







|
| AngeliGaia |
Il mio nome è Gaia Angeli, sono nata a La Spezia il 31/05/1968. Mi sono diplomata all’istituto tecnico per geometri”Cardarelli”, dopo di che ho intrapreso il tirocinio per un anno e mezzo circa. La mia voglia d’indipendenza mi ha portato a lasciar perdere, trovarmi un lavoro, e cosi ho fatto. Ho lavorato come barista, gelataia, rappresentante di libri tutto pur di mantenermi e andare a vivere da sola. Ora ho trovto la mia strada e la mia vera identità nella scuola dove lavoro con i bambini disabili, che io preferisco definire "speciali" in quanto ognuno di loro, in modi diversi, ha sempre un infinità di cose da insegnarmi...ed io, nel mio piccolo, contraccambio. La mia passione per la poesia è stata sempre viva. Fin da quando ero piccola scrivevo, lettere d’amore, racconti, tutto ciò che poteva farmi evadere , tirare fuori il mio vero io. La timidezza innata, però, mi ha sempre bloccato, e i miei scritti finivano puntualmente nel cestino, fino a quando sono cresciuta ed ho trovato il coraggio di farli leggere a qualcuno. Entusiaste, le persone, mi hanno spronato, e così ho iniziato a partecipare ad un concorso. Per gioco, senza farmi illusioni, ho presentato una silloge e, con mia grande sorpresa, ho ricevuto un premio speciale della giuria.Una grande soddisfazione personale, una conquista di sicurezza, un nuovo modo di far conoscere alle persone la parte, sensibile, di me che nascondo dietro una maschera di spavalderia. Leggete qualche poesia e se ne avete voglia fatemi sapere che cosa ne pensate, accetto qualunque opinione sia positiva che negativa perchè ritengo che le critiche, soprattutto quelle negative, facciano crescere e migliorare, purchè non siano fatte con cattiveria ma, sono sicura che non è questo il caso, perchè anche voi, come me, amate la poesia e quindi siete fondamentalmente persone sensibili.
Aspetto i vostri giudizi e buona lettura!
|
|
Occhi
Dalle pagine di un giornale due occhi mi osservano, son gli stessi che mi guardano mentre mangio alla TV. Io bevo, loro mi fissano, c'è la vita in un bicchiere, butto l'acqua che m'avanza e un bambino adesso muore.
I GIGLI
(UNA VITA AD INSEGNARE)
Allontani i tuoi passi, avvicini i ricordi tra le braccia posati come candidi gigli.
Il profumo dei libri, la purezza degli occhi che ti scrutano dentro tra i pensieri nascosti.
Sono bulbi preziosi, annaffiati nel tempo fino a farli sbocciare, ora sono il tuo vanto,
la vittoria finale, la meta raggiunta, con orgoglio ed amore, cammini contenta.
LE ONDE DELL'ANIMA
Onde increspate dal vento lambiscono i profili dell'anima solitudine, quiete,silenzio viaggio nell'ambiguità profonda dell'io. Pensieri impavidi guizzano attraverso la ragione mentre stanco il cuore annaspa per non annegare. Orizzonte lontano, la speranza volteggia, irraggiungibile chimera, verso il tramonto di un domani scritto con una penna senza inchiostro. Onde increspate dal vento accompagnano nell'aria ogni sospiro, che per sempre aleggerà tra le stelle di un cielo all'universo sconosciuto.
IL CORAGGIO DI CHI AVANZA (dedicata a Michael)
“Mamma, papà, nonna" sono queste le parole di una vita presa in prestito a chi non ha niente da dire a chi non ha ambizioni a chi non sa guardare un magico tramonto un’alba in riva al mare. Bambino silenzioso regali l’ottimismo cuore generoso dissolvi l’egoismo sconfiggi i pregiudizi diffondi il tuo calore sfidando le apparenze vince il tuo valore. Mente che risplende di una luce senza suono illumini il passaggio di chi si sente solo di chi si sente privo di un’unica speranza e scopre nei tuoi occhi il coraggio di chi avanza.
Privo di gioie e dolori
Sei tu che vivi il presente camminando per strada annoiato: privo di gioie e dolori, il domani è un giorno vissuto. Sei tu che decidi il futuro infilando il destino in un braccio : prive di gioie e dolori, le speranze strozzate da un laccio. Sei tu che non pensi al passato ricordando il tuo sogno bambino, privo di gioia e dolore: un dipinto sbiadito sul muro.
