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Primina Foresti
Mi chiamo Primina Foresti, sono di Pontoglio in provincia di Brescia
Faccio parte del Gruppo Letterario Meteora di
Palazzolo Sull’Oglio prov di Brescia.


Pubblicazioni:
  Da alcuni anni scrivo poesie, ho pubblicato degli opuscoli tascabili con poesie ed sms insieme a Fulvio Fapanni.
Ho pubblicato nelle pubblicazioni del Gruppo Letterario Meteora.

Le cose migliori, ascoltando il tepore della vita fioriscono
e anche se timide non si risparmiano,
rinfrescando la nuova stagione, regalando stupore
dominante su quel che siamo.

 

Cronache Celesti

di Primina Foresti e Fulvio Fapanni

Lampi di pensiero e di sentimento: mi sembra la più legittima definizione per Cronache Celesti di Primina e Fulvio, quarto volume di un’esperienza poetica saldamente legata alla quotidianità della vita. L’ombra delle attuali inquietudini viene riscattata dalla fiducia in un domani di speranza e di armonia.
Queste limpide poesie sono già il preannuncio delle “nuove fioriture” di un domani possibile.

Inìsero Cremaschi

***

Dedicato a quanti vivono
consapevoli di essere
una scintilla di eternità
sfuggita al dominio del tempo.

Dedicato anche a coloro
che avvertono il palpito
sempre più sensibile
della propria essenza
farsi strada
attimo dopo attimo
nel percorso della vita.

***

Vapori nutrono l’essere
assetato di sapere,
ali di brezza sottile
per volare
dove lo spirito
esule si libra
affidandosi
alla misteriosa volontà
di un Creatore,
riconoscendo
la propria misera pochezza.

Volgendo lo sguardo
ad un altro presente
s’odono chiacchiere ovunque,
futili, irrilevanti,
poco più che un brusio.
L’anima s’evolve
oltrepassando il muro
dove il giardino
attende la nascita
di nuovi fiori,
preparando la terra
alle semine,
rinnovando
il cammino.

I passi avanzano
pronti al comando,
percorrono la comprensione
dove un effimero
‘io’ personale tramonta
e dietro il selciato
l’ombra evapora
su ciò che siamo ed eravamo.

Rispondere alla vita,
soffiando fra intrecci
sul fuoco del presente
penetrando la mente
ed il corpo,
ritrovando nel silenzio
l’essenza
fino a sentirla nel respiro.

S’apre lo scrigno dei gesti,
si diffonde la parola
fatta di comprensione.
L’espressione vigila
nelle parole soffocate,
bisbigliate,
presentando l’essere
tra il banale e ciò che vale.

Il banale si perde
nei suoi labirinti,
ciò che vale vibra nella voce
entrando ed uscendo dagli occhi,
nutrendo l’anima
come un fiore,
brillando al pari delle stelle.

Sollevando il pensiero
dove innocenti attimi
cedono all’ingordigia
e l’odio incombe.
Ansimando
ad un lontano arcobaleno
respirando l’attesa fra i colori.

Un cenno luminoso dall’alto
risveglia animi turbati
assetati di quiete.

I presagi si fanno orizzonte,
trovando conferma
nella rugiada di adesso.

I destinatari
non colgono il senso
e a volte esclamano:
“oh che belle parole”,
mentre nelle pieghe del risveglio
seguono il richiamo.
Correre incontro all’alba
con l’aria nei capelli
e la corsa dentro gli occhi.

Toccare la pelle
di ogni galassia
mentre un fremito ci scuote.

Siamo la schiuma
di un oceano senza fine.

Avete mai pensato
di poter essere ovunque
senza confini?

Rotti gli argini del limite
dove il respiro del pensiero
fugge al reale
per perdersi nell’immenso.

I confini del cielo
cedono al vento
di una nuova frontiera.

I sentieri del tempo
cadono
nell’ultima battaglia.

Nel reame delle percezioni
siamo immortali,
ma esili come fili d’erba
che toccano il firmamento
restando con le radici nella terra.

