con due borse della spesa.

Ti incrociai solo una volta
ed il mio cuore ormai di ghiaccio
non riusciva a palpitare.

Dove andavi?
Al tuo arrivo,
avresti trovato
gli amici che animavano
gli anni critici della tua vita?
O mi avresti incontrata,
tu che non mi hai mai vista?


"A te che non credevi all'esistenza
dell'amore"




Ti vantavi perché non conoscevi l’amore,
non credevi nemmeno alla sua esistenza.
I tuoi genitori li credevi un’unione voluta dalla natura
per dare alla Terra due figli in più: tu e tua sorella.
Un giorno diventasti uomo
e lui ti catturò,
in una sua cella ti incatenò
ed oggi con le tue lacrime si gonfia
poi ti ricorda con il dito puntato
la tua condanna all’ergastolo nella sua prigione.
Fa penetrare nelle tue vene
il suo fuoco di passione.
Brucia mentre scorre con il tuo sangue
e tu urli e godi.
Ti piace, eh?
Ora credi all’esistenza dell’amore?

"Cedendo"

La casa gialla,
sotto il sole,
battenti chiusi,
il calore bussa,
vuole entrare,
nessuno gli apre.

Io lì avrei voluto vivere con te.

Cedendo la mia giovinezza,
a piacevoli giochi erotici,
tra lenzuola bianche,
che assorbono il nostro sudore.

Cedendo i miei anta,
all’allevamento di tre marmocchi,
che mi avrebbe portata a farli studiare,
uno da prete, l’altra da suora e l’ultimo da medico,
l’unico che avrei voluto vedere lavoratore con famiglia.

Cedendo la mia vecchiaia,
ad una falce ed un tagliaerbe,
per estirpare i diavoli che hanno ucciso il giardino,
e far resuscitare un eden con i doni benedetti da Dio.

Cedendo il mio ultimo giorno di vita,
ad un’agonia tra lenzuola scure,
che ascoltano i miei ultimi respiri,
e le voci di donne velate di nero che mi circondano,
recitando rosari, litanie e novene.
Mentre tu, immobile,
davanti ad un televisore rotto ed una radio impolverata,
aspetti chi mi deve portare via.


"Cerco Redenzione"

Invidia ed odio,
due lame sorelle,
una brillante ed una cupa,
tagliarono e sguarnirono
il mio cuore,
rendendolo polvere in una pozza di sangue.
Prego, piango, grido,
mi sento rovinata e gettata nelle tenebre.
Dov’è Nostro Signore?
Non lo trovo,
non vedo la sua luce,
perché?
Non è di questo mondo?
Non ci credo.
Lui c’è.
Vive nel cuore degli uomini,
ma io non riesco a trovarlo.
Tendo la mano ormai stanca, ma non distrutta;
verrà in mio soccorso?


A Ciccio e Tore


Freddo e paura
vi fecero lanciare grida
verso un cielo che pareva sordo
ed immune alle ferite che gli facevate.

Non fu così quel cielo.
Un angelo venne a prendervi
E vi portò lassù,
dove San Pietro vi aprì un portone
ed accarezzando i vostri piccoli volti
sorrise e vi disse: “Ben tornati a casa, bambini.”

Gesù Cristo nella sua veste bianca
vi venne incontro,
aprì le braccia
e dal suo cuore uscirono due fasci di luce:
uno rosso ed uno bianco
e vi prese in braccio.

Vennero verso di voi
Maria di Magdala in una veste verde
e la Madonna con il suo manto celeste
che aprendo le braccia vi disse:
“Vostra Sorella Maria Maddalena e Vostra Mamma.”

E Gesù ripeté quelle antiche parole:
“I TUOI FIGLI, LA VOSTRA MAMMA.”


"A Giorgio che va in pensione"
Giorgio è andato in pensione il 10/giugno/2008


Ragazzo entrasti qui,
pieno di sogni e di speranze.
E ti ritrovasti con un lavoro al quale non hai mai aspirato
e che ogni giorno maledivi mentre l’odio per lui cresceva.
Ti videro lavorare la luce del sole ed il chiaro di luna.
E sorridevano sempre perché sapevano che un giorno saresti uscito per stare con loro.
Le stelle piangevano
ma non ti biasimavano;
sapevano che per il tuo lavoro occorreva il neon,
barriera che impedisce di vederle ed ammirarle.
Ma da oggi rideranno perché potrai stare con loro.
Hai percorso i tuoi ruscelli, i tuoi canali ed i tuoi fiumi.
Ed ora sei libero in un oceano.
Percorrerai infinite rotte, starai con la luce del sole ed il chiaro di luna, vedrai ed ammirerai le stelle.
In bocca al lupo!