L'immensità del nulla
Socchiudere gli occhi abbandonando ogni pensiero, liberando la mente nell'immensità del nulla. Sprofondare nell'io, ignorando se stessi e l'immagine opaca che riflette negli altri. Ascoltare il respiro, annusare la vita che corre sul filo di una foto sbiadita.
Usignolo stanco
Immobile mi osserva scuotendo il suo capino cercando qualche amico per sentirsi meno solo, è triste e desolato, non riesce più a volare in questo cielo grigio in cui il sole può far male, in cui nemmeno il tempo guarisce le ferite di secoli passati a distruggere il pianeta. Nessuno all’orizzonte soltanto le domande sul dove sia finito ogni essere vivente: un bimbo in mezzo a un prato, un vecchio addormentato, un gatto solitario sulle scale accoccolato. Intorno solo gabbie alcune con le ruote, che sfrecciano per strada emettendo un fumo acre che annebbia l’uccellino spegnendogli la voce, ricordo di un bel canto in un tempo assai.
CARLETTO
Salto mi rotolo nel mio giardino
mi chiamo Carletto e sono un bambino
Cammino a gattoni e osservo i colori
dipinti sul tratto dai piccoli fiori
La bianca corona sta lì sulla testa
della Margherita di giallo vestita
che parla cortese con il gruppo di viole
che stanno a braccetto dentro alle aiuole
Dall'alto mi guardano superbe le viole
sono rosse le chiome le gambe spinose
ondeggiano piano portate dal vento
ballando per mano al ritmo di un lento
"Che brave" gli grido ma senza parole,
Io sono piccino, non posso parlare
e quando la mamma mi viene a cercare
spalanco le braccia e inizia a cantare
Il cane abbandonato
Piccolo cane ti hanno legato stretto ad un palo e lì abbandonato. Quando eri piccolo qualche bambino ti ha regalato il suo biscottino, Ora è diverso, tu sei cresciuto e quell'amico ti ha sostituito, con giochi brillanti e ben più potenti che fanno scordare gli affetti importanti, che donano amore e non chiedono niente, soltanto che tu sia per sempre presente.
AL MIO EROE
C'era un tempo in cui un'eroe senza cavallo ogni giorno indossava l'armatura, con coraggio combatteva contro i draghi sconfiggendo la fatica e la paura. Senza lodi e senza gloria ritornava dal figliuolo che alla sera lo attendeva per donargli il più ambito dei regali: un'abbraccio, per lenire i suoi dolori. Qui si narra la filastrocca della vita, che racconta, di ogni padre, la giornata, e a te, che combatti ogni battaglia, io consegno con amore una madaglia. Il tramonto della vita
Rosso è il tramonto che brucia la savana mentre un vecchio leone solitario s'allontana. Ruggisce sopra il trono il fiero suo rivale, il figlio che ha cresciuto, il giovane animale. Rosso è il tramonto a cui giunge l'esistenza di ogni padre che nel cuore custodisce la speranza di non essere lasciato, nella giungla abbandonato, di ricevere un sorriso per la vita che ha donato.
Bandierine colorate
Bandierine colorate appese lungo un filo, raccontano di un giorno passato a festeggiare. Bambini, vecchi e adulti, c’è sempre un occasione per ritrovarsi insieme accanto ad un amico. Le grida e le canzoni durante un compleanno, i nonni che schiamazzano di fronte ad un bicchiere, soltanto i genitori, impegnati nel lavoro, a volte, non ricordano che ridere fa bene.
La festa di Halloween
Diavoletti saltellanti, scheletrini cigolanti, vampirelli insanguinati dagli sguardi assai inquietanti. Mostriciattoli curiosi, streghettine vanitose, maghi, boia e fantasmini, dai più grandi ai più piccini. E' la notte delle streghe, la festa dell'orrore, il momento in cui i bambini si divertono ad urlare, a suonare nelle case domandando da mangiare e facendo le boccacce se nessuno và ad aprire.
Belle parole
La sera ci troviamo con un gruppo di amici, parliamo della pace e di sani principi, con un bicchiere in mano siamo pronti a dialogare sui danni della guerra e su chi muore di fame. Sembriamo tutti Gandhi o Madre Teresa, ma siamo sul divano con i piedi sulla sedia, professiamo l'altruismo e l'aiuto ad ogni costo con la pancia ancora piena dai ravioli e dall'arrosto.
La croce
Gocce di sangue rigano la fronte Tua trafitta da spine e delusioni per l'uomo che Hai creato. Zampilla la ferita squarciata sul Tuo petto da lance senza tempo, da mani senza volto. Dall'alto della croce osservi la Tua prole sprecare ogni minuto facendosi del male, rinnegare la fede, calpestare gli ideali e vendersi ogni giorno per trenta denari.