Giorni in cui la Luna ed il Sole
sembrano amanti,
giorni dove tutto
sembra cambiare
e ancora un ciclo
si prospetta,
le fasi s’alternano
nell’attesa
d’uno sguardo lungimirante.

Un passo stabile
si rinnova,
poichè dritto
davanti allo sguardo
un luogo cangiante
contiene il lucido evento
del nostro destino,
mappa tracciata
come disegno d’ali
in remota memoria.

I gemiti
di una stagione
accolgono
il caldo respiro del tempo.
Teneri amanti
fremono sulla soglia di un bacio
nel dolce disincanto.

Svelato l’incantesimo
d’un salto nel giardino
dove le anime si respirano
e nell’avvolgente abbraccio
cadono i confini.
I raggi del sole esplorano,
zone d’ombra
concedendosi alla luce.
L’essenza della terra
si specchia nel creato
e noi vacilliamo
orfani di ogni logica,
confidando nel fragile
equilibrio di deboli esseri.

Spingersi oltre
ciò che si vede
fino alla radice
di ciò che si sente.

Lì soltanto esiste il contatto,
l’ombra palesa davanti ai giorni
il cambio dall’estroverso
all’introverso,
dal ciarliero al taciturno.
Si torna all’ombra
del primo maestro.

Nell’intimo scrigno
il mondo s’è fermato
e con vento di brezza
si chiede cosa stiamo cercando.

Spesso si cerca
delle stelle la polvere
e dal destino la traccia
per seguire
le impronte del passato.

Le dame del lago
si son fatte corona di vento,
i nostri pensieri profondi
come il cuore degli elfi.

Dove le promesse
si fanno evanescenti
la vita trova dimora,
all’origine di ogni luogo
e del pensiero che l’ha creata.

Fermare i tamburi del bisogno
fino ad avvertirne la brezza
imperturbabile
d’ogni essenza.
Nello scorrere del giorno
tutto passa,
torna e si trasforma,
i cicli del destino
seguono un disegno
fedele alla propria cornice.

Qualcosa inizia
e finisce,
dove cessano le corse
comincia il cammino,
dove ogni istante è pieno
termina l’affannoso
accumulo del nulla.

Tutto è riflesso
in un effimero abbaglio,
nullo in sostanza
reale alla dissolvenza.

La ruota del tempo
lascia una traccia nella polvere
e solo il vento della coscienza
la può cancellare.
Siamo orde di orfani
che tornano a casa,
su sentieri tracciati
da eventi velati.
Pulviscolo di vita,
dove il silenzio
tenta l’anima
e passo dopo passo
la meta.

Le note giocano
con le gocce e narrano storie
che pochi sanno ascoltare.
In questa danza
troviamo in noi
e nel mondo coesione,
lo spirito si espande
dove il ritmo guida il passo
e le parole tacciono.

Verrà il tempo
in cui dopo l’armonia
l’essere umano darà vita
a intese inimmaginabili.

Verrà il tempo
di occhi diversi
e corpi fatti di pensiero.

Il dolore dimenticato
darà frutto
e sospesa
l’esistenza non perirà,
perdendo la forma grossolana,
nascendo ad inattese fioriture.

Limpide acque
scorrono comunque,
petali di rose
profumano l’inganno
nel continuare a vedere
il mondo solo dagli occhi.

Un velo sottile
divide i due mondi
con il nostro banale
incedere a stento,
tra grovigli di scelte
e carezze d’onde sensuali,
metodi esatti
per fuggire al presente.

Si scuote la terra
urlando dall’oceano:
“spezza la nostra vita
ed ogni rifugio!”
È il tempo
in cui la natura insegna
a vivere attimo per attimo
e la vita esiste solo nel presente.
Si rammentano gli errori
causa di cadute
ma l’essenziale è invisibile.

Serve una magia
per colorare gli attimi
e portarci via,
dentro nuove note,
cuscini intrisi d’essenza
e lacrime a spalancare la mente,
pigra sonnambula
che gli animi desta
dimorando nel mondo ideale
dove l’aria è il confine.

Serve una magia
a questi occhi quasi opachi
e una lanterna
d’un bagliore fioco
ma così presente
da invadere ogni cosa.

