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| Primina Foresti |
Mi chiamo Primina Foresti, sono di Pontoglio in provincia di Brescia Faccio parte del Gruppo Letterario Meteora di Palazzolo Sull’Oglio prov di Brescia.
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Pubblicazioni: |
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Da alcuni anni scrivo poesie, ho pubblicato degli opuscoli tascabili con poesie ed sms insieme a Fulvio Fapanni. Ho pubblicato nelle pubblicazioni del Gruppo Letterario Meteora.
Le cose migliori, ascoltando il tepore della vita fioriscono e anche se timide non si risparmiano, rinfrescando la nuova stagione, regalando stupore dominante su quel che siamo.
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Cronache Celesti
di Primina Foresti e Fulvio Fapanni
Lampi di pensiero e di sentimento: mi sembra la più legittima definizione per Cronache Celesti di Primina e Fulvio, quarto volume di un’esperienza poetica saldamente legata alla quotidianità della vita. L’ombra delle attuali inquietudini viene riscattata dalla fiducia in un domani di speranza e di armonia. Queste limpide poesie sono già il preannuncio delle “nuove fioriture” di un domani possibile.
Inìsero Cremaschi
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Dedicato a quanti vivono consapevoli di essere una scintilla di eternità sfuggita al dominio del tempo.
Dedicato anche a coloro che avvertono il palpito sempre più sensibile della propria essenza farsi strada attimo dopo attimo nel percorso della vita.
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Vapori nutrono l’essere assetato di sapere, ali di brezza sottile per volare dove lo spirito esule si libra affidandosi alla misteriosa volontà di un Creatore, riconoscendo la propria misera pochezza.
Volgendo lo sguardo ad un altro presente s’odono chiacchiere ovunque, futili, irrilevanti, poco più che un brusio. L’anima s’evolve oltrepassando il muro dove il giardino attende la nascita di nuovi fiori, preparando la terra alle semine, rinnovando il cammino.
I passi avanzano pronti al comando, percorrono la comprensione dove un effimero ‘io’ personale tramonta e dietro il selciato l’ombra evapora su ciò che siamo ed eravamo.
Rispondere alla vita, soffiando fra intrecci sul fuoco del presente penetrando la mente ed il corpo, ritrovando nel silenzio l’essenza fino a sentirla nel respiro.
S’apre lo scrigno dei gesti, si diffonde la parola fatta di comprensione. L’espressione vigila nelle parole soffocate, bisbigliate, presentando l’essere tra il banale e ciò che vale.
Il banale si perde nei suoi labirinti, ciò che vale vibra nella voce entrando ed uscendo dagli occhi, nutrendo l’anima come un fiore, brillando al pari delle stelle.
Sollevando il pensiero dove innocenti attimi cedono all’ingordigia e l’odio incombe. Ansimando ad un lontano arcobaleno respirando l’attesa fra i colori.
Un cenno luminoso dall’alto risveglia animi turbati assetati di quiete.
I presagi si fanno orizzonte, trovando conferma nella rugiada di adesso.
I destinatari non colgono il senso e a volte esclamano: “oh che belle parole”, mentre nelle pieghe del risveglio seguono il richiamo. Correre incontro all’alba con l’aria nei capelli e la corsa dentro gli occhi.
Toccare la pelle di ogni galassia mentre un fremito ci scuote.
Siamo la schiuma di un oceano senza fine.
Avete mai pensato di poter essere ovunque senza confini?
Rotti gli argini del limite dove il respiro del pensiero fugge al reale per perdersi nell’immenso.
I confini del cielo cedono al vento di una nuova frontiera.
I sentieri del tempo cadono nell’ultima battaglia.
Nel reame delle percezioni siamo immortali, ma esili come fili d’erba che toccano il firmamento restando con le radici nella terra.
Giorni in cui la Luna ed il Sole sembrano amanti, giorni dove tutto sembra cambiare e ancora un ciclo si prospetta, le fasi s’alternano nell’attesa d’uno sguardo lungimirante. Un passo stabile si rinnova, poichè dritto davanti allo sguardo un luogo cangiante contiene il lucido evento del nostro destino, mappa tracciata come disegno d’ali in remota memoria.
I gemiti di una stagione accolgono il caldo respiro del tempo. Teneri amanti fremono sulla soglia di un bacio nel dolce disincanto.