DAL TRAMONTO AL MATTINO
Filtra dagli scuri la luce del tramonto, stanca eppure fiera illumina il suo volto. Le rughe della vita, lo sguardo nei ricordi che fanno compagnia e popolano i sogni.
Filtra dagli scuri la luce del mattino frizzante e delicata: il viso di un bambino. La corsa appena sveglio, l’abbraccio alla sua nonna che apre la finestra e saluta il nuovo giorno.
Il telegiornale
Un bimbo fissa con terrore immagini trasmesse da un televisore , non sa se son finte o sono reali , quelle scene trasmesse dai telegiornali . Sono brutte e cattive, sono piene di sangue , non è pomodoro , c’è gente che piange . Il suo giovane cuore non riesce a capire quant'è il male nel mondo, com'è forte il dolore. Male del successo , male del tempo , male di un uomo che ha perso il buon senso . Due guance arrossate, un musino triste , testimone di fatti e di cose mai viste , cerca con gli occhi uno sguardo d’amore che un po’ di coraggio gli faccia tornare . Lo cerca e lo trova nei suoi genitori che di un sogno d’amore son stati gli autori . Lo schermo si spegne , ritorna la luce , ma questo non basta a riavere la pace , l’impegno è di tutti , di grandi e piccini , per dare di nuovo un mondo ai bambini . Un mondo fatto di gioie e colori dove crescon felici dei giovani cuori .
Un mondo a colori
L’azzurro del cielo , il verde di un prato , il ghiaccio brillante sull’erba adagiato , c’è un fiore violetto che spunta lontano e candida neve sta sulla mia mano . Il grigio del mare si accende di notte , se , in alto , la luna sorride alle coppie e nella magia di un rosso tramonto osservo i colori di un mondo dipinto .
Un gran girotondo
Il tempo passa scorre veloce da quando bambina sognavo la pace bastava una bambola tra le lenzuola che tutto il mondo era tinto di rosa. Ora da grande tutto è cambiato ed anche il colore lo vedo sbiadito , non basta un gioco a dar l’illusione dell’uguaglianza di fronte a un cannone , ci vuole l’impegno lo sforzo del mondo per chiudersi a cerchio in un gran girotondo , senza ricchezze e nemmeno potere ma solo il sorriso che porta l’amore .
ANIME SOLITARIE
Lento, il lambir dell'onda scivola sulla sabbia scura,
langue lo scoglio nudo al tocco della bianca schiuma.
Avanza l'ombra tremante di un cane e del suo padrone
scomparendo all'orizzonte ricurva sopra il bastone.
Alito di vento increspa l'immensità del mare
e dona una carezza alle anime solitarie.
Buon Natale
Tutti quanti a fare regali, tutti di quanti a comperare, cose utili ed inezie, l’importante è dimostrare che nessuno resta indietro, che chiunque vuol donare, pacchi piccoli o ingombranti che non riesce a trasportare. Questo è il gioco delle parti dove ognuno ha il suo copione, chi lo recita a memoria, chi fa l’improvvisazione e alla fine insegue un sogno una vita da emulare ed in questa folle corsa si dimentica il Natale. Il bambino appena nato, il motivo della festa, una fuga in piena notte, una stalla troppo fresca. Una madre disperata che protegge il suo bambino: storia antica eppur vissuta ogni giorno da qualcuno.
Il coraggio di chi spera
Attori senza scrupoli accecati dall’onore, nelle mani hanno il rosario, nelle tasche le pistole, camminano per strada con sfacciata presunzione, col sorriso minaccioso di un diavolo immortale. Spettatori senza vita, soffocati dal terrore di una fine preannunciata, dall’odore del padrone, rimangono nascosti all’ombra della morte di chi, prima di loro, ha osato essere forte, alzare il proprio sguardo, sfidando la paura e vivere un secondo col coraggio di chi spera.
LA MELODIA DI UN SOGNO Ascolto nel silenzio la melodia di un sogno, languido cinguettio di un usignolo stanco che solitario vaga nei viali dei giardini tra foglie secche e vecchi addormentati. Capo arruffato, piume un po’ ingiallite, lo sguardo vuoto, immagini scolpite, uomini a terra, madri con il velo, morte e macerie, follia del mondo intero. Vivo è il ricordo di un viaggio senza tempo, vivo il tormento per chi non ha futuro, bicchieri vuoti, piatti senza cibo, soltanto mosche e fango sopra il viso. Non l’allegria ma la guerra nelle strade, non la gioia ma il terrore nelle case dalle finestre gli occhi dei bambini guardano il cielo cercando gli uccellini, cercando l’ombra di una singola speranza, una voce che sovrasti la violenza, mani protese, pronte ad aiutare e braccia chiuse dinanzi ad un fucile. Lettera di una figlia
Sei il ricordo sempre vivo e sconosciuto, l'universo dentro gli occhi di mia madre,
sei il riflesso di un eroe immaginato col rimpianto di un abbraccio lungo un sogno.