"Un uomo e la sua fisarmonica"


Lei era l’amore della mia vita.
Lei era l’unica che abbracciavo con passione.
Lei sorrideva a me ed al chiaro di luna
alle feste in cui sul palco
c’eravamo solo io, lei, la mia voce, la sua musica.

Una notte di San Lorenzo,
le stelle cadenti mi portarono una strega davanti agli occhi.
Bellissimi capelli nero corvino,
sguardo magnetico,
abiti scuri e tacchi a spillo.

Fu lei, la fisarmonica, a scegliere le canzoni
ed io le eseguivo già invaghito di quella donna
che danzava e cantava con me.
La stavo tradendo e lei se ne accorse.

Pagai quel tradimento che le feci
vedendo il suo cuore distruggersi
ed il suo rifiuto a suonare ancora.

“Fisarmonica mia, sono un traditore!
Ti ho tradita, amore mio, con una bellissima strega
che mi ha sedotto e mi ha buttato come uno straccio
all’alba di ferragosto.”

Piansi lacrime di dolore
e lei si accorse che ero veramente pentito.
Riprendemmo a suonare e cantare insieme
evitando gli sguardi delle streghe
e non l’ho più tradita, la mia amata fisarmonica.

TI RACCONTO UNA FAVOLA

Il sole sta tramontando,
l’orchestra degli gnomi si riunisce sotto la quercia,
il violinista dà il la,
i folletti saltellando
rami e foglie fan vibrar.

Nel bosco c’è una processione di fate
scortate da elfi a cavallo.
Sentono la fisarmonica,
girano a destra e poi a sinistra,
arrivano alla quercia.

I folletti scendono dall’albero,
elfi e fate si mettono in cerchio e danzano,
inizia una grande festa con musica e danze
illuminata dal chiaro di luna.

Il suono delle campane
ricorda che è quasi l’alba.
I folletti tornano sui rami,
elfi e fate fuggono verso i loro regni
e gli gnomi nei cespugli si nascondono
e mangiando bacche aspettano che ritorni la notte
per suonare sotto la quercia.

"A Jolanda Country"

(Dedicata a Jolanda di Savoia, paese in provincia di Ferrara dove abita Katia Ferri, titolare e webmaster del sito http://katiaredcloud.altervista.org .)


Verdi chiari e scuri dell’erba e degli alberi.
Colori scuri della terra.
Un arcobaleno a fare da cornice.
Chi nei propri sogni vede tutto questo,
racconta di esser stato su un’isola di un’altra dimensione
dove il vento è musica
per le danze delle streghe
ed i cortei delle fate e degli elfi,
dove il sole è un dio buono
per i nani
ed un dio cattivo
per gli orchi,
dove il cielo è un sipario
dietro agli incroci degli sguardi di un falco ed un airone,
dove la luna è l’unico lampione
sui percorsi degli spettri,
dove gli unici colori
sono quelli dell’erba, degli alberi, della terra e dell’arcobaleno.
Quest’isola è Jolanda Country.

"Disperazione"

Lacrime che solcano il viso,
corpo scarno,
sembri uno spettro
in abiti eleganti
che passeggia e balla
nel buio
delle stanze spoglie
di un freddo castello.
E’ la disperazione,
cara donna rovinata,
che ti ha esiliata
nelle tenebre di questo mondo.


A MARIA


Voglio lodare
la meraviglia che portasti in grembo:
stupenda creatura
generata per l’umanità,
sangue versato
sulla terra
per i peccatori.


Voglio lodare te,
Madre Celeste;
troppe spine
nel tuo cuore a causa mia.

Possa tu perdonare
questa ingrata figlia
alla quale mostrerai
un cuore pieno di cicatrici
che ti fanno piangere.

E possa questo nuovo amore per te
Guarire il tuo troppo grande dolore.




A STEFANIA


Mi manca il tuo sorriso.
Mi manca il tuo abbraccio.
Mi mancano le tue parole.
Mi manca l’averti conosciuta
e l’averti voluto bene,
Stefania.




A TONINO E CARMELA


Due cuori grandi,
loro,
la vostra vista,
il vostro udito,
il vostro tatto.

Amate come Dio ama,
insegnate ad amare come Dio insegna ad amare,
pregate e ciò che chiedete Dio ve lo dà.

Mai per voi qualcuno
dolorose spine nel cuore avrà.