Svelato l’incantesimo d’un salto nel giardino dove le anime si respirano e nell’avvolgente abbraccio cadono i confini. I raggi del sole esplorano, zone d’ombra concedendosi alla luce. L’essenza della terra si specchia nel creato e noi vacilliamo orfani di ogni logica, confidando nel fragile equilibrio di deboli esseri.
Spingersi oltre ciò che si vede fino alla radice di ciò che si sente.
Lì soltanto esiste il contatto, l’ombra palesa davanti ai giorni il cambio dall’estroverso all’introverso, dal ciarliero al taciturno. Si torna all’ombra del primo maestro.
Nell’intimo scrigno il mondo s’è fermato e con vento di brezza si chiede cosa stiamo cercando.
Spesso si cerca delle stelle la polvere e dal destino la traccia per seguire le impronte del passato.
Le dame del lago si son fatte corona di vento, i nostri pensieri profondi come il cuore degli elfi.
Dove le promesse si fanno evanescenti la vita trova dimora, all’origine di ogni luogo e del pensiero che l’ha creata.
Fermare i tamburi del bisogno fino ad avvertirne la brezza imperturbabile d’ogni essenza. Nello scorrere del giorno tutto passa, torna e si trasforma, i cicli del destino seguono un disegno fedele alla propria cornice.
Qualcosa inizia e finisce, dove cessano le corse comincia il cammino, dove ogni istante è pieno termina l’affannoso accumulo del nulla.
Tutto è riflesso in un effimero abbaglio, nullo in sostanza reale alla dissolvenza.
La ruota del tempo lascia una traccia nella polvere e solo il vento della coscienza la può cancellare. Siamo orde di orfani che tornano a casa, su sentieri tracciati da eventi velati. Pulviscolo di vita, dove il silenzio tenta l’anima e passo dopo passo la meta.
Le note giocano con le gocce e narrano storie che pochi sanno ascoltare. In questa danza troviamo in noi e nel mondo coesione, lo spirito si espande dove il ritmo guida il passo e le parole tacciono.
Verrà il tempo in cui dopo l’armonia l’essere umano darà vita a intese inimmaginabili.
Verrà il tempo di occhi diversi e corpi fatti di pensiero.
Il dolore dimenticato darà frutto e sospesa l’esistenza non perirà, perdendo la forma grossolana, nascendo ad inattese fioriture.
Limpide acque scorrono comunque, petali di rose profumano l’inganno nel continuare a vedere il mondo solo dagli occhi.
Un velo sottile divide i due mondi con il nostro banale incedere a stento, tra grovigli di scelte e carezze d’onde sensuali, metodi esatti per fuggire al presente.
Si scuote la terra urlando dall’oceano: “spezza la nostra vita ed ogni rifugio!” È il tempo in cui la natura insegna a vivere attimo per attimo e la vita esiste solo nel presente. Si rammentano gli errori causa di cadute ma l’essenziale è invisibile.
Serve una magia per colorare gli attimi e portarci via, dentro nuove note, cuscini intrisi d’essenza e lacrime a spalancare la mente, pigra sonnambula che gli animi desta dimorando nel mondo ideale dove l’aria è il confine.
Serve una magia a questi occhi quasi opachi e una lanterna d’un bagliore fioco ma così presente da invadere ogni cosa.
Un’energia divampa e nell’ignoto una consapevolezza si ricrea.
Ogni tensione è un intreccio di energie che non fluiscono, ogni timore è una tensione che non edifica. La fine delle tensioni e dei timori dissolve ogni dubbio rendendoci liberi dai canoni imposti, liberi come il pensiero, liberi di creare altre tensioni.
Le baccanti, ninfe dei sensi trasformano in ambrosia il caldo torrente di un amplesso.
Nella stessa acqua purificata i Santi si immergono e diventano immortali, nell’incanto di un attimo tutto si compie. Solo i pensieri più profondi si fanno largo nel frastuono. Solo i sensi più ricettivi sanno trasformare una voce in una carezza senza fine.
Riflessi di cristallo si dividono in sette parti, un tatto nuovo sfiora la nostra identità e l’orizzonte si perde.
Si torna a casa dal labirinto delle vacuità. Si scorre nel flusso
rielaborando il percorso si torna a ciò che si è.
Limpido il passato muore in seno al presente. Il futuro lo emana ad ogni respiro. Sentiamo scorrere il tempo nelle nostre vene ma è l’anima l’oceano dove tutto fluisce, mentre il vento, l’aria e l’acqua tutto dominano. Gli elementi destano la forza primordiale, trasformandoci in noi stessi per sempre. Giorni di vuoto, giorni di speranza, valichi inconsueti oltre torrenti di torpore e a pochi passi una sponda.