Un’energia divampa
e nell’ignoto
una consapevolezza si ricrea.

Ogni tensione
è un intreccio di energie
che non fluiscono,
ogni timore è una tensione
che non edifica.
La fine delle tensioni
e dei timori
dissolve ogni dubbio
rendendoci liberi
dai canoni imposti,
liberi come il pensiero,
liberi di creare altre tensioni.

Le baccanti, ninfe dei sensi
trasformano in ambrosia
il caldo torrente di un amplesso.

Nella stessa acqua purificata
i Santi si immergono
e diventano immortali,
nell’incanto di un attimo
tutto si compie.
Solo i pensieri più profondi
si fanno largo nel frastuono.
Solo i sensi più ricettivi
sanno trasformare
una voce
in una carezza senza fine.

Riflessi di cristallo
si dividono in sette parti,
un tatto nuovo sfiora
la nostra identità
e l’orizzonte si perde.

Si torna a casa
dal labirinto delle vacuità.
Si scorre nel flusso

rielaborando il percorso
si torna a ciò che si è.

Limpido il passato
muore in seno al presente.
Il futuro lo emana
ad ogni respiro.
Sentiamo scorrere il tempo
nelle nostre vene
ma è l’anima
l’oceano dove tutto fluisce,
mentre il vento, l’aria e l’acqua
tutto dominano.
Gli elementi
destano la forza primordiale,
trasformandoci
in noi stessi per sempre.
Giorni di vuoto,
giorni di speranza,
valichi inconsueti
oltre torrenti di torpore
e a pochi passi una sponda.

Cade ogni cosa
che non sia movimento di passi.
Riecheggia il suono
su ciò che promette,
ma lunga è la strada.

Fidati solo del tuo soffio,
conducilo oltre
la ragnatela degli schemi mentali.
Fidati della filigrana
di uno sguardo profondo
come il tuo volto.
L’ultimo avamposto
della nostra vanità
cede ai colpi dell’orizzonte.

Si vedono candidati all’oblio
mendicanti e re.
Camminiamo fianco a fianco
al nostro reale percepire,
assorbendo presagi,
diffondendo energia
mentre contorni d’ombra
non ci abbandonano.

Contorni d’ombra,
un vasto mantello
che spinge come vento notturno
il nostro spirito affamato,
insaziabile,
alla ricerca di ciò che nutre.
Invisibili passi di danza,
visibili toni di colore,
impercepibili suoni,
percepibili distanze.
La tavola di smeraldo ci accoglie,
regalando calore,
nutrendo i disegni.

Planiamo con carezza d’aria
su tutte le contorsioni,
quel che resta di questi eleganti
colpi di fioretto altro non è
che una resa dei conti quotidiana.

La somma sul pensare,
sul fare, e sul traguardo
si crea osservando
con pupille affilate
e un sensibile tatto,
toccando nell’intimo il reale.

Quando le intese erano scevre
del morbo del possesso
il mondo era giovane,
l’amore puro
permeava ogni cosa
senza essere pronunciato,
ma ora, schiavo dell’ombra
sopravvive all’incanto,
emanando per la prima volta
la vera voce
ed è come coro d’angeli,
velo sospeso
tra forma e sostanza.
La parola separa
il vero dal falso
e trova tra gli opposti la via.
I limiti che hanno partorito
le abitudini
ci hanno resi così come siamo.

In realtà siamo ben altra cosa,
in viaggio
verso l’unica sensata verità,
allungando il limite
su ciò che vale,
respirando l’essenza
di ciò che siamo.

Un tempo vi era “Avalon”
dove l’interesse dei molti
era la priorità del singolo.
Una fratellanza vera
da smuovere montagne.
Camminiamo in un mondo
dove ognuno pensa solo a sè
pur non sapendo vivere
nella solitudine.

Dove l’opportunismo di alcuni
si contrappone
alla generosità di altri,
e le stelle osservano
storie narrate,
disegnate
nei sentimenti.

Sono cerchi
che s’espandono nel cielo.
Sono gocce di rugiada
che attendono l’alba
distese su fili d’erba.