MANO DEL SIGNORE


La mano del Signore:
una tempesta,
agita le acque,
un’onda mi affoga,
un’altra mi solleva,
arriva una terza,
mi sbatte
una volta a destra
ed un’altra a sinistra.
E le sorelle sempre più alte,
è buio,
ma cosa vuole da me il Signore?
Piccole sofferenze,
grandi sofferenze,
bellissimi cocci
si rompono
e poi si ricompongono
con strisce d’oro
che saldano
ciò che nessuno oserà rompere ancora.
Grazie Signore!



MATTINA D’ESTATE


Volano, si posano
e tra loro conversano,
tortore,
sui tetti dei gazebi,
sui fili della corrente
e sui rami degli alberi.

Fresco del mare
sulle strade assolate.

Un respiro di salsedine,
carezza di un leggero venticello.

Ed il tempo si ferma
alle porte di un infinito pomeriggio.



RIAPPACIFICAZIONE


Sorge il sole,
un fiore apre i suoi petali.

Nella piccola chiesa,
una giovane suora sussurra preghiere
dopo una notte di Adorazione.

La mano del Signore
distrugge l’odio creato da Satana
per dividere due fragili donne.

Cuori grandissimi si liberano dalle pietre,
riprendono a battere,
mentre le mani si intrecciano,
gli sguardi son rivolti al cielo
e loro,
bellissime come la Madonna,
si incamminano verso una pace eterna.

"A Mauro"



Quanta gioia mi dà
vederti alla finestra
mentre immagini un cielo stellato
con la luna piena
ed esprimi il desiderio
di trovare un nuovo amore.

Quanta gioia mi dà
la spensieratezza
che è tornata ad animare la tua vita.

Quanta gioia mi dà
la tua liberazione
da chi non è mai stato sincero.

Quanta gioia mi dà
vederti come
ti volevi.

"Temporale d'estate"



Lampi come fuochi d’artificio,
bellissima luce,
in un cielo blu.

Nuvole avanzano lentamente
come eserciti di elfi e fate
vestiti di un elegante grigio
per un incontro importante.

Tuoni come rulli di tamburi,
iniziano le danze
tra gocce di pioggia
che aumentano
fino a trasformarsi nel diluvio
ristoratore dell’afosa città.


"Fine"



Le lacrime sono perle sprecate
se non fanno fiorire rose ed orchidee.

Le mani non correranno più sulle tastiere
quando scomparirà il filo sottile che divide
quelle due donne che non si sono mai viste
e si ricordano l’una dell’altra nei loro pensieri.

Dolcissima amica
sorella nel dolore e nella sofferenza
con la corona del Rosario tra le mani
aspetterà di vedere la bara in chiesa
prima di recitare
dieci Ave Maria
ed un Padre Nostro
e continuare
con la sua silenziosa preghiera
che ha fine nell’ultimo respiro.


A LAURA CHE VA IN PENSIONE

(Laura è andata in pensione l’ 8 settembre 2008)


L’angelo rosso
entrò nella città costruita dentro la città,
dove inferno, paradiso, purgatorio e limbo
convivono forzatamente.

Lottò con la testa alta
e la spada tratta
gioì delle vittorie
ed accettò sconfitte.

Creò legami indissolubili di amicizia
modellando le parti migliori del cuore.

Oggi tutti saluteranno con fiori e ringraziamenti
l’angelo rosso
che con lacrime e sorrisi
uscirà in punta di piedi
come quel giorno che entrò.

Arrivederci e che Dio ti protegga.

Haiku 1

Gabbiano reale:
nobile uccello.
Le acque chete.


Haiku 2

Il Papa
benedice la folla.
Fine dell’Angelus.



Haiku 3

Primavera:
diluvio
fermato da un raggio di sole.


Haiku 4

Luna dietro la torre
spia.
Incrociare biciclette.

Haiku 5

In cucina:
profumo di ragù.
Tramontato il sole.



"Dedica ad un Personaggio"



Dedicata ad Antonella, protagonista del mio racconto “Incontri di passione”


Bellissima decantatrice della pittura di provincia,
lassù andrai a vivere,
in quella che fu capitale del Regno D’Italia.

La tua ammirazione sarà per le opere di Juvarra
e comprenderai l’animo dei Savoia.

Nel Duomo,
pregherai amando la Sacra Sindone
e la Cappella dell’Ex Voto a Superga,
ti toglierà il fiato.
Solo invocando il grande cuore di Maria
potrai recitare il tuo silenzioso rosario.

Tuo marito saprà aspettare
quando in cima alla Mole Antoneliana
vorrai catturare i panorami
con la tua piccola macchina fotografica.

La tua nuova città
per te sarà sempre la più bella del mondo
e l’amore di tuo marito non cambierà
davanti al miracolo che Dio fece
mettendo te al suo fianco.