Cade ogni cosa che non sia movimento di passi. Riecheggia il suono su ciò che promette, ma lunga è la strada.
Fidati solo del tuo soffio, conducilo oltre la ragnatela degli schemi mentali. Fidati della filigrana di uno sguardo profondo come il tuo volto. L’ultimo avamposto della nostra vanità cede ai colpi dell’orizzonte.
Si vedono candidati all’oblio mendicanti e re. Camminiamo fianco a fianco al nostro reale percepire, assorbendo presagi, diffondendo energia mentre contorni d’ombra non ci abbandonano.
Contorni d’ombra, un vasto mantello che spinge come vento notturno il nostro spirito affamato, insaziabile, alla ricerca di ciò che nutre. Invisibili passi di danza, visibili toni di colore, impercepibili suoni, percepibili distanze. La tavola di smeraldo ci accoglie, regalando calore, nutrendo i disegni.
Planiamo con carezza d’aria su tutte le contorsioni, quel che resta di questi eleganti colpi di fioretto altro non è che una resa dei conti quotidiana.
La somma sul pensare, sul fare, e sul traguardo si crea osservando con pupille affilate e un sensibile tatto, toccando nell’intimo il reale.
Quando le intese erano scevre del morbo del possesso il mondo era giovane, l’amore puro permeava ogni cosa senza essere pronunciato, ma ora, schiavo dell’ombra sopravvive all’incanto, emanando per la prima volta la vera voce ed è come coro d’angeli, velo sospeso tra forma e sostanza. La parola separa il vero dal falso e trova tra gli opposti la via. I limiti che hanno partorito le abitudini ci hanno resi così come siamo.
In realtà siamo ben altra cosa, in viaggio verso l’unica sensata verità, allungando il limite su ciò che vale, respirando l’essenza di ciò che siamo.
Un tempo vi era “Avalon” dove l’interesse dei molti era la priorità del singolo. Una fratellanza vera da smuovere montagne. Camminiamo in un mondo dove ognuno pensa solo a sè pur non sapendo vivere nella solitudine.
Dove l’opportunismo di alcuni si contrappone alla generosità di altri, e le stelle osservano storie narrate, disegnate nei sentimenti.
Sono cerchi che s’espandono nel cielo. Sono gocce di rugiada che attendono l’alba distese su fili d’erba.
Siamo la distanza ed il contatto. Siamo essenza, energia vitale che affiora dalle viscere per poter espandere l’intimo contatto prima nelle fibre dei polmoni poi diffondendosi come l’aria.
Fondersi tra mare e cielo per divenire tutt’uno.
Le parole sono poca cosa e le strade infinite.
La morte non è che una porta tra due stanze. Veniamo alla luce con gli occhi chiusi solo per imparare ad aprirli.
Apriti col cuore volgendo lo sguardo su vie animate dallo spirito.
Un alito di vento leggero evoca la presenza.
È strano come a volte nel chiudere gli occhi ti rendi conto di averli più aperti di prima.
*** Fine ***
Tempo
Tasche come clessidre di ricordi... Sabbia ferma. E' solo con il tempo che si fa amicizia col tempo. Tempo... Tutto passa tutto si rinnova. Come per rituale rispetto, più in alto non si osa. Ma il battito scuote il cuore ed è il tempo. Tempo... Toccami... E che nulla sia perso.
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Abisso dimenticato
Rossore di vergogna nascosta La polvere viva Respira forzata Nell'oceano... L'abisso dimenticato Il sorriso negato Da bellezza parassita In un mondo Che impasta Quieto ed inquieto... Dove affiora melma... Per quanto... Prima d'esser elevato?
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Dalla finestra
Si dirada il fumo Come pensiero si consuma
La mano sostiene il braccio E dalla cornice l'iride Spalanca le imposte Nella burrasca dei sentimenti Dove l'amore non dice la verità
L'abbraccio ritrovato Lascia briciole sulle scale Inciampando su pietre di fontana Che cantano alla gioia Sorrisi innocenti cercano nella memoria Inconsapevoli di ciò che gira attorno Ignari l'un dell'altro Gli sguardi si cercano Affondando nello stupore
Cambiamo le relazioni Guardando dalla finestra opposta Per tornare nella beata non memoria Traguardo di consapevolezza Rinascendo in essa.