Siamo la distanza ed il contatto.
Siamo essenza, energia vitale
che affiora dalle viscere
per poter espandere
l’intimo contatto
prima nelle fibre dei polmoni
poi diffondendosi come l’aria.

Fondersi tra mare e cielo
per divenire tutt’uno.

Le parole sono poca cosa
e le strade infinite.

La morte non è che una porta
tra due stanze.
Veniamo alla luce
con gli occhi chiusi
solo per imparare ad aprirli.

Apriti col cuore
volgendo lo sguardo
su vie animate dallo spirito.

Un alito di vento leggero
evoca la presenza.

È strano come a volte
nel chiudere gli occhi
ti rendi conto
di averli più aperti di prima.


*** Fine ***


Tempo

Tasche come
clessidre di ricordi...
Sabbia ferma.
E' solo con il tempo
che si fa amicizia col tempo.
Tempo...
Tutto passa
tutto si rinnova.
Come per rituale rispetto,
più in alto non si osa.
Ma il battito
scuote il cuore
ed è il tempo.
Tempo...
Toccami...
E che nulla sia perso.

---------------------------------

Abisso dimenticato

Rossore di vergogna nascosta
La polvere viva
Respira forzata
Nell'oceano...
L'abisso dimenticato
Il sorriso negato
Da bellezza parassita
In un mondo
Che impasta
Quieto ed inquieto...
Dove affiora melma...
Per quanto...
Prima d'esser elevato?

---------------------------------

Dalla finestra

Si dirada il fumo
Come pensiero si consuma

La mano sostiene il braccio
E dalla cornice l'iride
Spalanca le imposte
Nella burrasca dei sentimenti
Dove l'amore non dice la verità

L'abbraccio ritrovato
Lascia briciole sulle scale
Inciampando su pietre di fontana
Che cantano alla gioia
Sorrisi innocenti cercano nella memoria
Inconsapevoli di ciò che gira attorno
Ignari l'un dell'altro
Gli sguardi si cercano
Affondando nello stupore

Cambiamo le relazioni
Guardando dalla finestra opposta
Per tornare nella beata non memoria
Traguardo di consapevolezza
Rinascendo in essa.

---------------------------------

Verso la notte
sospesa a mille fili,
dove la vera incoscienza
pesa la vera coscienza.

Dove la luna guardinga,
osserva rassegnata
nel sapere che tutto
si piega... si consuma.

Quando il sonno
dominante sul cuore,
cede all'inganno dei sensi...
che a volte ascoltiamo.

---------------------------------

Aurora dopo aurora
tra il chiaro e lo scuro
di una duna
in questo deserto di moltitudine,
liberaci e proteggici
da ciò che non è nella Tua natura.
Difendici.
Poichè giusto è solo ciò
che è ai Tuoi occhi
ed i nostri ignorano.
Tu luce
non lasciare che il buio c'inghiotta.
Donaci saggezza e forza
di silenzi ritrovati.
Per l'amore soffocato
da troppe parole,
dimenticando il viverlo
e lasciarlo vivere.

---------------------------------

SOMMERSA E SVELATA

Primina Foresti e Fulvio Fapanni
Poesie scritte insieme

Anno 2003 - 2004


(nella stesura cartacea ci sono disegni di Elena Fogliata)

***
Presentazione
Le poesie di questa raccolta sono l'esito finale di un lavoro comune. Nel nostro primo libretto, io e Primina abbiamo esposto gli sms così come sono stati trasmessi senza lavorare di taglio e cucito, per meglio evidenziare il materiale grezzo e lasciarne intatte le sensazioni espresse.
Con questa raccolta, non solo abbiamo messo insieme gli sms, ma li abbiamo anche corretti, rendendoli poesie vere e proprie.
Il passo successivo è stato togliere il riferimento a chi appartenessero le frasi, unificando i testi come se la poesia fosse creata da un unico autore.
"Sommersa e Svelata" non si riferisce solo al parziale anonimato della singola frase, ma al tentativo di dare voce ad un cosciente fiume sotterraneo, proprio là dove l'identità personale si perde e trova coesione nell'assoluto.

