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Milena Esposito
Milena Esposito nasce da sola e se ne compiace subito.
Va a scuola dalle suore e così capisce tante cose. Nonostante tutto continua ad andare a scuola e scopre, per caso, che si può anche scrivere senza vergognarsene.
Diventa meastra e non se ne pente.
Si sposa felicemente e crea due pupattole adorate.
Diventa teatrante e commediante e le piace assai.
Scrive troppo senza alcun ritegno, senza rispetto (a cosa?).
Milena Esposito si diverte senza freni inibitori né volanti ingombranti.
Collabora a tempo trovato per alcuni giornali, per il teatro, per il cinema, per i poeti, per i lettori, per te, per me e per tutti quanti.
Milena Esposito sa fare una sola cosa in questa vita (nelle altre vedremo): ridere. Ma lo fa bene!
Pubblicazioni:
  Come miele d’autunno
Romanzo
Anno di pubblicazione: 2007
Editore: “fabbrica d’idee”, Agropoli (SA)
ISBN: 8896172020
ISBN-13: 9788896172025

Luisa Sanfelice
Romanzo
Anno di pubblicazione: 2008
Editore: “fabbrica d’idee”, Agropoli (SA)
ISBN: 8896172047
ISBN-13: 9788896172049

Per info e acquisti scrivetemi via e-mail.

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E’ sempre on line il corso di scrittura creativa che ho curato da febbraio a fine maggio. Lo trovate all’indirizzo: http://arteeparte.blog.tiscali.it/

 

(alzando il mento)

aggiungi una postilla
ai tuoi discorsi
a quei sorrisi che
– stampati in faccia –
non fanno che spingere parole
dove si forma il canto afoso
di una Dea senza responsi
e non guardarmi
che non ho da darti
sorrisi a quei sorrisi
e poi non so nascondermi
ai bordi dei capelli
tra inusitate dita
ai tocchi dei tuoi occhi
io ti rispondo



(scricchiola, il foglio)

da un altrove mi fissi – ora -
con gli occhi addosso
miro al tuo sorriso
arriva il pregio di quelle parole
(coppe a ventosa sulle sbucciature)
che sa annientare ogni altra terapia
di mille specchi a frantumi e schegge
ad uno ad uno li configgo in petto
fino al fiorire di mani oscillanti – la mia le tue –
e carta immacolata per i versi



(raccogliere lei, fragrante)

e smettila di dirmi non-è-vero
che me ne accorgo dalle mani nude
prese in orpelli monili e ganci
bracciali ai quali tu non sai resistere

e smettila di ammettere paure
che a questa vita non apparterranno
prese da mille affanni quotidiani
poni la rosa tua fra le mie mani




(coesistenza corporea)

nel pettinare i giorni separati
(allontanando i fili a mano a mano
che tornano ribelli ad attaccarci)
è semplice inoltrarci nella chioma
di cose appartenute solo a noi
smarrendo quelle linee inusuali
che portano alle luci della sera
in cui il toccarci usa l’esistenza



(divinazione)

ed io ti affronto (quando viene sera)
mentre Ella parte – Venere –
con cigni passeri e colombe
e misuro con il cinto sacro
la vita i fianchi ed ogni suo accessorio
che mi riporti a supplicar la Dea
perchè non si cancelli a oltranza
ciò che ti avvince
in me



(in vero simile)

gli Aruspici mi aiutino
all’affrontar Chimere
per spegnere le fiamme
gettate con violenza
(all’abbisogna abbondino)
per ogni dove spingo
e nel momento esatto
giallastre tue indolenze
predicono gli sforzi
che affronterò ad amarti


 

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