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Verso la notte sospesa a mille fili, dove la vera incoscienza pesa la vera coscienza.
Dove la luna guardinga, osserva rassegnata nel sapere che tutto si piega... si consuma.
Quando il sonno dominante sul cuore, cede all'inganno dei sensi... che a volte ascoltiamo.
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Aurora dopo aurora tra il chiaro e lo scuro di una duna in questo deserto di moltitudine, liberaci e proteggici da ciò che non è nella Tua natura. Difendici. Poichè giusto è solo ciò che è ai Tuoi occhi ed i nostri ignorano. Tu luce non lasciare che il buio c'inghiotta. Donaci saggezza e forza di silenzi ritrovati. Per l'amore soffocato da troppe parole, dimenticando il viverlo e lasciarlo vivere.
--------------------------------- SOMMERSA E SVELATA Primina Foresti e Fulvio Fapanni Poesie scritte insieme
Anno 2003 - 2004
(nella stesura cartacea ci sono disegni di Elena Fogliata)
*** Presentazione Le poesie di questa raccolta sono l'esito finale di un lavoro comune. Nel nostro primo libretto, io e Primina abbiamo esposto gli sms così come sono stati trasmessi senza lavorare di taglio e cucito, per meglio evidenziare il materiale grezzo e lasciarne intatte le sensazioni espresse. Con questa raccolta, non solo abbiamo messo insieme gli sms, ma li abbiamo anche corretti, rendendoli poesie vere e proprie. Il passo successivo è stato togliere il riferimento a chi appartenessero le frasi, unificando i testi come se la poesia fosse creata da un unico autore. "Sommersa e Svelata" non si riferisce solo al parziale anonimato della singola frase, ma al tentativo di dare voce ad un cosciente fiume sotterraneo, proprio là dove l'identità personale si perde e trova coesione nell'assoluto.
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POESIE
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LA NEBBIOSA NATURA DEI SOGNI Da vuoti echi scivolano vane parole con rullo di tamburo e insipidi colori. S'arruffano tra loro e cadono come la pioggia di ieri. Strane cascate s'infrangono dietro le sfere ingenue degli occhi portando colori là dove l'acqua è frastuono. Vani gli slanci verso monti spuntati... Luccica di speranze la nebbiosa natura dei sogni e di certezze s'adombra. Nei solchi terreni rinasce la certezza e la concretezza si rinsalda teneramente allunata. I passi oltre il fango perpetuano la danza ricamando i sassi.
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28 - 10 - 2003
L'ONDA
Un'onda s'infrange sulle sponde di ieri e resta solo la schiuma del sogno che eri. Le sponde di oggi ricamano il giorno e verso il tramonto sospira il mondo. Rimangono gli spazi nascosti allo sguardo e i respiri taciuti di epoche lontane. Dove riemergono profumi dimenticati che nutrono il cuore.
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16 - 11 - 2003
LA VISTA CORTA DELLA MENTE
Grigio il cielo nella sua temporale natura avvolge il viandante che non conosce strada, cede all'ingordigia di avidi pensieri incamminandosi per vie oscure dove raggi luminosi lo guidano attraverso morbide o dure prove. Si cela un luogo di antiche promesse verso la meta. All'insaputa subire la perenne debolezza coltivando e rinnovando il cammino. E con sorpresa a volte scorgere che l'unico punto debole sta nella corta vista della mente persa sempre in luoghi dove solo l'occhio dei sensi estende il suo dominio.
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31 - 11 - 2003
SOGNI LASTRICATI
La luna guida i sogni mentre il sole avvia i passi del risveglio. Entrambi ci accompagnano nel lungo viaggio verso l'eternità. Lastricati sogni rallegrano la via senza chiedere nulla se non i sogni. Senza pretese la vita offre il suo tesoro fatto di opportunità per comprendere l'altalena di lacrime e gioia. Penetrando nel mistero accettando il giogo e viverlo. Il mistero della vita è assopito nella profondità dei nostri occhi e nella regolarità del nostro respiro. Non facciamo gli stolti e ascoltiamo!
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2003-12-02
MEMORIE SCALZE
Scalzo di memorie libero l'incanto e ti preservo lieve come della neve il fiocco. Difendendoti dall'oblio sciogliendo ciò che lega al tempo. E libero dai lacci estendo il dominio delle mie percezioni. Come magnete attiro ciò che ci nega. E con profondo sguardo scopro quanto consenso celi la negazione, senza ali, spicca il volo, ogni umida redenzione.