***

POESIE

***

LA NEBBIOSA NATURA DEI SOGNI
Da vuoti echi
scivolano
vane parole
con rullo di tamburo
e insipidi colori.
S'arruffano tra loro
e cadono come la
pioggia di ieri.
Strane cascate
s'infrangono dietro le sfere
ingenue degli occhi
portando colori là dove
l'acqua è frastuono.
Vani gli slanci verso
monti spuntati...
Luccica di speranze
la nebbiosa natura dei sogni
e di certezze s'adombra.
Nei solchi terreni
rinasce la certezza
e la concretezza si rinsalda
teneramente allunata.
I passi oltre il fango
perpetuano la danza
ricamando i sassi.

***

28 - 10 - 2003

L'ONDA

Un'onda s'infrange
sulle sponde di ieri
e resta solo la schiuma
del sogno che eri.
Le sponde di oggi
ricamano il giorno
e verso il tramonto
sospira il mondo.
Rimangono gli spazi
nascosti allo sguardo
e i respiri taciuti
di epoche lontane.
Dove riemergono
profumi dimenticati
che nutrono il cuore.

***

16 - 11 - 2003

LA VISTA CORTA DELLA MENTE

Grigio il cielo
nella sua temporale natura
avvolge il viandante
che non conosce strada,
cede all'ingordigia
di avidi pensieri
incamminandosi
per vie oscure
dove raggi luminosi
lo guidano attraverso
morbide o dure prove.
Si cela un luogo
di antiche promesse
verso la meta.
All'insaputa
subire la perenne
debolezza
coltivando e rinnovando
il cammino.
E con sorpresa a volte
scorgere che l'unico punto debole
sta nella corta vista della mente
persa sempre in luoghi
dove solo l'occhio dei sensi
estende il suo dominio.

***

31 - 11 - 2003

SOGNI LASTRICATI

La luna guida i sogni
mentre il sole avvia
i passi del risveglio.
Entrambi ci accompagnano
nel lungo viaggio verso l'eternità.
Lastricati sogni rallegrano
la via senza chiedere nulla se non i sogni.
Senza pretese la vita offre il suo tesoro
fatto di opportunità per comprendere
l'altalena di lacrime e gioia.
Penetrando nel mistero
accettando il giogo e viverlo.
Il mistero della vita è assopito
nella profondità dei nostri occhi
e nella regolarità del nostro respiro.
Non facciamo gli stolti e ascoltiamo!

***

2003-12-02

MEMORIE SCALZE

Scalzo di memorie
libero l'incanto e ti preservo
lieve come della neve il fiocco.
Difendendoti dall'oblio sciogliendo
ciò che lega al tempo.
E libero dai lacci estendo
il dominio delle mie percezioni.
Come magnete attiro ciò che ci nega.
E con profondo sguardo scopro
quanto consenso celi la negazione,
senza ali, spicca il volo, ogni umida redenzione.

***

2003-12-03

IL MANTELLO DELL'ILLUSIONE

L'illusione è il nostro mantello,
la realtà il nostro fardello.
Esiste un sole che non brilla nel cielo
e nemmeno nei pensieri,
siamo i raggi dispersi
nella penombra, ghirlande appassite.
Ricamiamo il vivere con lana dorata
ad ogni punto un istante,
fino a divincolarci dal tempo.
Sorvolando ciò che siamo
in emisferi sconosciuti,
liberi dall'inganno di cattive percezioni
attraversando i sensi in punta di piedi
senza turbare il giardino dell'anima.
L'anima avrà beneficio del passo felpato
sul sentiero sussurrato.

***

2003-12-05

SMISURATO GIOCO
Non nasce dalle parole
il quasi impossibile fiore
ha un assonanza col destino
fuori da ogni inganno
si libera ricamando su se stesso
il proprio divenire
con la forza dell'incanto.
Smisurato gioco di
lucide gemme
esplorano le piccole
cose vestendole d'eterno
riflettendo raggi nell'immenso
spazio profondo.

***

2003-12-16

PERCORSI INTERIORI
Non si percorrono
i contorni della realtà
ma ci si passa attraverso.
La chiave dell'estensione
è percepire ogni cosa,
la dispersione è limitarsi
al pensiero.
Penetrando le sensazioni,
ascoltandole a pelle,
vivendo di presente.
Sentirsi toccati nel viaggio
dal singolo filo d'erba
e non accecati dalla meta.
Percorsi interiori raccontano.