"A Santo Stefano"



Il tuo sangue
come un fiume invisibile
scorre abbracciando i cuori
di chi versa lacrime
per la tua vita
finita troppo presto.

Da esso,
sboccerà una rosa bianca
sotto un raggio di sole.

Quel giorno,
prima di morire,
dicesti la verità,
Stefano martire.

Gesù Cristo
è colui che tu hai conosciuto.
Sia sempre lode al Figlio di Dio,
come tu ed i tuoi fratelli desiderate.

Haiku 6

Rumore del mare,
silenzio in spiaggia.
Sesso con te.

"Voglia di te"



Mi doni uno sguardo intenso,
che mi fredda
come un’arma di seduzione.
Ed io non riesco
a non immaginarti
nel mio letto
mentre godi sul mio corpo bollente.
Ed immagino la tua schiena accarezzata
dalle mie lunghe mani,
i miei seni schiacciati dal tuo petto
raggiungendo insieme
l’orgasmo.
Ho voglia di te.


"All'alba"



Sorge il sole,
avvolti in un fascio di luce,
ci scambiamo baci e carezze sul viso
ed i corpi nudi si abbracciano
formando un tutt’uno
nel piacere fisico.


L’ELFO E LA FATA


Quando il cielo si tinge di rosa,
il manto di stelle vola
dall’altra parte del mondo,
due farfalle colorate
si rincorrono
posandosi sui fiori
dei giardini terrazzati.

E quando il sole tramonta,
due ragazzi in riva al mare
come due amanti
avvolti nel loro silenzio
si amano
mentre piccole onde rosse
muoiono ai loro piedi.
Sono l’elfo e la fata.


IL VOLO DELLA FATA


Come un angelo,
tra fiori e cespugli,
il tuo volo è una danza,
piccola fata,
mentre le tue ali cambiano colore
per mimetizzarsi
e quando il sole tramonta,
come luce di fiaccola
ti avvicini in volo al nostro mondo,
danzi fino a quando il cielo si copre di stelle
e ti posi spegnendoti
per un sonno ristoratore
mentre le ali si ritirano
in attesa del prossimo volo.

Colpita!

Cederò al tuo fascino,
all’inestimabile bellezza del tuo sguardo,
al bacio rubato,
dichiarazione d’amore senza parole.

Timidi boccioli di oleandro
nel buio attendono l’alba
per aprirsi
ed il raggio di sole
di una primavera inoltrata
per moltiplicarsi
come i battiti del cuore
di questa donna ormai tua.

Ore pomeridiane interminabili,
sole e vento tra dune
sabbia e cespugli,
faremo l’amore
fissando l’azzurro
di un cielo dimenticato.

Luna con la tua fredda luce,
che hai da spiare?
Son due cuori che battono innamorati
mentre due corpi nudi abbracciati
s’abbandonano nel sonno ristoratore.

ISPIRAZIONE

Questo vento così forte,
mi disturba,
prepotente
come un pensiero che si rifiuta di essere scacciato.


Ma ripulisce il cielo
restituendogli il suo colore,
come un sentimento sincero
che restituisce al cuore la voglia di innamorarsi.


Potrò apprezzarlo? Solo quando mi mancherà.

POVERI PECCATORI


L’umore del cielo si fa cupo,
piange lacrime vere,
son forti le sue urla di dolore,
non vi donerà il sorriso del suo volto azzurrino,
non è ipocrita
davanti a voi
poveri peccatori,
prostituta ed amante
travestiti da puri e candidi gigli;
siete vergogna
per le fiamme dell’inferno
e per gli angeli del paradiso,
poveri peccatori!


MOMENTO SENSUALE


Mi cederò
al tuo abbraccio,
inebriata dal momento sensuale.

Abbandonata al calore
ascolterò la dolcezza
delle tue emozioni.

Un chiarore
d’un cielo estivo
illumina le nostre nudità
immerse nelle acque calme
di un mare addormentato.

"Dove sei?"

Dolcissimo immergersi nei pensieri,
in una sera di fine estate,
abbracciato da un cielo pulito
ed una timida falce di luna.
Dove sei?
Ti cerco passeggiando
nella quiete
di una strada dove il mio tempo si ferma,
ti cerco come quel principe azzurro
che sempre sogno di incontrare.
Dove sei?


Nel caos cittadino
tra lo sfrecciare di auto, tram e bus
incrocio volti sempre nuovi
e tu sei tra di loro
lo so che sei tra di loro
tranquilla riflessione
per te salirei a piedi
la collina della fede e della morte
e scenderei di corsa
sulle rive del lento fiume dell’amore,
tutto questo per una domanda sola:
Dove sei?