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2003-12-03
IL MANTELLO DELL'ILLUSIONE
L'illusione è il nostro mantello, la realtà il nostro fardello. Esiste un sole che non brilla nel cielo e nemmeno nei pensieri, siamo i raggi dispersi nella penombra, ghirlande appassite. Ricamiamo il vivere con lana dorata ad ogni punto un istante, fino a divincolarci dal tempo. Sorvolando ciò che siamo in emisferi sconosciuti, liberi dall'inganno di cattive percezioni attraversando i sensi in punta di piedi senza turbare il giardino dell'anima. L'anima avrà beneficio del passo felpato sul sentiero sussurrato.
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2003-12-05
SMISURATO GIOCO Non nasce dalle parole il quasi impossibile fiore ha un assonanza col destino fuori da ogni inganno si libera ricamando su se stesso il proprio divenire con la forza dell'incanto. Smisurato gioco di lucide gemme esplorano le piccole cose vestendole d'eterno riflettendo raggi nell'immenso spazio profondo.
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2003-12-16
PERCORSI INTERIORI Non si percorrono i contorni della realtà ma ci si passa attraverso. La chiave dell'estensione è percepire ogni cosa, la dispersione è limitarsi al pensiero. Penetrando le sensazioni, ascoltandole a pelle, vivendo di presente. Sentirsi toccati nel viaggio dal singolo filo d'erba e non accecati dalla meta. Percorsi interiori raccontano.
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2003-12-19
L'ONDA DEL SOGNO Placa l'onda del sogno con gesti che sanno di mistero e fruga tra le calde stelle nascoste ad ogni brama ma non all'infuocato cielo. Celando vita e pensieri ansiosi di vento e movimento liberi nell'aria lievi nei passi sulla terra, acuti nei sensi e semplici nei pensieri. Affiorando in superficie d'onda liberando esistenze.
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2004-01-01
MARE DI INTENTI
D'abile rintocco tocchi nell'alba, vita nuova. Dalle palpebre alle gote l'umido fiume argenteo reca gioia e antichi lampi. Bagnati e riposati i ricordi, pronti i richiami seminati sulle sponde. Sponde bagnate in un mare di intenti assetati ed ansiosi d'essere ciò che da sempre sono.
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2004-01-03
SI VA COSI' Si va così nell'incantata notte colmi di sognate mete la vita tra le dita, la luna nei capelli. Aspettando il vissuto sussurrando al mistero con animo spoglio e devoto sguardo. Accogliendo lo spirito che in spirale ci avvolge e con lo spirito essere tutt'uno.
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2004-01-06
LACRIME DI MIELE
Lacrime di miele trasudano dalle mura dei corridoi dell'incoscienza. ambrosia dell'umida sorgente dell'anima ci candida a percorsi immortali. Ricchi viali traboccano generosi regalando nuove emozioni.
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2004-01-08
RITAGLI DI VITA
Emana luce e nel silenzio osserva ogni pensiero. Le stelle tiene tra le dita e versa lacrime di gioia. Nel nobile sentimento governa gli eventi regolando ritagli di vita.
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2004-01-12
LIMPIDE ONDE
Lontane e vicine onde limpide increspate dal vento. Non più promesse nella gola, semplici carezze tra le dita. Il fiume di seta turchina attraversa vallate di smeraldo. Nuovi tramonti e nuove aurore su questo mondo d'infinito respiro. L'alba nascosta aspetta nuovi raggi. La tela del tempo nasconde il viso ai ricordi. Rassicurando la meta sussurrando teneri germogli.
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2004-01-21
ALLARGARE LO SGUARDO
Era la gola arsa dalla sete, la palude secca e l'orizzonte reso incerto dalla nebbia ad indebolire una tenue fede in luoghi di speranza. Il toccare l'abisso è maestro per riallacciare il cammino ed oltre il pensiero allargare lo sguardo posandolo in luoghi puri come la rugiada del mattino I raggi del sole nelle gocce di pioggia verso la fine di un temporale. Nel normale divenire... evaporare... liberi in un sogno sconosciuto.
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2004-01-24
ELEMOSINA DI VENTO
Elemosina di vento miete danza tra i capelli. Ho un sogno scintillante, a volte lo vesto di tempesta, altre lo denudo di speranza. Percorrendo la chiarezza dei suoi colori sorseggio, colmando coppe di ristoro.