***

2003-12-19

L'ONDA DEL SOGNO
Placa l'onda del sogno
con gesti che sanno di mistero
e fruga tra le calde stelle
nascoste ad ogni brama
ma non all'infuocato cielo.
Celando vita e pensieri ansiosi
di vento e movimento
liberi nell'aria
lievi nei passi sulla terra,
acuti nei sensi e semplici nei pensieri.
Affiorando in superficie d'onda
liberando esistenze.

***

2004-01-01

MARE DI INTENTI

D'abile rintocco
tocchi nell'alba, vita nuova.
Dalle palpebre alle gote
l'umido fiume argenteo
reca gioia e antichi lampi.
Bagnati e riposati
i ricordi, pronti i
richiami seminati
sulle sponde.
Sponde bagnate
in un mare di intenti
assetati ed ansiosi d'essere
ciò che da sempre sono.

***

2004-01-03

SI VA COSI'
Si va così nell'incantata notte
colmi di sognate mete
la vita tra le dita, la luna nei capelli.
Aspettando il vissuto
sussurrando al mistero
con animo spoglio e
devoto sguardo.
Accogliendo lo spirito
che in spirale ci avvolge
e con lo spirito essere tutt'uno.

***

2004-01-06

LACRIME DI MIELE

Lacrime di miele
trasudano dalle mura
dei corridoi dell'incoscienza.
ambrosia dell'umida sorgente
dell'anima ci candida a percorsi immortali.
Ricchi viali
traboccano
generosi
regalando
nuove emozioni.

***

2004-01-08

RITAGLI DI VITA

Emana luce
e nel silenzio osserva
ogni pensiero.
Le stelle
tiene tra le dita
e versa lacrime
di gioia.
Nel nobile sentimento
governa gli eventi
regolando
ritagli
di vita.

***

2004-01-12

LIMPIDE ONDE

Lontane e vicine
onde limpide
increspate dal vento.
Non più promesse
nella gola, semplici carezze
tra le dita.
Il fiume di seta turchina
attraversa vallate di smeraldo.
Nuovi tramonti e nuove aurore
su questo mondo
d'infinito respiro.
L'alba nascosta
aspetta nuovi raggi.
La tela del tempo
nasconde il viso
ai ricordi.
Rassicurando la meta
sussurrando
teneri germogli.

***

2004-01-21

ALLARGARE LO SGUARDO

Era la gola
arsa dalla sete,
la palude secca
e l'orizzonte
reso incerto
dalla nebbia
ad indebolire
una tenue fede
in luoghi
di speranza.
Il toccare
l'abisso
è maestro
per riallacciare
il cammino
ed oltre il pensiero
allargare
lo sguardo
posandolo in luoghi
puri come
la rugiada del mattino
I raggi del sole
nelle gocce di pioggia
verso la fine di un temporale.
Nel normale divenire...
evaporare... liberi
in un sogno sconosciuto.

***

2004-01-24

ELEMOSINA DI VENTO

Elemosina di vento
miete danza tra i capelli.
Ho un sogno scintillante,
a volte lo vesto di tempesta,
altre lo denudo di speranza.
Percorrendo la chiarezza
dei suoi colori
sorseggio, colmando
coppe di ristoro.

***

2004-01-29

LIMPIDO PERCORSO

Nel limpido percorso
degli infiniti cieli
il silenzio segue il suo corso
al di sopra dei sogni che aneli.
Abbandonando l'affanno
respirando brezza di rugiada
solo i fiori ancora lo sanno
quanto pesino i sogni di giada.
E forti non fuggono lo sguardo
che liberi li rende
dal giogo ormai consueto
nell'alba che sorprende
sulle onde dell'eterno.

***

2004-02-03

INCEDERE D'INCENSO

Tocca le mani
con incedere d'incenso
e graffia la calce
dalle umide mura dell'anima.
Accanto al silenzio
cresce un bisbiglio
di promesse.
Rinnovando il respiro
di nuove speranze
oltre i margini
della coscienza,
confini mai valicati
dal rumoroso belare
del gregge.
Distratti dall'apparente
vivere.