Sei la luce che m'illumina il cammino, la guida che accompagna il mio destino,
la mano che dal cielo mi sorregge, il padre che da sempre mi protegge.
Pazzo
Pazzo è l’odio, pazzo è l’amore, pazzo è il sentimento che ignora la ragione. Pazzo è l’orologio che fa girare il mondo che brucia le emozioni nel giro di un secondo, lampo per gioire ed uno per soffrire, le lancette che rifuggono il vivere normale, la mera sensazione di un frutto solo appena colto, l’antica tradizione di un tavolo raccolto. Pazzo è chi si ferma e cerca di capire il valore della di una solo prima di morire.
In fondo ad un bicchiere
Guardi la vita dal fondo di un bicchiere e non t'accorgi degli sguardi di dolore della luce o del buio che c'è intorno ogni qualvolta soddisfi il tuo bisogno. Guardi te stesso all'interno di un bicchiere come una nave in balia dell'alto mare senza una meta né un porto dove andare solo la bocca e tu continui a bere. Guarda il futuro posando il tuo bicchiere il tuo destino ti aspetta in fondo al viale sei ancora in tempo perciò non proseguire prova a fermarti e gettare quel bicchiere.
GIUNGERE ALLA SERA
Bruciata dal sole la pelle ricopre i corpi denutriti, il fango delle strade popolose cosparso addosso al posto dei vestiti. Sorridono se noi li salutiamo e corrono tendendoci la mano, con le stampelle oppure senza un braccio, felici per tutto ciò che gli è rimasto. Non chiedono di nascere, ma ci sono, non vogliono ricchezze, ma un solo dono, di svegliarsi e guardare ogni mattina con la certezza di giungere alla sera.
Belle parole
La sera ci troviamo con un gruppo di amici, parliamo della pace e di sani principi, con un bicchiere in mano siamo pronti a dialogare sui danni della guerra e su chi muore di fame. Sembriamo tutti Gandhi o Madre Teresa, ma siamo sul divano con i piedi sulla sedia, professiamo l'altruismo e l'aiuto ad ogni costo con la pancia ancora piena dai ravioli e dall'arrosto.
In fondo ad un bicchiere
Guardi la vita dal fondo di un bicchiere e non t'accorgi degli sguardi di dolore della luce o del buio che c'è intorno ogni qualvolta soddisfi il tuo bisogno. Guardi te stesso all'interno di un bicchiere come una nave in balia dell'alto mare senza una meta né un porto dove andare solo la bocca e tu continui a bere. Guarda il futuro posando il tuo bicchiere il tuo destino ti aspetta in fondo al viale sei ancora in tempo perciò non proseguire prova a fermarti e gettare quel bicchiere.
La croce
Gocce di sangue rigano la fronte Tua trafitta da spine e delusioni per l'uomo che Hai creato. Zampilla la ferita squarciata sul Tuo petto da lance senza tempo, da mani senza volto. Dall'alto della croce osservi la Tua prole sprecare ogni minuto facendosi del male, rinnegare la fede, calpestare gli ideali e vendersi ogni giorno per trenta denari.
Il tramonto della vita
Rosso è il tramonto che brucia la savana mentre un vecchio leone solitario s'allontana. Ruggisce sopra il trono il fiero suo rivale, il figlio che ha cresciuto, il giovane animale. Rosso è il tramonto a cui giunge l'esistenza di ogni padre che nel cuore custodisce la speranza di non essere lasciato, nella giungla abbandonato, di ricevere un sorriso per la vita che ha donato.
L'uomo incosciente
Ascolta il vento che soffia implora suo grido d'aiuto. Osserva la pioggia che cade è il pianto di un cielo malato. Accarezza la ruvida terra bruciata dal sole cocente, che distrugge ogni forma di vita aiutata da un uomo incosciente.