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2004-01-29
LIMPIDO PERCORSO
Nel limpido percorso degli infiniti cieli il silenzio segue il suo corso al di sopra dei sogni che aneli. Abbandonando l'affanno respirando brezza di rugiada solo i fiori ancora lo sanno quanto pesino i sogni di giada. E forti non fuggono lo sguardo che liberi li rende dal giogo ormai consueto nell'alba che sorprende sulle onde dell'eterno.
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2004-02-03
INCEDERE D'INCENSO
Tocca le mani con incedere d'incenso e graffia la calce dalle umide mura dell'anima. Accanto al silenzio cresce un bisbiglio di promesse. Rinnovando il respiro di nuove speranze oltre i margini della coscienza, confini mai valicati dal rumoroso belare del gregge. Distratti dall'apparente vivere.
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2004-02-04
IL VOLO DELLA COLOMBA
La colomba in volo oltre l'oceano con se reca un messaggio ma il suo viaggio non avrà ritorno. A volte si parla al mare altre solo alle stelle. Segni misteriosi viaggiano sulle vie del tempo poggiando le ali su terreni lontani.
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2004-02-11
L'ALBA TRA I BAGLIORI
Cavalca il mistero della notte cercando il confine del respiro. Illimitate ali si aprono e non è che il primo istante di vita. Ad ogni battito un respiro, ad ogni passo la speranza promette... annunciando l'alba tra i bagliori.
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2004-02-15
MARGINI D'ESISTENZA
Riflessi di smeraldi evocati da un sogno antico, tolto mi avete il sudario, esiliatemi tra riflessi pallidi e lunari. Osservo senza toccare, sulla vasta superficie appare la sostanza. La distanza è un attimo unico, dissolto in percorsi lungo margini d'esistenza dove lo stupore riscalda l'essere.
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2004-02-21
DERIVA
Spinta alla deriva alma o psiche illusorio termine bramata parvenza dai bassofondi della mente là dove mai salpa la coscienza. Dimenticato il mondo del respiro nascosto il vivere cova all'insaputa esistenza e d'esistere sente la brezza sulla pelle. La riva lontana e mare aperto salsedine tra i battiti del cuore nel riaffiorare con l'onda il pensiero fuggevole al canto del vento.
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2004-02-26
CADUTE DA UN MONDO REMOTO
Aleggia lieve la memoria, chiudo gli occhi aprendoli al sogno, corro nella notte ed il presente è già domani. Rivedo cadute da un mondo remoto, sparse le tracce attendono lettura nel riprendere coscienza.
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2004-03-01
SOSTANZA
Solo chi non ha sostanza vive d'apparenza. Il saggio vive i suoi giorni senza perdersi nella vita, cogliendo ogni cosa senza attaccamento. Come brezza sollevarsi e scivolare senza intaccare nulla che non sia nell'intima percezione, compreso e posto a fiorire. Riflessi di rugiada accarezzano i sensi sorvolando all'apparenza. Rugiada che dal profondo prende forma unendo due corpi in una sola conoscenza. Esplorando l'infinito.
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2004-03-05
L'ORIGINE E IL DESTINO
Non credo di aver indossato ali da colomba o artigli di aquila, non penso al destino delle mie parole, preferisco vederne l'origine. Scavare nell'anima dove i corpi si muovono senza ombre e nella luce fremono con lacrime e sospiri di gioia.
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2004-03-19
COSA RESTA?
Altro non resta che un rapido movimento di sguardi nell'assolata valle conservando ciò che di dovere operando nel mondo segreto. Dalle cime alle radici degli alberi invisibili cresciuti e dissetati dalla vita il corso dell'esistenza spolvera ciotoli d'esperienza sulle valli eterne del cammino.
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2004-03-24
CONSUMANDO IL CREATO
Una sola nota percuote la mente mentre poni fine alla battaglia coi dormienti. Un solo canto ridà colore a nuove percezioni. Scendo dal vanto risalendo il gesto unendo ciò che concilia tra cielo e terra... sapori, colori remoti. Una sola nota vibrando attende sospesa nell'aria aleggia, percepisce e assorbe, consumando il creato con veste di fuoco.
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Poesia di retro copertina:
Svelata sommersa frase sublime mai pronunciata lieta conduce in sogni d'eterno. Tra lacrime e sorrisi si compone il tempo.
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