***

2004-02-04

IL VOLO DELLA COLOMBA

La colomba in volo
oltre l'oceano
con se reca un messaggio
ma il suo viaggio
non avrà ritorno.
A volte si parla al mare
altre solo alle stelle.
Segni misteriosi
viaggiano
sulle vie del tempo
poggiando le ali
su terreni lontani.

***

2004-02-11

L'ALBA TRA I BAGLIORI

Cavalca
il mistero
della notte
cercando
il confine
del respiro.
Illimitate ali
si aprono
e non è
che il primo
istante di vita.
Ad ogni battito
un respiro,
ad ogni passo
la speranza
promette...
annunciando
l'alba tra i bagliori.

***

2004-02-15

MARGINI D'ESISTENZA

Riflessi
di smeraldi
evocati
da un sogno
antico,
tolto mi avete
il sudario,
esiliatemi
tra riflessi
pallidi e lunari.
Osservo
senza toccare,
sulla vasta
superficie
appare
la sostanza.
La distanza
è un attimo unico,
dissolto
in percorsi
lungo
margini d'esistenza
dove lo stupore
riscalda
l'essere.

***

2004-02-21

DERIVA

Spinta alla deriva
alma o psiche
illusorio termine
bramata parvenza
dai bassofondi
della mente
là dove mai salpa la coscienza.
Dimenticato il mondo
del respiro nascosto
il vivere cova
all'insaputa esistenza
e d'esistere sente
la brezza sulla pelle.
La riva lontana
e mare aperto
salsedine
tra i battiti del cuore
nel riaffiorare
con l'onda
il pensiero fuggevole
al canto del vento.

***

2004-02-26

CADUTE DA UN MONDO REMOTO

Aleggia lieve
la memoria,
chiudo
gli occhi
aprendoli
al sogno,
corro nella notte
ed il presente
è già domani.
Rivedo
cadute
da un mondo
remoto,
sparse
le tracce
attendono
lettura
nel riprendere
coscienza.

***

2004-03-01

SOSTANZA

Solo chi non ha sostanza
vive d'apparenza.
Il saggio vive i suoi giorni
senza perdersi nella vita,
cogliendo ogni cosa
senza attaccamento.
Come brezza
sollevarsi e scivolare
senza intaccare nulla
che non sia nell'intima percezione,
compreso e posto a fiorire.
Riflessi di rugiada
accarezzano i sensi
sorvolando all'apparenza.
Rugiada che dal profondo
prende forma
unendo due corpi
in una sola conoscenza.
Esplorando l'infinito.

***

2004-03-05


L'ORIGINE E IL DESTINO

Non credo
di aver indossato
ali da colomba
o artigli di aquila,
non penso
al destino
delle mie parole,
preferisco
vederne l'origine.
Scavare
nell'anima
dove i corpi
si muovono
senza ombre
e nella luce
fremono
con lacrime
e sospiri
di gioia.

***

2004-03-19

COSA RESTA?

Altro non resta
che un rapido
movimento di sguardi
nell'assolata valle
conservando ciò che di dovere
operando nel mondo segreto.
Dalle cime alle radici
degli alberi invisibili
cresciuti e dissetati dalla vita
il corso dell'esistenza
spolvera ciotoli d'esperienza
sulle valli eterne del cammino.

***

2004-03-24

CONSUMANDO IL CREATO

Una sola nota
percuote la mente
mentre poni fine
alla battaglia
coi dormienti.
Un solo canto
ridà colore
a nuove percezioni.
Scendo dal vanto
risalendo il gesto
unendo ciò che concilia
tra cielo e terra...
sapori, colori remoti.
Una sola nota
vibrando attende
sospesa nell'aria
aleggia, percepisce
e assorbe, consumando
il creato con veste di fuoco.

****

Poesia di retro copertina:

Svelata sommersa
frase sublime
mai pronunciata
lieta conduce
in sogni d'eterno.
Tra lacrime e sorrisi
si compone il tempo.

***


 

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