Farfalla che sorvoli il mondo e ci guardi da lassù ti accorgi che la vita in fondo non è mica tutta blu, come il cielo in cui ti muovi, come il mare che guardavi mentre assaporavi i fiori che odoravano di più. Tra muri, auto e marciapiedi ci osservi andare via, rincorrerci l'un l'altro sempre in preda alla pazzia, sempre in macchina a guidare, sempre in piedi a lavorare, ma qui non si vede il sole e tu non ce la fai più. Non si muovo le ali, per il fumo non respiri, cadi a terra...e mentre muori apri gli occhi... e guardi in su. Farfalla che giravi il mondo e guardavi noi quaggiù distruggere la terra e cancellare tutto il blu, calpestare gli ideali nella gara dei denari non ci sono vincitori ma bambini... senza blu.
LA VITA NEI BAMBINI
C'è una luce nello sguardo di un bambino, è del fuoco di speranza di ogni uomo, della libertà di crescere e sbagliare, del coraggio per poter ricominciare. C'è un calore nel sorriso di un bambino, è la fiamma che riscalda il mondo intero, è la gioia di cantare e di gridare le parole che nessuno vuol sentire. C'è il futuro nella vita dei bambini un domani in cui sentirsi meno soli. Tante mani che si stringeranno insieme senza false ipocrisie e senza colori. Tocca a noi ora diferdere i bambini, consegnargli questa terra ormai sfinita dalla troppa indifferenza e dalla vita resa schiava di un immagine sbiadita.
VITTIME DI NOI STESSI
Vittime del tempo rincorriamo la speranza di una vita presa in prestito dallo schermo in una stanza di un fisico scolpito sulla foto di un giornale di un'amore romanzato che da sempre ha un lieto fine. Vittime dell'ego disdegnamo chi è normale chi semplicemente vive giudicandolo banale chi è felice per il sole non per forza alle Canarie e gustandosi una pizza non si cura del caviale. Vittime di noi stessi siamo pronti a mascherare desideri che potrebbero portarci a sfigurare agli occhi di qualcuno che forse come noi vorrebbe essere libero da giudici come i suoi.
Un bacio
Si perde in un bacio la ragione, svanisce nell'istante di uno sguardo, le labbra sulle labbra ed è il silenzio di un'amore senza spazio e senza tempo.
.
Ci sono anch'io
Guardo la vita scorrere senza di me, guardo i miei genitori preoccupati, guardo gli occhi pietosi della gente, guardo, ma ... non riesco a dire niente. Sento fuori le grida e le canzoni, senti i discorsi seri dei dottori. Sento il pianto disperato di mia madre, vorrei stringerla, ma... non riesco a camminare. Parlo con lei, ma... non si sente niente, le mie parole imprigionate nella mente, ma...se potesse per un attimo ascoltarmi, io le direi: ''Mammina puoi aiutarmi, puoi darmi il modo di comunicare, di esprimere la gioia ed il dolore, di decidere le cose da mangiare, di poterti dire... io ti voglio bene''.
Bambina con le rughe
Piccola bambina con le rughe canti e non t'accorgi d'invecchiare, anche il tempo resta ad osservare la gioia che sprigiona dal tuo cuore. Fanciullina dai capelli bianchi, col sorriso vivo e gli occhi stanchi per una vita vita piena di dolore trascorsa alla ricerca dell'amore. Cucciola sperduta dentro a un mare di fatti che non riesci a ricordare, riposi tra le braccia di una madre che premurosa resta lì a guardare, quel corpo di signora un pò attempata che dorme sul suo petto accoccolata e sogna la sua favola infinita accanto a quella mamma a lei prestata.
Ascolta
I tuoi occhi mi chiamano, il mio sguardo risponde, le tue mani mi cercano, il mio corpo ti trova. Urla silenziose gridano al tuo cuore, le labbra sono chiuse ma parlano d'amore.
Il gattino abbandonato
Sono piccolo e sono carino sento gridare lontano''Il gattino!'' Ho tanto freddo e sono affamato, forse qualcuno mi ha abbandonato. Non mi ricordo quel che è accaduto, ho visto un sacco ed il buio assoluto, avevo solo una grande paura in mezzo alla strada deserta e scura. Ora è mattino e mi sono calmato, il sole è caldo e mi ha illuminato, sento sfiorare la mia testolina da una calda e rosea manina, è molto dolce e mi tiene vicino, lo sento che batte il suo cuoricino. Non ha la pelliccia e nemmeno il mio odore ma ha un grande sorriso che parla d'amore.
Il mare dei ricordi
Galleggiamo dentro il mare dei ricordi come scafi di una barca naufragata sospinti dalle onde verso il cielo ricadiamo negli abissi del pensiero.
Tra canti di sirene dondoliamo fluttuando tra i miraggi del passato di un tempo già trascorso e mai vissuto di un palpito vitale ormai perduto.
|
|