"Notte romantica"



Sotto un manto di stelle,
la guardò negli occhi,
le mani nelle mani
e scese veloce
una lacrima di San Lorenzo
quando le chiese:
“Mi vuoi sposare?”


Sullo sfondo,
una chiesa solenne
affacciata su un panorama di montagne,
scorcio aperto tra due alberi,
una veduta splendida
dalle terrazze di una collina famosa suo malgrado.

Esprimere un desiderio
in quella notte romantica,
era solo che Dio potesse donare loro un figlio.

"Alchimia"



E’ solo alchimia,
questo continuo guardarci
attratti l’uno dall’altra,
immaginarci abbracciati
nel fuoco della passione
mentre le campane battono mezzanotte.
Immersi in una morbosa fantasia erotica
proviamo piacere
ed il sogno si fa simile alla realtà
nel tocco di un’ala della parte pazza
del nostro Io.
Nient’altro che alchimia.

"Buonanotte"
(dedicata a Loreto e Recanati)



Vi osservo dalla vecchia terrazza,
abbracciata dal vento settembrino,
distesi sulle colline che dominate,
così diversi
eppure uniti
come sposi fedeli
vi addormentate nascosti dalle vostre luci;
sembrate un presepio in religioso silenzio.
Pregherò per voi.
Buonanotte!


"Dolcemente"



Ulula vento di settembre,
ulula dolcemente,
guarisci la mia insonnia pomeridiana,
addormentami dolcemente
nel fresco delle lunghe ore
che succedono al suono delle campane del mezzogiorno.

Accarezzami ed abbracciami
dolcemente,
raggio di sole che attendi il tramonto
per morire dolcemente
lasciando una terra che non riesci più a scaldare.

Ed è notte.
Il silenzio si posa dolcemente,
la luna vuole dominare sulle nuvole,
ma loro passano,
nascondendola
ed il mondo che rinuncia a vederla,
si addormenta dolcemente,
come me tra le braccia del mio amore
mentre sussurra nelle mie orecchie
antiche dichiarazioni del primo innamoramento.



"Al Monte Conero"



Sei ciò che resta del piede di un gigante,
un cumulo di massi all’orizzonte,
deturpi la serenità della contemplazione reciproca
tra il mare ed il paesaggio collinare.


Invadente con la mania di protagonismo,
nei panorami marchigiani,
possa il pittore
escluderti dalla poesia delle sue pennellate.


"La città delle creature magiche"



Conosco una città
dove i raggi del sole
fanno piovere brillanti sulle foglie,
i rami curvi si specchiano nelle acque dei ruscelli,
le sirene del lago armate di tridente
proteggono il bosco delle fate,
i cespugli degli gnomi,
i quattro alberi che delimitano l’aiuola
dove le streghe danzano con gli spettri
nelle notti nebbiose.

Dammi la mano,
attraversiamo insieme il ponte
che separa il nostro mondo
dalla città delle creature magiche!
Non aver paura,
di giorno vedi solo anatre e strani uccelli;
la città si sveglia al tramonto
e si riaddormenta quando si riaccendono le nostre luci
e gli umani riprendono a vivere.

"A Roberto che va in pensione"


(Roberto è andato in pensione il 28 febbraio 2010)


Quei padiglioni circondati da mura
come zone militari;
la tua casa.


I colleghi;
i tuoi figli ed i tuoi fratelli minori, maggiori e gemelli.


Le cariche più alte
rispettate come il padre e la madre,
medici ed infermieri
erano come una parentela vicina e lontana.


E’ giunto il momento di preparare i bagagli,
scenderanno lacrime come quelle dell’emigrante
e mancherà a tutti il tuo affetto, la tua amicizia
ed il tuo portare rispetto.

Ma là fuori c’è una nuova vita che ti aspetta,
un altro amore ed un’altra famiglia
ai quali darai il tuo cuore senza mai pentirtene.


Vai e sii felice.


Quando l'amore è platonico


Penso a te, penso a noi,
mi prende un'insonnia d'amore
sia di giorno che di notte.

Immagino noi due,
un cuore eterno,
come la coppia di una cartolina di San Valentino.

Ma tu sei irraggiungibile,
i tuoi occhi non incrociano i miei,
vorrei parlarti,
ma per me non ci sei mai,
mi basterebbe che vedessi che ci sono,
ma il tuo tempo non è mai per notarmi.

Io ti desidero,
vorrei un amore corrisposto,
sentirti mio e sentirmi tua in un dolcissimo orgasmo.

E tu nemmeno lo sai.






























































































 

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